L’Alba di Morrigan

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L'Alba di Morrigan

The essence remains m’ha intrigato fin dal primo ascolto. Il disco del terzetto italiano non teme confronti né paragoni, essendo personale e ricco di suggestioni proprie, inglobando influenze post, doom e dark. Risponde alle nostre domande Ugo Ballisai (chitarre e voce).

Come è nato il progetto L’Alba di Morrigan? Come vi siete conosciuti e quale è stata la spinta che vi ha indotto a formare una band?

Io e Alessio (Caruso, basso) siamo amici di infanzia (eravamo vicini di casa), Luca (Costanzo, batteria) ed Alessio si sono conosciuti a scuola, io e Luca ci conosciamo da più di un decennio ormai e ognuno di noi tre aveva i propri progetti musicali. Inizialmente non ci siamo posti obiettivi, avevamo solo il desiderio di divertirci ed esprimere le nostre emozioni, col passare del tempo abbiamo scelto di investire maggiormente nel progetto…. ed eccoci qui.

Nel 2009 avete pubblicato il demo The circle: in questi tre anni come è cambiato il vostro approccio alla composizione?

Il filo conduttore è sempre il medesimo, ma non posso nasconderti (soprattutto nelle nuove composizioni non presenti nell’album) che ci sono davvero molte evoluzioni sia in fase armonica/melodica, sia per quando riguarda il sound. Per ciò che riguarda The Essence Remains invece, abbiamo riarrangiato alcune cose cercando di dare più spessore ed impatto ai brani cercando di mantenere l’intenzione coerente al lavoro precedente.

Quali sono i gruppi/artisti ai quali vi ispirate e che considerate più vicini a voi dal punto di vista espositivo? Avete dei gusti comuni?

Gli artisti ai quali ci ispiriamo spesso e volentieri non rispecchiano il sound de L’Alba di Morrigan. Provo a spiegarmi meglio: mi è capitato spesso nelle ultime recensioni di essere accostato (per altro con gran piacere) a Jonas Renske, ma ti confido che i miei riferimenti vocali sono altri, Paul DiAnno, James Hetfield e Maynard (James Keenan dei Tool/APCircle, n.d.Had),quindi non per forza ciò che ascolti influenza il prodotto finale, parrebbe almeno che nel nostro caso non sia così. Detto questo abbiamo alcuni ascolti comuni ma ognuno ha le sue personali influenze, per esempio Alessio: The Cure, Anathema, Ulver, Black Sabbath, Bad Religion, Iron Maiden, Trentmoeller, musica celtica; Luca: Queen, Pantera, At the Gates, Soilwork, Dark Tranquillity, A Perfect Circle, King Crimson, Alice in Chains, Cynic, The Gathering, NOFX, Lagwagon, Iron Maiden; io prediligo Isis, Red Sparowes, Opeth, Tool, Cynic, Gordian Knot, tanto quanto Iron Maiden o Megadeth. Ci piace anche molto la musica elettronica, la classica, jazz fusion, insomma siamo di vedute abbastanza ampie.

Ascoltando il vostro disco, ho immaginato una jam session fra Anathema, A Perfect Circle, Porcupine Tree, insiemi che rispetto incondizionatamente… Dimostrate una apertura mentale non comune, nell’apprendere da fonti diverse, seppure legate tra loro dalla ricerca di forme non convenzionalmente rock.

Presumo che questo dipenda molto dal fatto che io amo tantissimo gli A Perfect Circle, Alessio gli Anathema e Luca i Porcupine Tree: hai citato davvero tre band che consideriamo dei colossi in ambito musicale, ti ringrazio davvero.

Vi hanno definito post-rock, vi riconoscete in questa sigla?

In realtà penso che il nostro sia in parte un progetto post-rock ma contaminato da matrici prog, doom e metal. Penso comunque che possa starci ritenere il nostro sound in parte post-rock. Personalmente quando ascolto una band non mi soffermo molto sull’etichettatura del genere, per cui non diamo così peso a queste didascalie.

L'Alba di Morrigan

Ritenete che oggidì vi sia ancora spazio per una proposta colta in ambito rock?

Parliamo di due argomenti differenti, Italia ed estero. Diciamo che in Italia ora come ora il rock è l’ultimo dei problemi, il popolo è esausto, le opere d’arte crollano a pezzi e nessuno interviene, tagli a destra e sinistra, cultura, università, il lavoro precario, disinformazione radicata… Pensi ci sia spazio per il rock in Italia? Ebbene sì, ci sono tanti artisti validi che non hanno nulla da invidiare a band straniere e che purtroppo non hanno la promozione e la distribuzione che meriterebbero, ciò nonostante riescono comunque ad ottenere grandi risultati. All’estero in alcune nazioni la situazione è decisamente più rosea.

