Ergo: If not inertia

0
Condividi:

Ottimi musicisti, Brett Sroka ed i suoi Ergo si ripropongono con Cuneiform dopo l’eccellente “Multitude, solitude” del 2009, consolidando una line-up che vede nel pianista Sam Harris e nel percussionista Shawn Baltazor gli altri vertici di un triangolo titolare di  grande classe compositiva e di indiscutibile perizia esecutiva. Coadiuvati dai chitarristi Mary Halvorsen e Sebastian Kruger, essi danno vita ad un disco chiaroscurale, aperto da una essenziale “Sorrows of the moon” (osservando il satellite solingo nel firmamento pare ch’esso soffra fra le stelle pulsanti, freddo specchio che riflette la luce altrui; distante concettualmente dalla “Tritesses de la Lune” dei Celtic Frost, offre un’altra versione in musica della celeberrima lirica di Baudelaire?) che non potrebbe meglio introdurci alla sofferta tematica sonora dilatata in sette tracce dalla durata consistente, centrale delle quali è una “Little shadow” che sfiora il quarto d’ora di durata. Trattandosi di un disco strumentale, If not inertia potrebbe risultare ostico all’ascoltatore meno preparato o semplicemente non attratto da opere di tale carattere, le quali richiedono una soglia d’attenzione solitamente assai alta. Ma anche un particolare e puntiglioso impegno da parte degli espositori, i quali sono coinvolti in prima persona nel rapporto di complicità che si deve instaurare con chi assiste, affinché il processo di condivisione si definisca nella sua totale compiutezza. La grandiosità della notturna “The widening gyre”, il trombone che attraversa i singoli brani come il vento che annunzia tempesta, l’esplorazione della struttura sonica che li rende affini in certe sequenze ai Sigur Ros e sopra tutto la preparazione tecnica del terzetto mettono al riparo l’uditorio da stanchezza o da disagio, rendendolo in vece partecipe di una lunga passeggiata al lucore incerto della Luna, il quale rende i contorni degli oggetti che ci circondano irregolari, anche scabri, ma proprio per questo particolarmente affascinanti. L’ovvietà che si trasforma in piacere della scoperta, facendosi accompagnare da un suono che par provenire direttamente dal cuore della Tenebra. Incluso il making of curato da Donya Ravasani.

Per informazioni: http://www.cuneiformrecords.com
Web: http://www.ergoisaband.com
TagsErgo
Condividi:

Lascia un commento

*