La Playlist 2012 della Redazione

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Tanti sarebbero i temi interessanti da citare in questo resoconto dell’anno appena trascorso. Da una parte, su un fronte più generale, va preso atto del fatto che la musica è diventata sempre più “liquida” e meno associata all’oggetto fisico, CD o vinile che siano. A breve “tutta” la musica sarà disponibile via Internet in forma legale (anche se con condizioni capestro per gli artisti… basti pensare ad un servizio come Spotify) e accessibile in modo gratuito in qualsiasi momento, usando uno smartphone, un tablet o un laptop.

Non vogliamo esprimerci sul fatto che sia necessariamente un bene o un male (sicuramente è una cosa devastante per le band indipendenti), ma va preso atto di questo cambiamento: esso provoca da un lato il moltiplicarsi dell’offerta, per cui diventa impossibile pensare di aver ascoltato tutto ciò che conta nel corso di un anno, mentre dall’altro la singola canzone avrà maggiore possibilità di successo e diffusione di un intero album.

Le playlist che seguono quindi non hanno, in primis in campo musicale, pretesa di completezza ma vogliono fotografare quello che ha colpito, in campo musicale ma non solo, ciascun redattore. Consci del cambiamento in atto sopra descritto abbiamo introdotto una nuova scelta, ovvero Una canzone, brani cioè che, per i motivi più vari, hanno catturato l’attenzione dei singoli membri della nostra famiglia.

Il termine “famiglia” nel caso di Ver Sacrum non è casuale: come vedrete nel corso del 2012 la nostra redazione si è arricchita di altri collaboratori. La speranza è che nel 2013 diventeremo ancora più numerosi: se siete interessati a collaborare non esitate a contattarci.

Buon anno a tutti!

La redazione di Ver Sacrum

Ankh | Caesar | Christian Dex | !!!crazy diamond!!! | DJ Lovv | Grendel | Hadrianus | Lenora | Mircalla | Mrs. Lovett | Softblackstar
Ankh
Il 2012 si è rivelato, per il sottoscritto, un anno assolutamente sorprendente dal punto di vista musicale. Due grandi ritorni, due nomi per me nuovi e una impressionante celebrazione: così si potrebbe riassumere la mia personalissima classifica di fine anno; ho già espresso la ma opinione sull’ultima opera dei Dead Can Dance nella mia recensione del concerto di Praga e non potevo non metterlo al primo posto. Seguono gli OM, ascoltati quasi per caso da Rough Trade a Londra e che mi hanno colpito immediatamente. Non sono solito inserire compilation e live nelle classifiche di fine anno, ma in questo caso mi sento di fare un’eccezione, visto che il live dei Laibach è un’impressionante (auto)celebrazione della loro splendida carriera; è vero, non tutte le canzoni possono essere ascoltate nella loro versione migliore, ma nel complesso credo che il CD sia notevolissimo e il suo ascolto mi ha fatto disperare ancor di più, se possibile, di non aver assistito al concerto. I GY!BE non si sono forse espressi al massimo delle loro possibilità ma, non posso proprio negarlo, ne sentivo la mancanza: il loro ritorno sulle scene si merita assolutamente il quarto posto. Chiude la classifica un EP della serie Latitudes, anche questo ascoltato per caso lo stesso giorno degli OM e che, in qualche modo, mi ha colpito per le sue particolarità. Sempre almeno da citare ci sono anche i Current 93, con un David Tibet dall’ispirazione apparentemente inesauribile, che non ho inserito in classifica, probabilmente, solo perché, per qualche strano motivo, non ho ascoltato a sufficienza il loro ultimo lavoro. Qualche altro nome da segnalare velocemente: in ambito ethereal, pur abbastanza lontani dai loro momenti migliori, i sempre validi Arcana, gli Artesia, con la loro musica piena di grazia e i Trobar De Morte, dalla forte ispirazione celtica. Mi è inoltre capitato di riascoltare un genere che avevo abbandonato da tempo per i suoi eccessi e i risultati spesso noiosissimi, cioè l’industrial fortemente marziale: ho trovato in alcuni casi orchestrazioni ben fatte e non del tutto banali, come nei casi degli Atomtrakt (che, incredibile dictu, dedicano il CD alla battaglia di Stalingrado che generando il “woodyalleniano” istinto di invadere la Polonia ma, stavolta, da Est…), degli Heldentod e degli Auswalht.

