Cattivissimi. Racconti alle origini del Neo-Noir italiano

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Stampa Alternativa ripubblica una storica e seminale antologia del 1995, uscita in origine con il titolo Neo-Noir: Deliziosi raccontini col morto e presto ritirata dal commercio a causa delle proteste della Nestlè: la copertina del cofanetto che racchiudeva i racconti ricalcava infatti quella dei celebri Baci Perugina e raffigurava gli innamorati dei cioccolatini con un coltello nelle mani dell’uomo. Questa nuova edizione è stata ribattezzata Cattivissimi. Racconti alle origini del Neo-Noir italiano e costituisce una sorta di manifesto letterario del movimento Neo-Noir italiano nato a Roma nel 1993. Il libro contiene racconti di alcuni nomi oggi diventati molto noti in ambito horror come Alda Teodorani, Nicola Lombardi, Antonio Tentori e Ivo Scanner. Il volume è a cura di Fabio Giovannini e Antonio Tentori che, nella nuova introduzione, spiegano quello che era l’intendimento  di questi scrittori: soffiare una ventata di freschezza su quella che era la letteratura di genere italiana, svecchiandola e facendo rilevare le differenze del “noir” con il “giallo” e il poliziesco; imporre una nuova visione del mondo cruda e poco consolatoria che tenesse conto della violenza della realtà quotidiana, trasfigurandola con la fantasia. Il movimento era fiero della propria indipendenza e si contrapponeva ad altre esperienze come il “Gruppo 13” di Bologna e “La scuola dei duri di Milano”. La novità sostanziale fu quella di adottare il punto di vista dell’assassino, in linea in questo modo con alcune tematiche esplorate dal cinema di Dario Argento e privilegiando situazioni estreme.

I racconti compresi nell’antologia hanno retto bene al trascorrere del tempo, anche se qualcuno oggi può sembrare datato. In verità non hanno perso la loro carica dirompente e dissacratoria: si veda per esempio “Capricci” di Alda Teodorani, una delle autrici più importanti di horror italiano (qui su Ver Sacrum la recensione del suo romanzo Belve http://www.versacrum.com/vs/2011/11/alda-teodorani-belve.html). La storia è, in sostanza, la confessione di una scrittrice assassina che descrive le proprie pulsioni intime nelle quali eros e thanatos si uniscono indissolubilmente; la Teodorani dimostra indubbiamente di toccare tematiche forti con il talento e l’efficacia che, anche in seguito, ne hanno fatto un punto di riferimento per il genere. “Il palazzo” di Ivo Scanner è un’altra vicenda notevole dove un misterioso individuo con un’inquietante maschera di cartone si aggira in uno squallido condominio, seminando morte e violenza. I dettagli sono crudi e descritti nei minimi particolari; quel che emerge è una quotidianità caratterizzata da una brutalità sotterranea che, a tratti, esplode in superficie con furia indescrivibile. “Myrna” di Nicola Lombardi – anch’egli affermato autore horror – (ecco ancora la recensione de I Ragni Zingari  http://www.versacrum.com/vs/2011/12/nicola-lombardi-i-ragni-zingari.html) è un piccolo gioiello horror, un racconto ricco d’atmosfera e tensione che mostra chiara l’influenza di Edgar Allan Poe: vi si narra il ritorno di una rediviva, sopravvissuta lunghi anni alla sepoltura prematura a causa di una morte apparente. Anche Antonio Tentori – attualmente sceneggiatore e critico cinematografico – è autore di una prova convincente con “Polaroid”, una scabrosa vicenda di donne brutalmente uccise dove il punto di vista del serial killer è analizzato in profondità e con cognizione di causa, così come avviene nell’ottimo “Pirata della strada” di Loredana Fayer. “La finestra sulla notte” di Marzia Bonato – la nostra Mircalla! – invece, si discosta un po’ dalle caratteristiche degli altri scritti: non si tratta infatti di vero e proprio horror ma di un suggestivo racconto gotico pervaso di un’atmosfera irreale, quasi onirica: la storia struggente di una bambina infelice e solitaria, costretta a vivere rinchiusa che, ‘prigioniera’ di una situazione senza uscita, ‘vede’ un’altra realtà e finisce con il diventarne parte si intreccia con la disperazione della madre che assiste impotente al crescendo drammatico degli eventi. Sono solo poche paginette, ma appaiono intrise di un senso di inquietudine e di cupa tragedia. Risultano di notevole impatto anche “Caccia” di Massimo Brando, che svela l’ipocrisia del perbenismo, e “Radio Black Chat” di Sabrina Deligia.

Cattivissimi, antologia imperdibile per comprendere l’evoluzione della narrativa di questo genere in Italia, illustra dunque al meglio i canoni del Neo-Noir italiano e ci ripropone delle ‘chicche’ ormai introvabili che, diversamente, sarebbero rimaste sepolte nella memoria di pochi.

Cattivissimi. Racconti alle origini del Neo-Noir italiano – A cura di Fabio Giovannini e Antonio Tentori  – Stampa Alternativa – 175 pagine – Euro 14 –

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