M’Era Luna 2012

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Diary Of Dreams al M'era Luna 2012, Hildesheim (Foto di DJ Lovv)

Anche quest’anno, per il quarto anno consecutivo, ho avuto la possibilità di essere presente ad uno dei festival estivi europei più importanti in tema di musica goth/rock/electro/metal, che si tiene nella città tedesca di Hildesheim nel mese di agosto.

Il M’Era Luna si svolge nell’ex aeroporto di Hildesheim, situato in una zona periferica comunque non molto distante dal centro e raggiungibile sia con gli autobus di linea che con quelli predisposti appositamente per il festival. I concerti si tengono su due palchi, il main stage, una mega-arena all’aperto ove si esibiscono generalmente le bands di maggior richiamo e l’hangar, una struttura al chiuso con una capienza ovviamente inferiore, ma ottima per concerti di musica elettronica o per bands che, per la musica proposta, rendono molto di più in un contesto più raccolto.

Le bands headliners di questa edizione sono state Placebo e Suicide Commando per il primo giorno, In Extremo e Hocico per il secondo ed ultimo giorno del festival; non meno importanti diverse altre bands che si sono esibite nella due-giorni tedesca: Diary of Dreams, Fields of the Nephilim, New Model Army, Welle:Erdball, Faun ed altre ancora, di cui parlerò più in dettaglio.

Due parole, prima di passare alla due giorni del festival, sulla città di Hildesheim: tipica città tedesca, di circa centomila abitanti, con un centro storico molto caratteristico e nella quale la permanenza, almeno per il sottoscritto, è sempre stata molto piacevole.

Sabato 11 agosto

Come premessa c’è da dire che il M’Era Luna vero e proprio comincia già dalla serata del venerdì sera con un DJ set che quest’anno ha visto ospiti Ronny Moorings dei Clan of Xymox ed Honey, leader dei Welle:Erdball: i due musicisti prestati alla consolle non hanno dovuto faticare molto per tenere in pista fino a tardi molti dei numerosi presenti.

La giornata di sabato prevede già dalla tarda mattinata una serie di bands che si alternano tra main stage ed hangar. Il programma prevede che i gruppi di un certo spessore inizieranno ad esibirsi solo da metà pomeriggio in avanti, ma questa è anche l’occasione per vedere bands poco (o per niente) conosciute dalle nostre parti o addirittura agli esordi, ma valide (l’esperienza delle precedenti edizioni a cui ho partecipato insegna). Ovviamente, e questo accade un po’ per tutti i festival di un certo spessore ed ove sono presenti più stage, a causa della contemporaneità di concerti sui due palchi non ho potuto assistere ad alcuni live che avrei visto più che volentieri, come quello di In Strict Confidence ed in parte anche dei Placebo.

Al mio arrivo al festival, mi reco nell’hangar, ove riesco a sentire alcuni pezzi degli Officers, gruppo dedito ad una sorta di electro/wave che personalmente mi ha convinto ben poco. E’ poi la volta dei Jager 90, gruppo che come genere viene accostato ai DAF; pur riconoscendo che in certi momenti possono anche ricordare la band tedesca, nei diversi brani che ho ascoltato l’impressione è che debbano fare ancora molta strada ed il paragone con i sopra-citati connazionali è sinceramente ingombrante. Molti dei presenti hanno comunque apprezzato l’esibizione della band.

E’ poi la volta degli Heimataerde nel main stage: l’intro è interessante, una sorta di musica medievale accattivante che mi spinge ad avvicinarmi al palco. Tolto l’intro però, almeno per il sottoscritto, rimane ben poco della loro esibizione; prendo atto che comunque che il genere medieval/electro, con cantato rigorosamente in tedesco, è molto apprezzato dal pubblico locale e diverse sono le bands che propongono tale musica riscuotendo un buon consenso.

Ero curioso di vedere all’opera i Noisuf-X nella dimensione live e devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla loro esibizione in questo M’Era Luna. La presenza di due musicisti alla batteria elettronica ha dato quel qualcosa in più, il buon riscontro e la partecipazione del pubblico durante il live ha fatto il resto. Platea impazzita durante l’esibizione di “Hit me hard”, il brano più noto e trascinante della electro band tedesca.

Si prosegue, sempre nell’hangar, con Faderhead e quindi sempre con sonorità elettoniche. Non sono un grande estimatore della musica del gruppo, che avevo già visto dal vivo pochi mesi prima in Italia, ma decido comunque di assistere anche alla loro performance in questo M’Era Luna. Devo riconoscere che il numeroso pubblico apprezza molto la musica della band e partecipa attivamente durante il live, cantando e ballando i pezzi proposti. Con canzoni come “TZDV” e “Destroy, improve, rebuilt” è poi oggettivamente difficile rimanere fermi.

Riesco successivamente ad ascoltare alcune songs di Rabia Sorda, il side project del singer degli Hocico; premetto che non sono un fan del gruppo messicano, ma devo dire che questo progetto musicale riesce ad interessarmi ancor meno: il sound è meno d’impatto, ma anche, a mio avviso, molto meno ispirato.

