Engel Der Vernichtung: Engel Der Vernichtung

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Ecco un’altra imperdibile ristampa proposta l’anno scorso da Oltrelanebbiailmare, l’etichetta di cui abbiamo già diffusamente parlato a proposito dei Militia: gli Engel der Vernichtung – il nome, bellissimo, proviene da un brano, bellissimo, degli Einstürzende Neubauten – sono stati una band italiana di fine anni ’80 originaria di Rieti, formata da Daniele Arisi, Federico Festuccia, Roberto Feliciangeli e Paolo Campanelli. Il gruppo è sempre rimasto, per così dire, di ‘nicchia’ ed i loro album L’Amour Fou del 1988 e Angeli in Polvere del 1990 sono usciti per l’etichetta Angel Records di Roma. Questi stessi vengono ripresentati in un doppio CD che comprende anche una ricca collezione di inediti successivi di notevole interesse. Gli Engel der Vernichtung hanno uno stile che li ha resi assolutamente peculiari per non dire inconfondibili: si tratta senz’altro di sonorità elettroniche ove il maggior rilievo viene dato alle tastiere, ma non mancano violini e chitarra acustica e, comunque, la base classica è ben presente e riempie la loro musica di sostanza e di fascino. I testi, poi, sono di grande importanza: quelli di Angeli in Polvere sono tratti da opere di scrittori e poeti italiani – alcune scritte per l’occasione! – come per esempio Dacia Maraini, Valerio Magrelli, Giovanna Sicari etc… Il primo brano,  “En Dansant La Fin De La Vie”, che fa parte de L’Amour Fou, conquista fin dal bellissimo, elettronico esordio: le parole, in parte cantate, in parte recitate appassionatamente in francese sono accompagnate per oltre 8 minuti da struggenti note alla tastiera che, sul finale, confluiscono in un motivo ricco di pathos. Subito dopo, il piano di Disteso, Ai Confini Dell’Alba, Aspettando Georg Trakl” travolge letteralmente il nostro equilibrio emotivo: fortunatamente dura solo poco più di un minuto, incalzato da “Steinhof”  in cui il suono del piano, ugualmente toccante, quasi doloroso, si arricchisce e si amplia in una melodia dai colori mesti ed autunnali. “Underwater Kinds Of Life”, “Les Portes De La Ville De Karnaq”, delizioso brevissimo pezzo strumentale – e l’oscurissimo ma ‘acquatico’ “Waterbirds Watercolour” sono gli ultimi de L’Amour Fou.  Le successive dieci tracce fanno parte invece di Angeli in Polvere: mantenendo costante la scelta musicale, stavolta anche i testi, come si diceva, richiedono molta attenzione, dal momento che trattano da varie angolature il tema della droga. Fra tutte bisogna segnalare “L’Erba”, in cui il canto conduce una melodia minimale tuttavia dai toni solenni e, ancora una volta, classicheggianti; “Et qui m’Attire Vers le Haut”, una poesia di Valerio Magrelli tradotta in francese da Roberto Feliciangeli, dal curioso inizio ‘natalizio’ che sfuma poi in un motivo sconsolato cui la voce femminile conferisce toni eterei alla Dead Can Dance e “Frammenti” il cui testo è tratto da versi – Mamma Morfina – del poeta ‘maledetto’ Eros Alesi, morto a 20 anni: la voce recitante emerge su un muro di synth e violino, altre voci si accavallano concitate in un impasto inquietante ma raffinato. “Consequences!” – parole di Giovanna Sicari, voce di Giulia Lippolis – evoca paesaggi deserti e disperati e, infine, la title track “Angeli in polvere”, il testo una poesia di Antonio Veneziani, con i suoi toni dolorosi, le cupe note di piano e il controcanto di Katya Sanna, rappresenta una sorta di esplorazione che coinvolge/sconvolge nel profondo.

Come accennato, il secondo CD presenta contenuti completamente inediti, tra cui qualche registrazione dal vivo, e bisogna riconoscere che alcuni episodi si rivelano davvero sorprendenti; il piano sempre in evidenza – “Orione song 2”, “Orione song 4” – ma anche passaggi più sperimentali inclini al patetico – “Stretch of a River” – ed intensità emotiva da ‘colonna sonora’ – “Piano Lament” –  garantiscono un ascolto quasi sempre di alto livello. Per non dimenticare, ancora una volta, che cosa la musica italiana abbia saputo produrre….

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