Per quanto riguarda il cinema, continuo a non essere un frequentatore assiduo; mi sarebbe piaciuto segnalare Lo Hobbit, ma da un lato è troppo presto, dall’altro non sono ancora riuscito a capire bene se si sia deciso di farlo in tre parti per motivi puramente commerciali o anche per il piacere di raccontare anche altre storie che sarebbero rimaste, altrimenti, ignote a tanti. Lascio quindi il mio giudizio sosperso e, alla fine, il titolo di miglior film rimane, per me, non assegnato.

Non sono nemmeno in grado di assegnare il titolo di miglior libro, perché non ho letto nessun libro scritto quest’anno.

Nessun dubbio sul concerto: quello dei Dead Can Dance si impone senza difficoltà alcuna.

Infine la novità: una canzone da segnalare. Non posso nascondere che una scelta del genere mi mette in estrema difficoltà, soprattutto perché per me, nella musica che ascolto, una canzone non è che una parte di un tutto che è l’album, perciò non sono in grado di astrarlo facilmente. Magari per l’anno prossimo cercherò di fare maggiormente mente locale, ma per quest’anno davvero non saprei quale brano segnalare.

Chiudo con i consueti auguri per l’anno prossimo, nella speranza che possa riuscire nuovamente a sorprendere me e i lettori di Ver Sacrum.

Album

Dead Can Dance

  1. Dead Can Dance: Anastasis
  2. OM: Advaitic Songs
  3. Laibach: Monumental Retro-Avant-Garde
  4. Godspeed You! Black Emperor: Allelujah! Don’t Bend! Ascend!
  5. Haxan Cloack: …The Men Parted The Sea To Devour The Water

Concerto

Dead Can Dance
Dead Can Dance a Praga

Caesar
Musica:
Quest’anno sono stato colpito favorevolmente da due album della HR!SPQR ovvero Derive dei genovesi Egida Aurea, davvero un ottimo lavoro in cui si uniscono mirabilmente neo-folk e folk popolare italiano, e Musick Without Tears dei The Green Men, gruppo italiano di culto dedito ad un oscuro folk con elementi rituali ricco di riferimenti esoterici. Ottimo anche il nuovo disco del Ballo delle Castagne, Surpassing All Other Kings, un gruppo ormai consolidato che conferma di avere un linguaggio particolare che mescola prog, psichedela, krautrock con un evidente “feeling” dark. Un’altra piacevole sorpresa è stato sicuramente Giorni di splendore e sole dei Rose Rovine e Amanti, un efficace album nel solco del migliore neo-folk mentre ho trovato buono anche il nuovo mini cd Immortal dei Kirlian Camera dopo che il precedente Nightglory non aveva del tutto convinto. Rimangono fuori gli IANVA autori, con La mano di Gloria, di un buon disco inferiore in ogni caso a Disobbedisco! e Italia: Ultimo atto.

Concerto:
Il concerto dell’anno è stato per me indubbiamente quello degli Anathema a Milano all’Alcatraz: un’esibizione grandiosa e grintosa che ha entusiasmato il pubblico. Un gruppo, quello dei fratelli Cavanagh, che ha saputo evolversi e che continua a sorprendere e a pubblicare ottimi dischi.

Film:
Fra i film visti sono rimasto colpito da Oltre le colline di Cristian Mungiu, una pellicola ambientata in Romania nella nostra epoca in un monastero ortodosso in cui si respira un’aria da Medioevo. All’interno di questo luogo pregno di oscurantismo si consumerà una drammatica storia d’amore fra due ragazze che vedrà infine l’estremo sacrificio di una delle due.

Libro:
Fra i libri scelgo Il villaggio nero di Stefan Grabinski edito dalle Edizioni Hypnos, un volume dedicato a un grande autore del fantastico europeo, considerato dalla critica specializzata una sorta di Edgar Allan Poe polacco. Anche Il paese stregato di Sergio Bissoli, cultore del gotico italiano, e Fantasmagonia del geniale Michele Mari avrebbero comunque meritato la palma di miglior libro del 2012.

