Ordeal By Fire: All is lost

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I brani che compongono l’eccellente track-list di All is lost sono stati concepiti e registrati nel 2008, facendo parte allora ObF del roster della defunta Strobelight, per la quale pubblicarono il loro primo long “Untold passions”. Ricuperando il glorioso marchio Innermost Phobia (quello del mini d’esordio “Roots and the dust”), Riccardo “Rik” Perugini e Michele Piccolo, le anime di Ordeal by Fire, hanno fissato su supporto fisico questi dodici episodi, undici loro più la cover della cureiana “Give me it” (da “The top”). All is lost (con queste parole che non necessitano di interpretazioni si apre la traccia “Joined hands”, una delle più incisive del lotto) è disco asciutto ed immediato che dichiara subito le sue intenzioni, senza coprirsi e riesumando con le oscure e nervose “Changing of the wind” e “Within a war (Fields of rape)” lo spirito battagliero e puro che aleggiava sulle manifestazioni soniche dei New Model Army, come l’acre odor del fumo e della carne bruciata su d’un campo di battaglia ove si è consumata la ribellione contro l’oppressore, chiunque esso sia. All is lost ci restituisce finalmente una band capace di urlare la propria rabbia, indomita ed intenta a far udire ancora la propria voce di denunzia, ad onta delle traversie che ne hanno caratterizzato la gestazione. Ma i due superstiti, opportunamente spalleggiati dallo storico drummer Tiz Benedetti e dal bassista Paolo Cagnoni, non si sono dati per vinti, squarciando il buio consapevoli di dare corpo ad un’opera che rifiuta l’orpello e l’abbellimento, puntando dritta all’essenza, alle viscere del suono goth più epico e coinvolgente, mediato dalla tipica urgenza del punk da barricata, sia che si tratti di episodi veloci quali “Nature’s law” o di altri più meditati ma non per questo meno urticanti. La caratteristica voce di Michele e le chitarre taglienti di Rik disegnano schizzi irrequieti che sono figli diretti dei nostri tempi (anche se queste canzoni sono state scritte quattro anni or sono, i loro testi e l’aura minacciosa e disillusa che li pervade, si ascolti la disperata “I was wrong”,  sono perfettamente sovrapponibili alla tristissima realtà attuale). Nel suo ostinato ancorarsi ad uno stile che a molti suonerà desueto (la produzione spartanissima e l’artwork essenziale sono funzionali al concetto basilare del lavoro), All is lost dimostra comunque una vitalità sorprendente e sopra tutto chiarisce vieppiù cosa significhi il verbo coerenza se applicato ad un progetto intelligente che non si pone limiti, quale sia il prezzo da pagare. Una adesione totale e genuina ad un credo espressivo professato con senno e criterio, scevro da intolleranze o da intransigenze, ove non contano influenze più o meno palesi o vani sfoggi di tecnica, bensì ove a dettare le basilari regole del giuoco sono solo passione e ferrea risolutezza

Per informazioni: Facebook: ordealbyfire
Email: obfband@gmail.com
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