Moonspell: Alpha Noir/Omega White

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Non mi sono nemmeno posto alternative, subito ho fatto mia la special edition del nuovo lavoro dei lusitani, non potendo certo rinunziare ad una ulteriore porzione di musica offertami da uno dei gruppi che seguo con maggiore interesse. Opportunità commerciale? Desiderio di offrire una ulteriore versione della loro peculiare visione del goth-rock-metal? Quesiti che preferisco lasciar cadere, per concentrarmi sui contenuti di Alpha Noir/Omega White. Già i titoli preannunziano quanto ci attende, ovvero cupo, claustrofobico il primo capitolo, decisamente più melodico ed accessibile (sempre e comunque riferito alla proposta degli iberici, che certo è ben distante da lidi commericiali) il bonus disc. L’apertura affidata ad “Axis Mundi” è pesante ed intransigente, “Lickanthrope” libera letteralmente torme di uomini-lupo assetati di sangue, “Opera Carne” esalta le chitarre (Ricardo Amorim compie un lavoro pregevole, modellando a suo piacimento un rifferama serrato ed impressionante nella sua tenuta), l’incipit doomeggiante di “Grandstand” (magniloquente nella sua parte finale!) si tramuta presto in una classica composizione a la Moonspell A.D. 2012. Ovvero di un insieme maturo e collaudato, che può vantare una sezione ritmica di primissimo livello garantita dallo skin-beater Mike Gaspar e dal solido bassista Aires Pereira, mentre le tastiere di Pedro Paixao sanno ergersi a protagoniste, all’occorrenza, ma anche come comprimarie fanno sentire la loro presenza. Eppoi Ribeiro, front-man consumato a suo agio sia nei frangenti più rilassati, come in quelli ove viene richiesta una presenza convinta, da vero leader. Se Alpha Noir e le sue cavalcate infernali, fra nembi di cenere sollevati da zoccoli chiodati di destrieri schiumanti, pungolati a dovere da cavalleggeri lanciati in una folle carica suicida, in un delirio di plasma e di ossa frantumate, Omega White sorprende per le atmosfere decadenti che rimandano ai Type O Negative del capolavoro “October rust”, e pure, ovviamente, all’imprescindibile lezione sisteriana di “Body and soul” o “Valentine”. Purissima essenza goth, bianco marmo lucente screziato di nero, nessuna di queste otto canzoni merita di giacere nell’ombra, sorelle l’una dall’altra inseparabili. Drappi di musco aulente festonano l’antiquo sarcofago ove giacciono i resti d’una pulzella strappata alla vita in troppo giuovine etade, fra le vie della Vecchia Lisbona ancora risuonano le prechi ed i singulti d’una genitrice in confortabile, mentre tra le immense sale del nobile palagio il padre affida alla sua lucida follia la memoria di un Tempo che non tornerà più. Quello della felicità domestica, per sempre violata dalla nera Signora e dalla sua falce insaziabile.

Per informazioni: www.napalmrecords.com
Web: http://www.moonspell.com
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