Una canzone…

Gargamella Teta Velata

Album


  1. Egida Aurea: Derive
  2. Ballo delle Castagne: Surpassing All Other Kings
  3. The Green Men: Musick Without Tears
  4. Rose Rovine e Amanti: Giorni di splendore e sole
  5. Kirlian Camera: Immortal

Concerto

Anathema
Anathema a Milano

Libro

Il villaggio nero
Il villaggio nero di Stefan Grabinski

Film

Oltre le colline
Oltre le colline di Cristian Mungiu

Christian Dex
Guardando in prospettiva, il 2012 è stato un anno ricco di buona musica e soprattutto ha portato alla ribalta nuove band, molte delle quali italiane, di grande qualità. È curioso inoltre come sia possibile rintracciare valide influenze “dark” in album e gruppi assolutamente non gotici. La mia scelta al vertice è l’esempio di ciò: gli A Place To Bury Strangers ci regalano con il terzo album Worship un’oscura e furiosa onda sonica, piena di rumorose dissonanze shoegaze ed echi wave. Al secondo posto gli splendidi Gargamella, ovvero come fare neofolk in modo originale, unico e lontano dagli stereotipi del genere. Gli Offlaga Disco Pax sfornano un altro album valido, dove forse le canzoni hanno toni un po’ troppo uniformi, se si esclude quel capolavoro di singolo che è “Parlo da solo”. Gli Swans sono una garanzia anche se The Seer pecca inevitabilmente un po’ in prolissità. Infine ho trovato Anastasis dei Dead Can Dance davvero un buon album, con alcuni episodi (“Opium” su tutti) da ascrivere ai vertici della loro produzione di sempre.

Come concerto scelgo alla fine il live a Pisa de Il Teatro degli Orrori: nonostante il loro ultimo album ufficiale Il mondo nuovo mi abbia un po’ deluso, la band di Capovilla è dal vivo una potenza, soprattutto quando (ed è stato il caso delle data pisana) il suo strabordante leader limita al minimo le sue prediche.

La scelta del libro è stata un po’ più difficile, perché fra le produzioni 2012 che ho letto non ho trovato il vero capolavoro. I racconti di Lindqvist sono comunque mediamente buoni e in alcuni episodi si raggiungono davvero delle vette eccellenti.

Infine la visione “last minute” in DVD, grazie al regalo natalizio di Mrs. Lovett e Caesar che pubblicamente ringrazio, mi permette di scegliere come film – ma senza dubbio alcuno – Bed Time di Balagueró. Un’opera assolutamente agghiacciante, in cui il regista spagnolo cita alcune delle sue “ossessioni” cinematografiche (il male, la sofferenza da provocare agli altri) in modo magistrale.

La mia canzone è infine una chicca natalizia degli All My Faith Lost…, perfetta da ascoltare nei vostri momenti più spleen, anche lontano dai periodi di feste.

Una canzone…

All My Faith Lost… In The Bleak Midwinter

Album


  1. A Place To Bury Strangers: Worship
  2. Gargamella: Teta Velata
  3. Offlaga Disco Pax: Gioco di società
  4. Swans: The Seer
  5. Dead Can Dance: Anastasis

Concerto

Il Teatro degli Orrori
Il Teatro degli Orrori a Pisa

Libro

Muri di Carta
Muri di Carta di John Ajvide Lindqvist

Film

Bed Time
Bed Time di Juame Balagueró

!!!crazy diamond!!!
Musica:
Un 2012 pieno di prog oscuro, anzi oscurissimo. Al primo posto, non ci sono dubbi, Grace For Drowning l’indiscussa “opus magnum” di Steven Wilson. Una moderna opera classica. Un vero “ponte prog” tra passato e futuro. Destinata a diventare una delle pietre miliari della musica del 3° millennio. Segue Weather System degli Anathema, album emozionale. Pieno di melodia e grandi atmosfere, dopo ogni ascolto riesce a restituirmi la pace interiore. Vera rivelazione è stato Storm Corrosion, ancora Wilson con Mikael Åkerfeldt (Opeth), con il loro lugubre prog ambient hanno intercettato la mia anima. Tinte più chiare (ma non troppo) per With Us Until You’re Dead degli Archive, bel lavoro dalle atmosfere neo-prog-psichedeliche intrise di elettronic-ambient ed ormai solo un pizzico di trip-hop. E per finire Les Voyages de L’Ame degli Alcest, un compatto e possente muro di suono imbrattato di malinconia.
Mio malgrado resta fuori per un pelo Anastasis dei Dead Can Dance, ma solo perché dopo ben 16 anni di attesa mi aspettavo qualcosa di più emozionante.

Concerto:
L’anno appena trascorso è stato un susseguirsi di concerti che mi hanno riempito l’anima. Ho cercato di fare una selezione, ma non riesco ad esprimere una preferenza unica. E’ come se dovessi scegliere tra 3 amori. Il “primo amore” The Cure, mitico, quasi un percorso di regressione psicanalitica. “Il vero amore” Steven Wilson, musica di qualità superiore abbinata ad uno spettacolo deprimente. “Il giovane amore” gli Anathema sensazioni allo stato puro. Ognuno rappresenta un pezzo della mia
vita, non sarei obiettivo. Quindi ex-aequo.

