Lullacry: Where Angels fear

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Avreste scommesso, nel 1999, epoca del loro esordio “Sweet desire”, che una quindicina d’anni dopo circa i Lullacry avrebbero ancora calcato le scene del sympho-metal? Mai dare per scontata anche l’apparentemente più semplice delle questioni, la band di Kimmo “Heavy” Hiltunen è ancora tra noi, forte di una formula semplice ma efficacissima che li ha elevati (l’avreste detto?) fra i più autorevoli esponenti del genere. Se “Vol. 4” risale a ben sette anni or sono, Where Angels fear suona ancora fresco e ruffianissimo, forte di brani come “Thousand suns” (vero bignami di goth-metal al femminile, condensando nei suoi cinque minuti scarsi tutti i precetti del genere), il primo singolo “Bad blood”, l’opener “Antidote to you” ed “I am”. Ma tutti gli undici episodi che tracciano la lista di Where Angels fear vantano uno scheletro armonico robusto, con la voce amena di Tanja Lainio ad intagliare con gusto canzoni dal forte impatto melodico (i finnici sono memori della lezione dei Kiss, spogliandoli d’ogni orpello glam e traendo dalla loro lezione l’essenza della scrittura più efficace, non per nulla sul citato predecessore coverizzarono “I stole you love”), destinate a far breccia nei cuori degli appassionati di svenevolezze. Ma non sottovalutate Where Angels fear e non giudicatelo troppo frettolosamente: l’operato del chitarrista e compositore Sami Leppikangas merita le dovute attenzioni, d’altronde se i Lullacry hanno resistito all’usura del tempo, un motivo ci sarà…

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