Miriam Palombi: Luoghi oscuri

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Miriam Palombi, scrittrice horror e appassionata di arte medievale, nata a Milano nel 1972, pubblica, dopo il suo primo romanzo La croce di Bonifacio del 2008, un nuovo libro intitolato Luoghi oscuri. Si tratta di brevissimi racconti gotici ben scritti e non privi di efficacia e di una certa atmosfera lugubre e inquietante che esplorano il lato oscuro della mente umana.

Molti sono i riferimenti ai topos del gotico: il libro in effetti è praticamente un omaggio al genere come si nota leggendo il primo racconto, “La venticinquesima ora”, una macabra vicenda di orride creature che si animano in un’antica biblioteca polverosa. Il secondo racconto, “Giù nel profondo”, è indubbiamente uno più validi della raccolta; si avvale di un’affascinante ambientazione nei sotterranei di Parigi in cui il protagonista, alla caccia di un fantomatico tesoro, scende nel sottosuolo in una sorta di viaggio nell’inconscio per riemergerne infine salvo. “Stesso sangue” possiede un’atmosfera molto gotica ed è ambientato in un’antica villa piena di corridoi polverosi e stanze oscure in cui rivivono i fantasmi degli antichi antenati di un uomo che, dopo una tormentata notte all’interno della spettrale magione, capirà come il suo destino sia indissolubilmente legato ad essa ed alla sua storia. “Il treno di notte” narra invece di un convoglio poco rassicurante che porta direttamente alle regioni infere: la tematica ricorda in realtà un celebre racconto capolavoro di Robert Bloch ovvero “Quel per treno per l’inferno”. “Acque profonde” è una storia delicata e poetica che parla di un terribile segreto che si cela nella profondità oscure di un lago mentre “Cose da bimbe” evoca i ricordi sepolti d’infanzia di un guardiano notturno di un negozio di bambole: i fantocci si animeranno macabramente e in modo inquietante sconvolgendo definitivamente l’esistenza dell’uomo. L’ombra del sommo maestro dell’horror Edgar Allan Poe aleggia in molti di questi racconti come in “La stanza d’albergo”, in cui, nel solco del grande scrittore americano, i protagonisti sono i fantasmi che si agitano nella mente umana. In “Mirabilia” si nota una certa vena sadica e crudele che non sarebbe dispiaciuta al marchese De Sade così come in “L’Antro della bestia” la scrittrice evoca un’atmosfera non lontana da H.P.Lovecraft e dai suoi orrori ancestrali discostandosi in questo caso dal gotico e da Poe.

Miriam Palombi ha talento e riesce a creare, mediante la sua capacità descrittiva, atmosfere convincenti. Luoghi oscuri costituisce una piacevole lettura e riesce nell’intento di omaggiare l’horror e di tenere incollato il lettore garantendogli genuini brividi di terrore anche se non mancano ingenuità e, in futuro, l’autrice dovrebbe cercare di slegarsi dai modelli di riferimento.

Miriam Palombi “Luoghi oscuri” – Edizioni Sensoinverso – 99 pagine – Euro 12

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