Funeral Marmoori: Volume I

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Primo lavoro per una band fiorentina portabandiera del doom metal più classico, con visibili influenze dei Black Sabbath e  di tutto quanto di meritevole del genere sia nato dagli anni ’70 in poi. In Volume I troveremo dunque chitarre sporche ed aggressive,  batteria pestata a volontà, testi funerei da paura: gli appassionati stiano certi che la qualità è più che sufficiente e la produzione di tutto rispetto. La prima traccia, “Funeral Marmoori” comincia in sordina ma grazie a chitarra, drumming e tastiera – ma anche il basso fa la sua bella parte! –  il suono cresce fino a divenire un’ondata che il canto a gola spiegata del vocalist, Giulio (il Capitano), cavalca brillantemente. “Garden of Doom” ricorda, come molti hanno notato, il classico del Black Sabbath “N.I.B.” del quale mantiene la stessa densità drammatica. “Drunk Messiah “ è una delle tracce migliori: dopo un’esordio tutto tastiera anni ’70 la musica decolla in potenza  fra la cupa e pesante chitarra e la voce scatenata. SegueLorenzo Lamas”, dalle sonorità più rock, dedicata alla star televisiva statunitense protagonista della celebre serie anni ‘90 Renegade e, dopo ancora, “Black Rooster” che trasmette note più solenni sostenute da tastiera e chitarra in accelerazione, quest’ultima tuttavia con qualche rapido intermezzo quasi acustico. InfineCome With Us”, altro cupo esemplare di ‘doom’, conclude evocando l’atmosfera di un diabolico sabba: rimane la sensazione di un prodotto degno di attenzione ma poco sorprendente e la speranza che sarà il Volume 2 a riservare le maggiori scoperte.

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