Brano:
“Malatempora” dei Vena, brano dark-wave dalle atmosfere maliconiche-decadenti. Disponibile su http://soundcloud.com/vena-opera. Conosciuti grazie a Mrs. Lovett, sono sempre in piena sintonia con le sue recensioni.

Film:
Al cinema sicuramente Prometheus di Ridley Scott. Non siamo davanti a un capolavoro, ma è l’unico film dell’anno
degno di considerazione. Se dimenticate l’esistenza di opere d’arte come Alien e Blade Runner, godrete di 120 minuti di puro spettacolo. Ridley Scott è sempre un professionista. Riesce con immagini di straordinario impatto visivo ed atmosfere claustrofobiche a supplire ad una sceneggiatura debole.

Libro:
Qui le note dolenti. Per far quadrare i conti da qualche parte bisogna risparmiare. Ammetto che quest’anno ho investito molto in concerti e poco in libri, e tra quelli letti (tutti prestati) nessuna novità mi ha veramente coinvolto. Dovrei consegnare “il compito in bianco”. Ma il desiderio di una buona lettura mi ha spinto a riesumare dalla mia libreria Fahrenheit 451 di Ray Bradbury che avevo letto 25 anni fa. I classici non tradiscono mai. Libro datato ma attualissimo. Nel 1953 l’autore descrive la manovra di una società del futuro che uccide scientemente la cultura per poter sottomettere il popolo. Mi
chiedo se quel futuro non è già oggi.

Una canzone…

Vena Malatempora

Album

Steven Wilson

  1. Steven Wilson: Grace for Drowning
  2. Anathema: Weather System
  3. Storm Corrosion: Storm Corrosion
  4. Archive: With Us Until You’re Dead
  5. Alcest: Les Voyages De L’Âme

Concerto

Anathema
(ex-aequo) Steven Wilson/The Cure/Anathema a Roma

Libro

Fahrenheit 451
Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

Film

Prometheus
Prometheus di Ridley Scott

DJ Lovv
L’anno che si è concluso ci ha riservato, a mio avviso, delle belle uscite discografiche e non posso che considerarlo un anno positivo dal punto di vista musicale. La cosa che mi ha fatto maggiormente piacere è vedere una scena italiana che gode di ottima salute ed è in grado di produrre lavori veramente degni di nota e di alto livello.
Al primo posto della mia personale classifica ho messo Metaxý, album di esordio di Verdiana Raw e lavoro di assoluto rilievo per gli amanti di sonorità ethereal. Come non includere poi, dopo molti anni di attesa, il nuovo album dei Dead Can Dance? Pur non essendo tra i migliori della loro carriera, rappresenta comunque un lavoro imperdibile per i tantissimi fans della band. Non meno importanti, per il sottoscritto, le uscite discografiche di IANVA (una conferma la loro, per quanto mi riguarda) e Mushy, autrice dell’ottimo Breathless. Infine spazio per un gruppo a cui sono affezionato, gli Smashing Pumpkins, che hanno dato alle stampe in questo 2012 Oceania. I tempi di Mellon Collie… e Adore sono lontani, ma nell’album non mancano alcune belle songs ed un posto nella mia playlist se lo sono aggiudicato.

Come canzone ho scelto “Return of the she-king” dei Dead Can Dance – graditissimo ritorno il loro – un brano in tipico stile DCD e che rappresenta benissimo il nuovo corso della band.

Sul fronte concerti, tra i molti a cui ho assistito, non posso non citare quello dei Suicide Commando all’edizione del M’Era Luna di quest’anno: gruppo che non avevo ancora avuto il piacere di vedere dal vivo ed autore di una prova davvero sopra le righe. Concerto bello, di straordinario impatto, sia dal punto di vista visivo che musicale.
Assolutamente da menzionare anche le esibizioni dei Dead Can Dance a Milano, IANVA a Firenze e Welle:Erdball, sempre al M’Era Luna.

Per quanto riguarda i film, la scelta ricade su Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana, film sull’attentato di piazza fontana del 12 dicembre 1969 a Milano, che cerca di fare luce, in maniera a mio avviso convincente, su una vicenda a dir poco oscura e controversa.

