Giorgio Manganelli: Intervista a Dio

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Esce per Kipple Officina Libraria, in formato Ebook, Intervista a Dio di Giorgio Manganelli, un suo scritto quasi inedito che si avvale della competente introduzione della figlia Lietta Manganelli. Giorgio Manganelli, morto nel 1990, è stato uno scrittore, traduttore, critico e saggista “visionario”. Teorico della neoavanguardia, collaborò attivamente con il celebre Gruppo 63. Personaggio tormentato, si interessò di letteratura fantastica, in particolare nel suo fondamentale testo La letteratura come menzogna, dove affermò che il compito della letteratura è quello di trasformare la realtà in menzogna. In questo libro dedicò un saggio al grande H.P.Lovecraft (La città blasfema). Il suo giudizio sullo scrittore americano fu però abbastanza severo anche se infine ammise che “tuttavia non pare assurdo dirlo “scrittore”. Forse perché il suo puro, concentrato orrore stinge rapidamente, e svela, sotto, qualcosa di duro, di ostinato”. Manganelli interpretava il  fantastico come “letteratura dell’eresia”. Fra gli autori prediletti c’erano Edgar Allan Poe, di cui curò le traduzioni di tutti i racconti in tre volumi per la Einaudi, e  M.P.Shiel (sua è la quarta di copertina dell’edizione Adelphi de La nube purpurea”).

In precedenza lo scrittore, con Le interviste impossibili, aveva colloquiato nell’oltretomba con personaggi come Giacomo Casanova, Fedro, Edmondo De Amicis, Tutankamen, Eusapia Palladino, Nostradamus, Charles Dickens, il Califfo di Bagdad, Desiderio, Leopoldo Fregoli, Marco Polo e Gaudì. Intervista a Dio è la tredicesima intervista, quella mancante e di sicuro la più incredibile e visionaria.

Ci troviamo di fronte ad un Dio che inizialmente balbetta frasi sconnesse, come se cercasse di inventare il linguaggio, di creare una sorta di “esperanto” universale o forse, come dice Lietta Manganelli nell’introduzione, di prepararsi all’intervista. La prima domanda riguarda l’edificazione del cosmo. Man mano che vengono poste le domande dal misterioso interlocutore, fra cui quelle sul plenilunio e la velocità della luce, Dio appare come un personaggio nevrotico, impacciato, quasi “umanizzato”. Si trova in difficoltà a rispondere, spesso divaga, tratta argomenti come la superstizione (i gatti neri e i venerdì 13 e 17), vuole essere amato ma allo stesso tempo dice che non ama l’umanità anche se “odiarvi è troppo faticoso. Io direi che mi fate schifo”. Un Dio meschino e buffone che vuole la morte di tutti e che parla della fine del mondo come di una notizia da dare in breve trafiletto tra i numeri del lotto. Un Dio sempre più improbabile e non onnipotente che paradossalmente è sottoposto a una commissione che non riesce a decidere su nulla.

Intervista a Dio di Manganelli si rivela un testo di assoluto interesse che conferma il particolare talento di questo scrittore “eretico”.In precedenza era uscito in versione cartacea ma si tratta di uno scritto “manganelliano” quasi sconosciuto. L’iniziativa di Kipple di renderlo di nuovo disponibile  è quindi meritoria. Può essere acquistato presso negozi virtuali come Amazon o direttamente sul sito di Kipple (http://www.kipple.it/index.php?route=product/product&product_id=267).

Giorgio Manganelli – “Intervista a Dio – L’Ultima delle interviste impossibili” – Kipple Officina Libraria – 2012 – eBook – Euro 1,99 –

http://kippleblog.blogspot.it/2012/03/e-uscita-lintervista-dio-di-giorgio.html

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