Antonius Rex: Hystero Demonopathy

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La cadenza delle uscite a nome Antonius Rex/Jacula si è intensificata, fino a raggiungere una parziale regolarità, eppur non scema il livello delle produzioni del Maestro Bartoccetti, tutte fortemente connotate dalla componente misterico horrorifica che costituisce il particolare imprinting di ogni lavoro succedutosi nel tempo. Hystero Demonopathy esce significativamente il 12.12.12, ed il suo contenuto è parzialmente svelato dal sottotitolo women possessed by demons, donne possedute dai demoni (altri indizi: the darkest xperience e the demonic hysteria). L’intrigante cover curata dall’artista iberico Julio Cid – JACK (raffigurante una donna templare?), le atmosfere sacrali (ma il culto professato non è quello canonico ed il rito si consuma in terra sconsacrata), il sussurrato (davvero posseduto) delle due vocalist Laura Haslam e Svetlana Serduchka forniscono il naturale corollario a nove tracce caratterizzate dalla perfetta interazione tra Bartoccetti ed il figlio Rexanthony il quale, col suo armamentario di tastiere e marchingegni (protagonisti di “The devils nightmare”), fornisce il giusto supporto al veemente chitarrismo del padre, che quando serve esibisce un riffing industriale (la title-track che apre il disco) e che, come in “Are mine”, imprime al brano un ritmo serrato, imperiosamente heavy (ma la lunga coda di “Disincantation”, motivo accompagnato nel booklet dall’Ophelia di John Everett Millais, offre brandelli di blues malato) e che trova la sua migliore espressione nell’articolata “Demonic hysteria”, brano cardine caratterizzato pure dall’importante contributo della batteria suonata da Florian Gorman. La presenza della medium Monika Tasnad rimanda alla passate collaborazioni con Franz Parthenzy, alla prime testimonianze della straripante visione artistica di Bartoccetti, sostenuta da una naturale inclinazione alla ricerca, alla sperimentazione, fuggendo dall’ovvietà sconsolante che marchia a fuoco le uscite destinate alla massa. Un concetto presente, ovvio, pure in queste nuove testimonianze, come in “Suicide goth” (degna colonna sonora d’uno sceneggiato d’atri tempi) emanante emozioni contrastanti, o nella lenta ed enigmatica “Witches”, gravida di presagi luttuosi che paiono concretizzarsi nel clima ferale di “The fatal letter” (sorella nella struttura della citata “Disincantation”) contrassegnata da un recitato occulto che pare la lettura del testo d’una condanna senza appello, d’un epilogo già scritto, ineludibile. Il finale architettato da Rexanthony coi suoi strumenti non potrebbe meglio descrivere il frutto del funesto Fato: i versi “adesso il suo unico ricordo/è simile a favole di nebbia/mentre immobile/guarda i fiori attraverso le radici” sono accompagnati da un tastierismo compunto, ma le urla delle sventurate, le carni delle quali sono morse da arnesi di tortura maneggiati da scellerati ed invasati servi d’una Chiesa che ha smarrito la propria Ragione, richiamano alla realtà, ed è un brusco ridestarsi: l’Inquisitore sentenzia implacabile, indifferente al Male che lo circonda, reso cieco dal suo stesso, zelante furore. Non poteva concludere meglio il proprio cammino Hystero Demonopathy, vani saranno gli esorcismi che verranno adoprati per espellere il Demonio dal corpo della sciagurata, il Maligno è altrove, è accanto a noi, e dentro di noi, vive e si nutre della vanità della nostra società imbelle. Dopo lo straordinario “Switch on dark” del 2006 ed il doom austero di “Per viam” del 2009, Hystero Demonopathy chiude un trittico di grande spessore, dosando con sapienza elementi diversi quali progressive, metal, goth e dark (e non solo…), svelando appieno il talento di Rexanthony, protagonista e non più semplice comprimario, affidando alla chitarra la conduzione della trama sonora e confermando l’irrinunziabile contributo alla composizione di Doris Norton (che co-firma i tre brandelli meglio riusciti del lavoro). Riprendere poi il cammino, daccapo con “Hystero demonopathy” (il pezzo), coi suoi sospiri, i suoi lamenti, i suoi cori possenti che salgono al cielo, ma pure la sensazione di… maligno che la permea, ci permette di meglio compenetrare i misteri della mente e delle sua malattia. O forse è solo illusione…

Per informazioni: http://www.blackwidow.it
Web: http://www.antoniusrex.com
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