Una canzone…

Dead Can Dance Return Of The She-King

Album


  1. Verdiana Raw: Metaxý
  2. Dead Can Dance: Anastasis
  3. IANVA: La Mano di Gloria
  4. Mushy: Breathless
  5. The Smashing Pumpkins: Oceania

Concerto

Suicide Commando
Suicide Commando al M’Era Luna, Hildesheim (D)

Film

Romanzo di una strage
Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana

Grendel
Non avrei mai immaginato di poter inserire un cd dei The 69 Eyes nella mia personale classifica di fine anno, e invece l’ultima fatica dei finnici non solo mi ha convinto, ma è anche tra i dischi che ho più ascoltato in queste ultime settimane, per cui si piazza di diritto al numero uno della playlist 2012. A seguire c’è Wasteland manifesto dei Formalin, album a tratti imperfetto ma a mio avviso ben più originale della gran parte delle uscite in ambito electro-industrial (non ci sono in giro molte band capaci di produrre gioiellini come “The great armageddon” o “End of all suffering”…), e poi ancora Hide and seek dei canadesi Birthday Massacre, da anni ospiti fissi delle mie classifiche dei dischi migliori. Quarta posizione per Bright Black Heaven dei Blaqk Audio, ovvero il progetto elettronico di Davey Havok e Jade Puget degli AFI, che non hanno mai nascosto la loro passione per il sound anni ottanta e con questo cd dimostrano una volta di più di esser cresciuti a pane e synth-pop di matrice europea. Chiudono infine i chiacchieratissimi Crystal Castles di Ethan Kath e Alice Glass, maestri di quell’ethereal-noise minimale, danzereccio e hipster-friendly che è riuscito a convincere perfino la sottoscritta, sebbene non fin dal primo momento.

Dovendo poi scegliere anche la canzone dell’anno, ho optato per “The unified field” di IAMX, che in realtà è stata pubblicata da poco ma è piuttosto interessante e significativa poiché rappresenta un’ulteriore evoluzione nello stile dell’eclettico musicista inglese.

Difficilissimo scegliere un solo film tra in tanti che nel 2012 mi sono piaciuti parecchio, vedi il poco conosciuto The Pact di N. McCarthy o l’amato/odiato Prometheus, che sarà pure una mezza minestra riscaldata ma in quanto a impatto visivo/effetti speciali rappresenta una vera gioia per gli occhi. Vista la scelta non certo facile mi sono orientata verso una produzione ad alto tasso di originalità, ossia Excision di Richard Bates Jr, visionaria commedia horror interpretata dalla sorprendente AnnaLynne McCord, capace di sentirsi a proprio agio sia nei ruoli da “belloccia” (chi la ricorda nei panni di Eden nella serie Nip/Tuck?) che in quello da bruttina psicopatica assegnatole dall’esordiante regista americano.

Arriviamo infine ai live, e qui la scelta non è stata difficile perché l’evento scelto si è svolto nel mese conclusivo dell’anno e la memoria è ancora fresca. L’accoppiata Rob Zombie/Marilyn Manson proposta dal Twins Of Evil tour si è rivelata vincente, non solo perché il Reverendo era più in forma rispetto alle aspettative, ma anche e soprattutto perché un live di Rob Zombie è qualcosa di fantasmagorico, tra muri di led e luci impazzite, enormi mostri meccanici che andavano su e giù per il palco, palloni giganti che volavano dappertutto, travestimenti vari e musicisti dalle qualità eccelse. Un pezzettino di Hollywood (e anche un po’ di Las Vegas…) è arrivato a Bologna, e i fan italiani del talentuoso musicista/regista non possono che ringraziare…

Una canzone…

IAMX The Unified Field

Album


  1. The 69 Eyes: X
  2. Formalin: Wasteland manifesto
  3. The Birthday Massacre: Hide and seek
  4. Blaqk Audio: Bright black heaven
  5. Crystal Castles: (III)

