Rose Rovine e Amanti: Giorni di splendore e sole

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Il neo-folk, pur restando un genere di nicchia, ha continuato ad avere, nel corso del tempo, un seguito di culto consolidato. Ora che i capostipiti Death in June sembrano aver detto ormai le cose migliori, altri gruppi continuano a seguire questo stile oscuro e ricco di vibrazioni cupe che continua ad essere vitale. Fra questi ci sono gli italiani Rose Rovine e Amanti di Damiano Mercuri che, con il loro ultimo album Giorni di splendore e sole, uscito a tre anni di distanza dall’ottimo Demian, si confermano un gruppo di assoluto interesse all’interno del genere. Il disco si presenta con una splendida e raffinata copertina che mostra una foto – scattata da Gerald Hallstatt degli Allerseelen – di un’incantevole ragazza ritratta mentre dorme in un parco di Vienna. Il sound di Giorni di splendore e sole, rispetto agli album precedenti, è più potente e elettrico come si può ascoltare in tracce come “La mia Germania”, “My Black Europa” e “Danza La Nostra Danza”, inni cupi e decadenti, atti d’amore incondizionato verso la cultura dell’Europa e  il suo retaggio spirituale e ancestrale. Ma l’approccio tipicamente neo-folk emerge  prepotente in “Rain”, nella bellissima “Europa Is Calling Me”, un pezzo destinato a diventare un piccolo classico e in “Versi scritti Sul Golfo Di Lerici (After Shelley)” con liriche del grande poeta romantico inglese, un brano commovente capace di trasportare l’ascoltatore in una dimensione unica e fuori dal tempo. Bellissima anche la title-track, trascinante e coinvolgente con il suo testo ricco di simbolismi arcani. Ma tutto l’album si mantiene su ottimi livelli dimostrando un’ottima maturità compositiva. La prima stampa esce in un elegante digipack limitato a 300 copie. Un album che non deluderà gli amanti del genere e che non esito a consigliare caldamente.

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