Graveyard: Lights out

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Nove brani per quaranta minuti scarsi di musica. Roba d’altri tempi, come il contenuto di Lights out, polveroso come back dei rockers di Goteburgo, una delle rivelazioni di questo primo squarcio di decennio. Un disco che scava nel fertile terreno del blues più oscuro imparentandolo con hard rock e psichedelia pesante, e che ci accompagna, con la magnifica, sontuosa “Slow motion countdown”, tra gli ossari corrosi dal tempo d’un camposanto di New Orleans abbandonato dai vivi, perché tra quelle tombe giacciono ricordi che nessuno intende più riesumare. La voce di Joakim Nillsson fende la coltre di fumo di “Seven seven”, veloce biker song che ci porta dritti alle porte di Memphis e che esalta la sei corde di Jonatan Ramm, una macina che frantuma riff micidiali in un caleidoscopio di citazioni, e che in “The suits, the law & the uniforms” s’addensa in un groove avvolgente sorretto dal rotolante percussionismo di Alex Sjoberg e dal basso di Rikard Edlund. Una annata che ricorderemo, questa del ’12 (mio nonno compirebbe cent’anni, se fosse ancora qui…), vista la contemporanea pubblicazione di “Legend” dell’altra costola dei Norrsken, quei Witchcraft che nel loro ultimo (capo)lavoro celebrano il doom più autarchico dei Pentagram e dei Sabbath rileggendolo colla personalità marcata che caratterizza il loro leader Magnus Pelander. Ma anche i Graveyard, al pari dei loro conterranei, sono maturati, “Hard times lovin’” canta di disperazione e di abbandono, di epiloghi consumati nel dolore. In questo contesto il singolo “Goliath” pare addirittura troppo scolastico, un esercizio di riscaldamento prima che “Fool in the end” e “20/20 (Tunnel vision)” spengano le luci del club e congedino l’uditorio. La prima è interpretata da un Nillsson in vena di rivelazioni, nel fondo della notte: la fuori c’è il deserto, buio e freddo, ma è quello dell’Australia dei New Christs (riletti dagli Hellacopters…). Garage urticante seguito dalla flemmatica e riflessiva “20/20 (Tunnel vision)”, degno commiato d’un disco che vi si appiccicherà addosso, ed al quale non rinunzierete facilmente. Lights out, ma la Luna splende ancora alta nel cielo terso del Mojave.

Per informazioni: www.audioglobe.it
Web: http://www.nuclearblast.de
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