Concerto


Twins of Evil (Rob Zombie/Marilyn Manson) a Bologna

Film


Excision di Richard Bates Jr

Hadrianus
Musica:
Eccomi (stavolta) pronto per la playlist di fine anno. Ultimi giorni di 2012 senza i soliti “pant-pant, puff-puff” per Hadrianus, che per quanto riguarda il disco dell’anno non ha dubbi: prima posizione per i Katatonia di Dead End Kings, opera che mi ha emozionato e coinvolto, nella sua intima essenza dark, come piace al sottoscritto. Gli svedesi sono dei maturi compositori/esecutori, tanto da poter esibire una abbondante dose di pretenziosità, quel voler andare oltre, superare i limiti del conosciuto a costo d’apparir spocchiosi; Jonas Renske è il timoniere di questa navicella che può solcare senza remora di sorta il Mare Magno del rock oscuro progressivo, coadiuvato da una squadra d’eccellenza (validissimo il più recente innesto, il chitarrista Per Eriksson), l’amalgama della quale è assicurata dal vincente protagonismo delle tastiere di Frank Default. Per la seconda posizione non ci spostiamo di troppo, geograficamente parlando, restando nella Svezia dei Witchcraft di Magnus Pelander, Legend, e non chiamiamolo retro-rock, per favore, qui Sabbath, Pentagram ed il doom più autarchico vengono celebrati nel loro più enigmatico splendore. Terzo A map of all our failures dei My Dying Bride, non potevano mancare, la loro credibilità rimane intatta in tutti questi anni di onoratissima carriera, poi Dark Adrenaline dei Lacuna Coil (una assoluta certezza) ed infine, a chiudere la cinquina, l’immaginifico Phaléne d’onyx degli Autunna et sa Rose del Maestro Saverio Tesolato, peccato che una tal proposta, nella nostra Italietta, fatichi a venir compresa… Citazione anche per i Paradise Lost (Tragic Idol fuga finalmente ogni dubbio, loro ed i MDB sono il gothic-doom), per Horror metal di (dei) Cadaveria e per i Moonspell del doppio Alpha Noir/Omega White.Libro:
Io sono Ozzy del nostro zione Osbourne, vi rimando alla recensione perchè ancora mi chiedo come avrà fatto a ricordarsi tutto. Con maggior dovizia di particolari per quanto riguarda i primi anni dei Sabbath, senza mostrar risentimento alcuno nei confronti dei suoi colleghi, e con la netta divisione temporale fra prima e dopo Randy Rhoads. Le migliori pagine del libro. Che poi la reunion sia una farsa, che sul palco sia ormai improponibile (ma lo diedi per spacciato già dopo il concerto milanese del 1989, ed è ancora qui tra noi…), può importare poco…

Concerto:
W.A.S.P. – New Age di Roncade – 20.11.2012. Il trentennale per Blackie Lawless ed i suoi We Are Sexual Perverts celebrato tra qualche qualche acciacco, ma tutto sommato un buon live. Può inoltre contare su una line-up solida ed affidabile, non chiediamogli di più, i tempi delle arene gremite sono finiti, e non solo per lui.

Film:
Un mostro a Parigi (ma avevo anche Hotel Transylvania di riserva, troppa grazia, quest’anno…)

Una canzone…

GIUDA Number 10

Album

Katatonia

  1. Katatonia: Dead End Kings
  2. Witchcraft: Legend
  3. My Dying Bride: A map of all our failures
  4. Lacuna Coil: Dark Adrenaline
  5. Autunna et sa Rose: Phaléne d’onyx

Concerto

WASP
W.A.S.P. a Roncade (TV)

Libro

Ozzy Osbourne
Io sono Ozzy di Ozzy Osbourne

Film

Un mostro a Parigi
Un mostro a Parigi di Bibo Bergeron

Lenora
Delle uscite musicali dell’anno appena passato ho ascoltato poco ed evito quindi di fare consuntivi. Nella mia lista metto sul podio i Dead Can Dance, che con Anastasis, loro ottavo album in studio, sono tornati dopo sedici anni di silenzio. Una splendida “rinascita”, come suggerisce il titolo, per un sodalizio che spero porti ancora alla creazione di un nuovo album nel corso di quest’anno. Nel frattempo aspetto con ansia di poterli ascoltare dal vivo prossimamente a Firenze. Non posso poi non annoverare gli Skinny Puppy con Bootlegged, Broke And In Solvent Seas, uno dei miei gruppi preferiti, che hanno riproposto questo album live di vecchi brani del loro repertorio.

Tra i concerti, metto la performance di Morrissey a Firenze (11/07/2012) che, nello scenario così magico e suggestivo della cavea del Nuovo Teatro dell’Opera di Firenze, rimarrà nei miei ricordi grazie all’esecuzione dei pezzi in scaletta ma anche per la presenza scenica di un artista che possiede sempre grande fascino e carisma.

Sebbene nel 2012, ho letto molto, nessuna novità letteraria mi ha colpito e incuriosito, e in classifica metto pertanto L’Eternauta, capolavoro del fumetto che ho riletto dopo tantissimi anni, pubblicato in un’edizione ricca di documenti, fotografie e schede tecniche e che ripropone la versione originale così come era stata pensata originariamente dagli autori.

Infine sul fronte cinematografico inserisco Cosmopolis, film di David Cronemberg non accolto benissimo da pubblico e critica, di cui mi hanno catturato e soggiogato i dialoghi e dove ho percepito un vero e proprio atto di accusa nei confronti del sistema, della società e dell’economia.

