John Foxx & the Maths: The Shape Of Things

0
Condividi:

The Shape of Things è il secondo frutto della collaborazione – a nostro avviso assai riuscita – fra John Foxx ed il rinomato esperto di synthesizer Benge (http://www.versacrum.com/vs/2011/05/john-foxx-and-the-maths-interplay.html) e rispetto al precedente Interplay rispecchia ancora di più lo stile del miglior Foxx, tanto che ricorda, sia pure con una tecnica più sperimentata e consumata, i tempi d’oro degli anni ’80. Bisogna comunque riconoscere che quest’ultimo album risulta più spontaneo e romantico – laddove Interplay suonava più freddo ed elaborato – e contiene tra l’altro dei pezzi davvero degni di essere ricordati. Le melodie elettroniche alla ‘Kraftwerk’ ideate da Benge fanno un gran bell’effetto. Il brano iniziale, “Spirus”, è strumentale e più vicino all’area di competenza di Benge il quale, peraltro, domina anche in  “Buddwing”, breve pezzo di bravura su organo. “Rear View Mirror” è una traccia romantica ed emotiva dove il canto malinconico conferisce un tono introspettivo, mentre “Talk”, alla quale ha collaborato il Dj Matthew Dear, introduce sonorità elettrodark pur svelando un riconoscibile legame con “Shatterproof”, il primo brano di Interplay, presente nel bonus album in versione remix.  Anche “September Town”, con la sua graziosa melodia ritmata, suona molto vicina all’ispirazione del lavoro precedente ma infine, quando si ascolta “Unrecognised”, ci si accorge di trovarsi di fronte al gioiello che fa dimenticare tutto il resto: oscura, nostalgica, con un andamento lento e solenne lascia impietriti fin dal primo ascolto. “Falling Away” ha un inizio dove gli striduli suoni di chitarra suonata dallo stesso Foxx quasi ricordano gli Shellac: lo stile del canto, tuttavia, è così incontestabilmente ‘suo’ da creare una combinazione davvero ‘pepata’; “Invisibile Ray” rappresenta un’incursione ambient/atmosferica. “Vapour Trails” è i vecchi Ultravox ancora una volta, come “Tides”, che ‘rockeggia’ anche un po’ e richiama inoltre l’inconfondibile atmosfera di The Garden. Infine “The Shadow of His Former Self” è un altro dei brani memorabili: le sue note misteriose e sognanti non possono non coinvolgere. Nel bonus album, oltre ad una serie di remix, c’è una traccia inedita, “Where you end and I begin”, che vede la collaborazione di Tara Busch, presente nel tour di Interplay a fianco di John Foxx & The Maths.

Condividi:

Lascia un commento

*