Trevanian: L’estate di Katya

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Trevanian è lo pseudonimo di Rodney William Whitaker, prolifico autore americano del quale si conobbe la vera identità solo dopo che ebbe raggiunto il successo. Bompiani ha proposto quest’anno uno dei suoi romanzi più intriganti, un horror psicologico molto inquietante e dalla scrittura raffinata che piacerà ai fan di Patrick McGrath: non a caso quest’ultimo, indiscusso maestro dello scavo introspettivo e narratore dei mostri della mente,  firma l’appassionata ed acuta prefazione.

Il romanzo si fonda sui ricordi lentamente rievocati dal protagonista, Jean Marc Montjean che, a distanza di diversi anni dalla vicenda che cambiò per sempre la sua vita, racconta di quell’estate in cui conobbe la bella Katya. Particolare perché fuori dagli schemi, apparentemente libera dalle regole della società del tempo ma pura, addirittura candida nei sentimenti – ecco perché la predilezione per gli abiti bianchi! – come una bambina, la ragazza è destinata ben presto a catturare l’interesse prima e l’affetto poi di un giovane medico alle prime armi, desideroso di nuove esperienze e frustrato nelle ambizioni professionali. Siamo tra l’altro alla vigilia dello scoppio della Prima Guerra Mondiale: una bellissima estate, che solo in apparenza scorre limpida e pacata, in realtà scivola via inquieta e l’aria che si respira, pur magica che sia, di fatto sembra quasi carica di un’impalpabile elettricità che rende i personaggi ipersensibili e vulnerabili all’eccesso. A Montjean si adattano in effetti entrambi gli aggettivi. Katya lo affascina perché è lontana anni luce dalle leziosaggini e le civetterie femminili, Katya conosce le teorie di Freud, che lo interessano – non a caso – immensamente, ed è in grado di parlarne: in sostanza Katya rappresenta ciò che egli ha sempre desiderato in una donna e, dal punto di vista del lettore, tutti gli ingredienti di una storia di amore e di passione sono presenti. Ma, come dice Mc Grath nella citata prefazione, “questa non è una commedia romantica”! Katya ha un fratello gemello, in tutto e per tutto uguale a lei  tranne che per il sesso, e questa presenza complica la situazione e rende l’’elettricità’ assai più palpabile. E’ ancora Mc Grath, per altro, a ricordarci quanto le vicende incentrate su gemelli diventino spesso inquietanti proprio perché, anche se non vi è alcuna evidenza scientifica, nell’opinione comune il loro mondo è visto con sospetto, come se contenesse qualche elemento disturbante. Il carattere di Paul, tra l’altro, è davvero molto irritante: sarcastico, viziato ed ozioso, in quanto legato alla classe ricca da cui proviene, con il suo atteggiamento snob si pone ben presto in contrasto con l’ingenuo ed innamorato medico. Montjean non può tra l’altro non rilevare quanto la sua personalità imperiosa domini e, in effetti, controlli la labile struttura familiare dei Treville costituita, oltre che dall’attraente sorella, anche da un padre apparentemente ‘svampito’ ed interessato solo ai suoi bizzarri studi sulla civiltà medioevale.

Bastano i pochi elementi fin qui forniti per comprendere che i personaggi della storia nascondono un segreto, che l’estate calda e sonnolenta, che sembra trascinarsi senza che alcun evento importante la scuota, è foriera di una tragedia che, in questo caso, non è soltanto la guerra alle porte ma riguarda la vita di persone delle quali si conosceranno sofferenze e traumi. Il senso di smarrimento e inquietudine coglie il lettore subito dopo i primi dialoghi tra Katya e il suo spasimante; che l’idillio fra i due non avrà un coronamento felice si intuisce fin dal principio, dal momento che il narratore è un uomo solo e già avanti con gli anni: accanto a lui non vi è alcuna Katya e la sua unica compagnia è il rimpianto di un legame irripetibile.

Trevanian è bravo a far cadere nella storia un elemento per volta incrementando l’ansia per gradi fino a giungere all’ultimo, scioccante colpo di scena: la trama si infittisce pagina dopo pagina, incatenando finzioni, bluff e mezze verità finché alla fine la nuda realtà prevale folle e diabolica, e riversa sul lettore che, fin qui, ha sofferto con Montjean, il suo carico di infinita angoscia. L’effetto è ancora una volta garantito, perché il contesto da cui la traumatizzante vicenda trae origine giungendo poi al terribile epilogo è il più complesso ed oscuro di tutti i possibili territori del mondo: l’anima degli uomini.

Trevanian, “L’estate di Katya”, Bompiani 2012, pag.224, € 17,50

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