Una canzone… “Worlock” – Skinny Puppy, da ascoltare sul sito musicale più innovativo e bello del momento: SoundCloud.

Una canzone…

Skinny Puppy Worlock (da Bootlegged, Broke And In Solvent Seas)

Album


  1. Dead Can Dance: Anastasis
  2. Skinny Puppy: Bootlegged, Broke And In Solvent Seas

Concerto

Morrissey
Morrissey a Firenze

Libro

Eternauta
L’Eternauta (ristampa) di F. Solano López e H. Germán Oesterheld

Film

Cosmopolis
Cosmopolis di David Cronenberg

Mircalla
Non sono mancati in questo 2012 che va a chiudersi gli stimoli interessanti sia dal punto di vista musicale, che artistico, letterario ecc. Molti sono stati gli ascolti fruttuosi, soprattutto di
bands giovani o comunque alle prime esperienze, che fanno ben sperare per il futuro.

Al primo posto della mia playlist musicale segnalo l’ultimo lavoro (in vinile) dei Roma Amor, 17.3, che considero un’opera davvero di una struggente bellezza e che conferma a mio parere, assieme al bell’album Occhi Neri, uscito sempre all’inizio di quest’anno, come questo gruppo sia ormai una delle più valide realtà della scena musicale italiana. A parte l’altissima conferma di un duo irraggiungibile come quello dei Dead Can Dance, che può permettersi dopo tanti anni di ritornare sulle scene con un lavoro bello e intenso come Anastasis (che inevitabilmente devo citare anche come migliore live dell’anno), le altre proposte che più mi hanno convinto profumano di novità o quasi: in prima linea quella che per me fu la band rivelazione dello scorso anno, ovvero gli O’ Children, che confermano con Apnea quanto di buono avevano già mostrato. Ma poi anche i Lebanon Hanover, giovane duo dal suono algido e oscuro, con il loro The world is getting colder e infine ancora in Italia con i Der Noir il cui lavoro A dead summer mi ha fortemente ammaliato.

A livello cinematografico il mio approccio non cambia: scelgo un regista, o meglio in questo caso, un artista giovane, i cui due primi film, usciti entrambi in Italia nel 2012, sono stati per me tra i più importanti dell’anno, ovvero Steve Mc Queen con Hunger (inevitabilmente primo nel mio palmares dato l’affetto che provo nei confronti della causa irlandese) e Shame, entrambi interpretati dal grandissimo Michael Fassbender. E così pure una bella conferma viene in campo letterario dal secondo romanzo della brava Lorenza Ghinelli, che dopo il successo del precedente Il Divoratore, riesce con La colpa a stupirmi per originalità e potenza di scrittura.

Cos’altro ancora? Ah sì, la canzone dell’anno. Scelta difficile e dolorosa questa! Dopo lunghi ripensamenti opto infine per citare un gruppo che ho da poco conosciuto, nonostante abbiano una lunga attività alle spalle, i Piano Magic, e in particolar modo un brano tratto dal loro ultimo interessante album Life has not finished with me yet dal titolo “Judas”, che considero musicalmente molto affascinante e coinvolgente. Provare per credere!


Una canzone…

Piano Magic Judas

Album

Roma Amor

  1. Roma Amor: 17.3
  2. Dead Can Dance: Anastasis
  3. O’ Children: Apnea
  4. Lebanon Hanover: The world is getting colder
  5. Der Noir: A dead summer

Concerto

Dead Can Dance
Dead Can Dance a Milano

Libro

La colpa
La Colpa di Lorenza Ghinelli

Film

Hunger
The Hunger di Steve McQueen

Mrs. Lovett
Musica
Anche quest’anno ‘musicale’ mi ha riservato diverse soddisfazioni e, soprattutto, sono molto felice di inserire nella mia lista alcuni dischi italiani di alto livello: qui da noi è andata talmente bene che sono stata incerta fino all’ultimo riguardo alle segnalazioni da fare e sono dispiaciuta delle esclusioni cui sono stata costretta. Non so da quanto non mi succedeva una cosa del genere. Al primo posto, comunque, ho messo l’ottimo Worship degli A Place To Bury Strangers che mi ha fulminato fin dal primo ‘incontro’. Al secondo ecco Teta Velata dei nostri ‘compatrioti’ Gargamella e, dopo di loro, un altro trionfo in casa nostra con i Verdiana Raw e il loro Metaxý: due CD che ho praticamente logorato per il numero degli ascolti. Ritorno in ‘terra straniera’ con The World Is Getting Colder dei Lebanon Hanover e Anastasis dei Dead Can Dance: scelte consapevoli e convinte ma, a mio avviso, anche i nostri Der Noir o Mushy avrebbero meritato un posto… peccato! In sostanza, l’unica cosa che nel 2012 in Italia ha prosperato è stata la musica!