Siete in tre, ritenete la formula triangolare ideale per esprimere al meglio il vostro suono in tutte le sue sfaccettature?

Attualmente stiamo collaborando con un quarto uomo che ci aiuterà per i prossimi show. Per ora il trio rimarrà tale, in futuro non ti nego che potrebbero nascere nuove collaborazioni.

La voce è sovente in secondo piano, una scelta voluta? Anche alla luce della presenza di brani esclusivamente strumentali (“Equilibrium”, “24 Megatons”, vorrei a proposito che approfondiste su questo titolo che mi ha incuriosito…), parrebbe che questa prassi vi sia particolarmente gradita.

E’ stata propriamente una scelta voluta, durante la lavorazione dell’album abbiamo scelto di tenerla leggermente dietro per dare più predominanza al tutto, forse però abbiamo ecceduto un pochino. Ti spiego meglio il significato del titolo di “24 Megatons”: i megatoni sono l’unità di misura che si utilizza per le esplosioni atomiche, il numero 2 e 4 secondo il Liber 777 (A. Crawley) corrispondono rispettivamente a saggezza e misericordia. Immagina che “24 Megatons” non sia altro che un’esplosione di coscienza e consapevolezza.

Come siete entrati in contatto con My Kingdom Music? Vi ritenete soddisfatti dell’opera dell’etichetta di Francesco? Vi sono dei gruppi del roster della label che già conoscevate e che apprezzate particolarmente?

Una volta realizzato il lavoro abbiamo messo online un “teaser” dell’album, fortunatamente dopo qualche mese abbiamo ricevuto diverse proposte. Abbiamo deciso di firmare con My Kingdom Music che ci ha proposto un “multi-album contract”. Personalmente conoscevo solo i Klimt 1918, poi ho scoperto molte altre band interessanti all’interno del suo roster e noi siamo onorati di farne parte. Mr. Palumbo sta facendo un lavoro eccellente nei nostri confronti e ci tengo particolarmente a ringraziarlo da parte mia e dei ragazzi.

Chi ha curato l’aspetto grafico di The essence remains? Una cover davvero intrigante ed all’altezza dei contenuti.

Un bravissimo artista portoghese, il suo nome è Helder Pedro Moreira ed ha già collaborato con grandi artisti come i God Is An Astronaut e Jakob. Ha carpito perfettamente la nostra musica riproducendola a livello grafico: è assolutamente un grande professionista.

La composizione vi coinvolge tutti in pari grado, ovvero i brani nascono dall’idea di un singolo?

Diciamo che la matrice (riff, arpeggi e linee vocali) sono affare mio. Dopo aver steso una bozza la porto ad Alessio e Luca, insieme riarrangiamo i brani, loro si occupano prevalentemente della sezione ritmica e io delle linee vocali e della parte melodica del lavoro.

Avete avuto occasione di esibirvi dal vivo? Con quali responsi? E come è stato accolto il disco da pubblico e critica?

Ci siamo esibiti più volte nel corso degli anni, ricordiamo con molta gioia la data di presentazione dell’album per molte ragioni (tra la quale il fatto che ci siamo esibiti con la formazione originale per la prima volta), il locale era “full”, il pubblico è stato fantastico. Parte del merito è anche dovuto alla scelta di supportare il live con uno spettacolo di luci e proiezioni a cura di Andrea Zuffo. Per ora il disco sta avendo un grande apprezzamento da parte di pubblico e critica, speriamo che tutto prosegua per il meglio.

Per quanto riguarda il prossimo futuro, quali sono i vostri progetti? Vi sono già dei nuovi brani definiti?

L’unica cosa che ti posso anticipare è che abbiamo moltissimi brani tra i quali  parecchi definiti, per quando riguarda il contenuto non posso rivelarti ancora niente.

Ringraziandovi per le vostre attenzione e pazienza, cedo a voi lo spazio per il commiato…

Posso anticiparti che nel mese di maggio inizieremo le riprese del videoclip di “The Essence Remains”. Per ora non mi resta che ringraziarti per l’intervista, un grosso abbraccio a tutti i nostri fan ed a tutti i lettori di Ver Sacrum.

www.facebook.com/morrigansound

www.myspace.com/lalbadimorrigan

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