Tom Piccirilli: Nell’abisso profondo

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Uscito questo mese per Gargoyle Books, Nell’abisso ProfondoA lower deep il titolo originale – è opera di Tom Piccirilli, un autore americano pochissimo conosciuto in Italia ma ben noto negli States, dove ha pubblicato una quantità impressionante di libri, soprattutto thriller, horror e letteratura erotica. Da noi, si era vista negli anni ’90 la traduzione del volume Dark Father, a cura di Sperling & Kupfer, con il titolo Padre delle Tenebre che, tuttavia, non aveva avuto una grandissima risonanza. Nell’abisso Profondo si inserisce a pieno titolo nel filone horror-esoterico di cui, recentemente, abbiamo visto il bell’esempio di Magia Nera, il romanzo di Marjorie Bowen, altresì edito da Gargoyle (http://www.versacrum.com/vs/2012/01/marjorie-bowen-magia-nera.html). Il mondo di Piccirilli, tuttavia, è anche molto vicino al fantasy: la vicenda da lui descritta in Nell’abisso Profondo, infatti, è animata da figure irreali, mostri e demoni di varia provenienza, dotati di straordinari poteri e impegnati in conflitti crudeli, sullo sfondo di ambienti oscuri ed inquietanti. Il suo immaginario, per altro, è strettamente legato alla religiosità cristiana e al suo simbolismo: il narratore, del quale non si conosce mai il nome, è definito ‘Maestro Invocatore’ ed è coinvolto in una lotta senza quartiere con Jebediah DeLancre, capo di un ‘coven’ (cioè una sorta di confraternita) cui anch’egli in passato apparteneva ma dal quale si era allontanato a seguito della morte dell’amatissima Danielle. Si tratta di una versione in salsa esoterica dell’eterno contrasto fra Bene e Male, dove il narratore vuole opporsi all’insano progetto di Jebediah di anticipare l’Apocalisse. Poiché i personaggi implicati nella vicenda sono, come si diceva, stregoni e demoni che li assistono, dunque figure che hanno dimestichezza con l’occulto e utilizzano poteri eccezionali ottenuti con le loro arcane formule, si combatte a colpi di riti magici e sortilegi, provocando visioni e manifestazioni sconvolgenti, talvolta anche molto disturbanti. Il ‘Maestro Invocatore’ o ‘Negromante’ è rappresentato come prevalente: questo spiega il tentativo, da parte del suo antagonista, di conquistarlo alla causa con tutti i mezzi possibili, in particolare sfruttando il suo unico punto debole, l’indimenticato amore per la compianta Danielle. Il ‘Negromante’, d’altra parte, è affiancato costantemente dal suo demone personale, ‘Me’, (ma in inglese, ‘Self’ a mio avviso suona molto più efficace!), che si configura come una specie di suo ‘alter ego’ grottesco. Intorno a loro si muove il gruppo di personaggi più bizzarro possibile e si intravedono emblemi tratti da varie tradizioni religiose; i morti rivivono e interloquiscono magari con altre creature rese mostruose a bella posta fin dalla nascita, in un’alternanza allucinante di sacro e profano che non può non turbare il lettore. I caratteri non sono approfonditi sul piano psicologico, poiché, presumibilmente, l’obiettivo di Piccirilli non è descrivere drammi personali ma sviluppare una vicenda orrorifica in un contesto adeguato privilegiando l’azione e il lato visionario. Se talvolta la storia in sé si perde in un susseguirsi di fatti in apparenza slegati, gradualmente, poi, essi contribuiscono alla rappresentazione di un universo cupo ed impressionante nella sua anormalità. L’aspetto sorprendente della scrittura di Piccirilli è che proprio là dove la sua fantasia sembra produrre i frutti più orrendi e scioccanti, compare qualche elemento – una battuta, un’immagine visiva o un gesto – che introduce un pizzico di umorismo spezzando una tensione che arriverebbe altrimenti al parossismo. A ciò provvedono soprattutto i ‘siparietti’ con i cosiddetti demoni personali, soprattutto fra il protagonista e ‘Me’, che sembrano la caricatura di Dante e Virgilio della Divina Commedia. Non bisogna poi dimenticare che gli eventi narrati si svolgono a Gerusalemme: la scelta probabilmente non è casuale perché è lì che le principali religioni esistenti si concentrano e tentano – seppur con scarso successo – di convivere. Questo aspetto incide soprattutto in conclusione dove, con una manciata di pagine di lettura finalmente piuttosto lineare, irrompe la descrizione del conflitto fra arabi e cristiani  ed introduce un finale abbastanza inatteso dove l’apocalisse si avverte in qualche modo.

Il romanzo è nel complesso certamente interessante e apprezzabile ci appare la scelta di Gargoyle Books di rendere disponibile in Italia degli esempi di letteratura esoterica che da noi ha un seguito comunque limitato, per quanto possano essere popolari vampiri di ogni tipo! Peccato però che il linguaggio un po’ ‘sciatto’ della traduzione che, in qualche passo, addirittura fa sospettare delle imprecisioni nell’interpretazione, abbia reso un po’ meno accessibile la lettura di un volume dalla tematica così delicata e scabrosa.

“Nell’abisso profondo” di Tom Piccirilli, Gargoyle Books 2012, pag.300,  € 12,90

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