Ballo delle Castagne: Surpassing all other Kings

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 Surpassing all other Kings, attesissimo nuovo album del Ballo delle Castagne – ormai un vero e proprio gruppo di culto – chiude la trilogia iniziata con il 10” intitolato “108” e con il successivo e ottimo Kalachakra. Questo lavoro è incentrato sulla figura mitologica di Gilgamesh, leggendario re dei Sumeri e protagonista del primo poema epico dell’umanità noto come Epopea di Gilgamesh. Si tratta di un “concept” ambizioso che si ricollega alla migliore tradizione del prog, un vero e proprio viaggio nel mito con tutti i suoi potenti simbolismi in cui Gilgamesh si risveglia dopo molti secoli per scoprire il destino dell’uomo.

Musicalmente Surpassing all other Kings mantiene la matrice prog del precedente album inglobando numerose influenze – fra cui Krautrock, psichedelia e new wave- e si caratterizza per un approccio oscuro e dark che rende la proposta del gruppo estremamente originale. In veste di ospiti sono presenti tutti i membri degli Egida Aurea fra cui Carolina Cecchinato al canto. La prima traccia, “Tema di Gilgamesh”, è irresistibile nel suo cupo incedere incalzante e rievoca tempi mitici trasportando l’ascoltatore in un’altra dimensione temporale. Notevole anche “Il viaggio”, con ospite Carmen D’Onofrio al canto, una traccia che fa rivivere il glorioso sound del prog italiano di gruppi come i mitici Biglietto per l’inferno. In “Rorate Coeli” è protagonista il moog di Vinz Aquarian le cui sonorità spaziali ci immergono in un viaggio cosmico extra-temporale in galassie oscure: una traccia in cui si evidenzia l’influenza del Krautrock e dei Corrieri Cosmici. “Konigin der Nacht” è caratterizzata dal pianoforte suonato da Davide Bruzzi e dalla voce di Vinz Aquarian che declama invasato in tedesco. “Il segreto”, dominata da efficaci percussioni, ha un “feeling” psichedelico così come la successiva “Aquarius Age”, uno space-rock che prosegue il trip lisergico. “Fire in the Sky” è grintosa e fa riemergere dalle nebbie del tempo il fantasma dei Black Widow. L’album si chiude con un omaggio al grande H.P.Lovecraft di cui viene citato il celebre distico del Necronomicon (“non è morto ciò che in eterno può attendere e col passare di strani Eoni anche la morte può morire”) declamato da più voci e con la marcia esoterica “Apocriphon of Gilgamesh”.

Con “Surpassing all other Kings” il Ballo delle Castagne conferma il suo valore ponendosi come una delle realtà più interessanti del prog italiano attuale.

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