Concerto
Se non fossero apparsi fra i dischi, sarebbero dovuti spuntare da qualche altra parte. Parlo degli Anathema, naturalmente. Per non apparire eccessiva, mi limiterò a dire che il loro show il 30 aprile all’Alcatraz di Milano, secondo me, è stato indiscutibilmente uno degli eventi dell’anno.

Film
Molti film belli, molti grandi ritorni, ma è Killer Joe di William Friedkin che considero degno di essere evidenziato: non credo che sarà dimenticato tanto presto.

Libro
Segnalo un’opera complessa e ‘voluminosa’ ma davvero importante: I Gillespie di Jane Harris. Non è una lettura facile, ma merita tutto l’impegno che occorre dedicarle.

Canzone
Non ho dubbi: questo brano mi ha subito affascinato e lentamente mi è entrato nel cuore: “Big Eyed Dog” di Verdiana Raw. Ascoltare per credere…

Una canzone…

Verdiana Raw Big Eyed Dog

Album


  1. A Place To Bury Strangers: Worship
  2. Gargamella: Teta Velata
  3. Verdiana Raw: Metaxý
  4. Lebanon Hanover: The World Is Getting Colder
  5. Dead Can Dance: Anastasis

Concerto

Anathema
Anathema a Milano

Libro

Jane Harris
I Gillespie di Jane Harris

Film

Killer Joe
Killer Joe di William Friedkin

Softblackstar
A conti fatti ho l’ultimo album degli OM a rotazione continua da questa estate, direi che il primo posto in classifica se lo merita tutto. E sarò eretico ma preferisco di gran lunga Emil Amos al vecchio Chris Hakius alla batteria.
Al secondo posto non un album vero e proprio bensì un doppio live che funge benissimo tanto quanto introduzione ai Laibach quanto documento di una serata unica.
Terzo il sorprendente Burial Hex di Books of Delusions, che in realtà è uscito nel 2011 ma ha avuto visibilità solo grazie alla ristampa – ricca di bonus track – da parte della sempre lungimirante Cold Spring.
Il King Dude di Burning Daylight trova finalmente la quadratura del cerchio e pubblica un disco che sembra un album di cover di Death In June cantato da Johnny Cash. Gli manca ancora qualcosa ma è di sicuro sulla buona strada.
Infine Cyclobe, che realizzano una colonna sonora per i tre omonimi cortometraggi di Derek Jarman, piacevolissimo album anche senza accompagnamento video.
Delusione dell’anno: Dead Can Dance. Undici anni dopo, sempre lo stesso disco. Non brutto, ma neppure eccelso, diciamo nella media, ma gente che ha tirato fuori album come The Serpent’s Egg NON può permettersi un disco “nella media”!

Film:
The Cabin in the Woods (Quella casa nel bosco). “Cinque amici vanno in vacanza in una casa sperduta nei boschi”, un incipit che oramai sembrava sfruttato fino all’inverosimile, tuttavia Joss Whedon è riuscito nel miracolo di tirare fuori qualcosa di originale e divertente, pieno di gustose citazioni dai vari classici del genere.

Concerto:
Laibach alla Tate Modern di Londra, da cui è stato registrato il CD su in classifica. I Laibach con formazione storica, a ripercorrere 30 anni di carriera dagli esordi più crudi fino alla colonna sonora di Iron Sky. Altri concerti meritevoli quest’anno sono stati sicuramente Mono, Death In June e OM.

Libro:
David Hine – Strange Embrace. Un altro recupero d’annata. Una graphic novel che di sicuro farà felici gli amanti dell’horror gotico.

Una canzone: 
Swans – “Lunacy”

Una canzone…

Swans Lunacy

Album


  1. OM: Advaitic Songs
  2. Laibach: Monumental Retro-Avantgarde
  3. Burial Hex: Book of Delusions
  4. King Dude: Burning Daylight
  5. Cyclobe: Sulphur Tarot Garden

Concerto

Laibach
Laibach alla Tate Modern di Londra
(foto di Justin Lynham – CC by-nc/2.0)

Libro

David Hine
Strange Embrace di David Hine, Ellie Deville e Peter Milligan

Film

Quella casa nel bosco
Quella casa nel bosco di Drew Goddard

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