L’affluenza di pubblico a questa prima giornata del festival è decisamente alta; alle migliaia di persone presenti già ad inizio pomeriggio, andranno ad aggiungersene molte altre con il passare delle ore.

Nel main stage è arrivata l’ora dei Diary of Dreams, gruppo che aspettavo da tempo di rivedere e che non ha deluso le aspettative. Rispetto alla prima volta in cui ebbi modo di vederli in concerto, la band si presenta con due chitarre e batteria, privilegiando un sound decisamente più rock e mettendo in secondo piano la componente elettronica. Tra i pezzi proposti, ottime “Chemicals” e “Butterfly:dance!”; dalla loro ultima fatica Ego:X ho apprezzato molto “Lebenslang” e “Undividable”, riproposte queste in versione molto simile a quella su disco. Non poteva poi certo mancare “The Curse”, uno dei pezzi più conosciuti della band tedesca, mentre “Traumtänzer” è cantata ed applaudita a lungo dal numeroso pubblico. La scaletta sarebbe potuta essere migliore, ma gran bel concerto comunque.

Fields Of The Nephilim al M'era Luna 2012, Hildesheim (Foto di DJ Lovv)

Seguono a ruota i Fields of the Nephilim. Alta è l’attesa per il concerto del gruppo capitanato da Carl McCoy: molti sono accorsi qui solo per loro e l’accoglienza riservata alla band al suo ingresso sul palco dice tutto. Per quanto mi riguarda devo riconoscere che dei gruppi storici, i Fields of the Nephilim sono quelli che in assoluto mi hanno da sempre interessato di meno: detto questo sono comunque molto curioso di vederli alla prova live in questo 2012. Sebbene della formazione originaria sia rimasto il solo McCoy, la band è affiatata, acustica ottima ed entusiasmo palpabile da parte dei molti fans. Bella “Preacher man”, molto applaudite anche “Love under will”, “From the fire” e la conclusiva “Moonchild”, con la quale i nostri si congedano da un pubblico molto caloroso. Che dire… non cambio opinione nei confronti dei Fields of the Nephilim ma riconosco che il concerto ha superato le mie aspettative.

Riesco ad assistere solamente alla parte finale del concerto dei De/Vision nell’hangar. L’impressione è la stessa che ho avuto tre anni fa quando li vidi per la prima volta sempre al M’Era Luna… buona musica, ma troppo debitrice alla sonorità di una band chiamata Depeche Mode.

Dopodiché tocca ai Suicide Commando, gruppo che mai ero riuscito a vedere dal vivo e di conseguenza uno dei concerti più attesi dal sottoscritto. Le aspettative devo dire che non sono andate deluse… già la scenografia, una serie di “corpi” appesi che pendono, avvolti in sacchi, è stata un’assaggio di quel che ci avrebbe atteso di lì a poco. Hangar affollatissimo per un set di straordinario impatto, mega-schermo con immagini in certi momenti anche forti, ma del tutto attinenti alla musica e pubblico letteralmente in delirio. Il buon Johan si dimostra veramente in ottima forma e pezzi quali “God is in the rain”, “Cause of death: Suicide” sono stati accolti con ovazioni, oltre che ballati da tutti i presenti. Tra le canzoni eseguite anche “Attention whore” e “Die motherfucker die”, ma è l’intero concerto che non lascia un attimo di respiro. La band belga si congeda con un’ottima “See you in hell”, tra meritatissimi applausi. Uno dei concerti più belli di questo M’Era Luna.

Mi reco infine nel main stage per vedere gli ultimi venti-trenta minuti dell’altra band headliner di questa prima giornata, i Placebo. Come già accennato, la contemporaneità dei concerti porta a fare delle scelte ed avendo già visto in passato la band di Brian Molko, in questa occasione riesco a sentire solo poche canzoni, tra l’altro da una posizione molto defilata, ma va bene così. Ben suonate ed ovviamente molto applaudite “Song to say goodbye” e “The bitter end”; acustica perfetta, mega schermi sopra il palco che hanno consentito anche a chi era lontano dal palco di seguire l’esibizione. Gruppo in buona forma e come sempre molto professionale. Bella anche la cover di Kate Bush “Running up that hill”, eseguita nel bis.

Domenica 12 agosto

Non delude le attese neanche la seconda giornata del festival e come per il giorno precedente, pubblico decisamente numeroso già per i primi concerti in programma. Cosa questa che non ha caratterizzato tutte le edizioni a cui ho partecipato.

Al mio arrivo riesco a vedermi quasi per intero il live di Absolute Body Control, band belga dedita a sonorità electro/pop. La musica del gruppo in certi momenti ricorda vagamente (più che altro per lo stile proposto) i Depeche Mode e riscuote una buona accoglienza da parte del pubblico, compreso il sottoscritto.

