Vedova Virgo: Meccanica della morte

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La title-track è una delle migliori arie death-rock che mai abbia avuto ventura di ascoltare. Un brano coinvolgente, ottimamente arrangiato ed interpretato da un gruppo che palesa per tramite di undici canzoni il compimento di un processo di maturazione principiato col precedente “Ectras Anemos” del 2009 (già recensito su queste pagine). “Meccanica della morte” (il motivo) merita l’airplay delle emittenti nazionali (nel mio piccolo sarà un piacere spingerlo a dovere, ma sarebbe ora che anche le grandi radio aprano gli occhi su quanto prodotto dal nostrano underground), perché tale riconoscimento premierebbe gl’indubbi sforzi compiuti dal quintetto fiorentino. Questo disco cela degli autentici tesori sonici quali la trascinante “Crisalide”, trait d’union tra il classico american death rock e la tradizione wave italiana, ove la perfetta interazione tra gli strumenti ed un cantato enfatico mette a profitto l’esperienza accumulata in questi anni; un progetto che seguiremo con attenzione perché gli embrioni contenuti in Meccanica della morte potrebbero svilupparsi a breve generando copiosi raccolti. Il violino che irrobustisce la trama di “Clessidra” insinuandosi tra le sciabolate delle chitarre contribuisce alla creazione di un’atmosfera genuinamente horrorifica, fornendo all’ascoltatore ulteriori motivi d’approfondimento, il decadimento disvelato nella obliqua stumentale “Ultima eclissi” e la foga espositiva del singolo “Megera” (che, proposto pure in versione video, ha anticipato la pubblicazione del full lenght) evidenziano delle soluzioni assai interessanti che forniscono nuova linfa concettuale al genere, una possibile linea evolutiva che, speriamo, troverà un seguito. L’impatto di questi brani è diretto, frontale, adatto alla proposizione live (l’intiero Meccanica della morte trabocca un’esuberanza che lo rende naturalmente pronto per il palco), opportunità che certamente i Vedova Virgo non mancheranno di fare propria. Ci troviamo al cospetto di un lavoro dalle notevoli potenzialità, sopra tutto in prospettiva futura, la scrittura è ferma e sicura (“Rosa di sabbia” è altro episodio da sottolineare), permettendo una interpretazione efficace dei temi sonori trattati, su queste solide basi tradizione e volontà di rinnovamento potranno finalmente trovare un perfetta sintesi, e regalarci una nuova ed esaltante stagione oscura.

Per informazioni: www.guestar.it
Web: http://www.vedovavirgo.com
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