Mi reco poi nell’arena esterna, ove in sequenza si esibiranno Faun e Welle:Erbdall. Devo dire che nutrivo qualche dubbio sull’esibizione dei Faun, non tanto per la band in sé o per il genere proposto, quanto piuttosto per il fatto che una folk/medieval band non ritengo possa rendere al massimo in un concerto suonato nel primo pomeriggio sotto il sole… Devo riconoscere di essermi sbagliato: in tema di band che propongono musica medievale rimango della mia idea, ma il gruppo è stato veramente autore di un gran bel concerto, coinvolgente e di fronte a un pubblico veramente molto numeroso, che l’hangar non avrebbe certo potuto contenere. Giusta quindi la scelta degli organizzatori di far esibire la band nel main stage.

Per quanto riguarda i Welle:Erdball non sapevo sinceramente cosa aspettarmi… Anche in questo caso il concerto era in programma in un assolato pomeriggio d’agosto in una mega-arena e, per il genere proposto dalla ormai storica band tedesca (molto debitrice del Kraftwerk-sound, ma in positivo secondo il sottoscritto), una collocazione in un orario serale sarebbe stata senza dubbio più consona… Detto questo, già dai primi pezzi si capisce subito che la band è in grandissima forma: dubbi del sottoscritto fugati già dopo i primi minuti e pubblico esaltato che balla e canta i pezzi della band; “Schweben, Fliegen, Fallen”, “Arbeit, Adelt!”, “Starfighter F-104G”… bella anche la scenografia, con lanci di palloncini dal palco ed un Honey veramente in gran spolvero, supportato alla grande da Venus e Plastique. Tra i migliori live in assoluto di questa edizione, per la felicità dei fans della band e della stragrande maggioranza dei presenti.

Mi dirigo poi nell’hangar dove è l’ora degli Amduscia, electro band proveniente dal Messico così come gli Hocico, che si sarebbero esibiti di lì a poche ore, ma che ha comunque dimostrato di avere un buon seguito; set energico di circa 50 minuti, apprezzato dai numerosi presenti.

Seguo successivamente anche parte dell’esibizione dei Rotersand, band che avevo già visto ad una precedente edizione del M’Era Luna ma che non mi aveva entusiasmato. L’elettronica della band, pur essendo di discreta fattura, è lontana a mio avviso da quella proposta da molti loro colleghi. Hangar comunque molto affollato per il gruppo tedesco, che dimostra di avere un buon seguito nella terra madre.

Segue a breve uno dei concerti più attesi dal sottoscritto di questa seconda giornata, quello dei New Model Army. Dopo molti anni riesco a rivedere il gruppo inglese nella dimensione live ed anche stavolta ho avuto la fortuna di assistere ad un gran bel concerto. Set tirato di circa un’ora per la band capitanata da un Justin Sullivan in ottima forma; “Get me out”, “Today is a good day”, “Green and grey”, solo per citare alcune delle song proposte, ma l’intera esibizione è stata all’altezza della fama del gruppo ed ovviamente molto apprezzata da parte del pubblico. Bellissima “Purity”, una delle ultime canzoni eseguite prima di congedarsi. Gran bella conferma per questa storica band, autrice di un live set di alto livello.

Si avvicina l’ora delle bands headliners, gli In Extremo nel main stage e gli Hocico nell’hangar. Non essendo interessato ai primi, propendo per i secondi. Non sono mai stato un fan del gruppo messicano, ma devo dire che un mix di fattori, ossia calore dei fans, video ad hoc proiettati durante i brani, location perfetta per un concerto del genere ed energia messa sul palco dai due musicisti, ha contribuito ad un bel concerto.  Tra le canzoni eseguite ottime “Bite me” e “Dog eat dog”, per un live durato circa un’ora ed una band in buona forma.

Altri gruppi si sono esibiti in questa due-giorni: KMFDM, Subway to Sally, Letzte Instanz, Leaether Strip, Eisbrecher, Lacrimas Profundere, solo per citarne alcuni.

In definitiva bel festival, per un’edizione che è probabilmente la migliore, assieme a quella di due anni fa, a cui ho partecipato.

New Model Army al M'era Luna 2012, Hildesheim (Foto di DJ Lovv)

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2 comments

  1. Wildhoney 15 settembre, 2012 at 15:57

    Bravo il mio compagno d’avventura anche a questo giro – io ho mancato soltanto l’edizione 2001 del M’Era Luna – anche se gli OFFICERS sono probabilmente il gruppo che mi è piaciuto di più e non vedo l’ora che mi arrivi ”On the twelve thrones” a fine mese.

  2. Ruben 17 settembre, 2012 at 12:32

    Forse la lineup era meno interessante delle altre edizioni che ho visto, ma almeno 3 band hanno giustificato la mia presenza: Diary OF Dreams, KMFDM e Suicide Commando; buoni anche rotersand, in strict confidence, faun, hocico e lahannya… Divertenti e spaventosamente crucchi anche Eisbrecher, In Extremo e Subway to Sally Non sono riuscito a vedere gli officers purtroppo… che cavolo ci facevano lì i placebo non me lo so spiegare, se penso agli headliner del 2006 o 2008…

    ps. Ciao Mary!

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