Demetra Sine Die: A quiet land of fear

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Approccio alla (comune) concezione di rock scevro da costrizioni e/o da vincoli, d’altronde i DSD avevano già convinto coll’ottimo “Council from kaos” del 2008, quanto tempo è passato… La lunga introduzione (da Blake) di “Red sky of sorrow” (titolo magnifico!) si fonde col brano vero e proprio in un tutt’uno omogeneo: il recitato esplode in un caleidoscopio sonico che affascina indi attrae in un abbraccio mortale. “Black swan” dimostra tutta la sua maturità nelle porzioni strumentali, intricate sì, ma naturali nel loro fluire. Quando un esordio, come quello poc’anzi citato, impressiona, alla prova successiva insorge un senso di timore, che le aspettative, tante, troppo, vengano alla fine disattese. Ma A quiet land of fear fuga ogni dubbio certificando la maturità dei DSD, combo che può affrontare le procelle col piglio ch’è proprio di chi può contare su una lunga preparazione: tecnica, scrittura, esposizione, elementi opportunamente combinati e perfezionati in ogni loro minimo particolare. E’ un risultato d’insieme eccellente: il quartetto dosa le proprie forze con l’attenzione dell’esperto. Testi ridotti all’essenziale e spazio agli istrumenti (le alienanti suggestioni tooliane di “Distances”), ed anni di studi condotti nei laboratori A Perfect Circe (la title-track) trovano un ulteriore riscontro sul campo d’applicazione, senza cadere nella citazione fine a se stessa. Sono paesaggi desolati, sconfinate distese di pietre calcinate dal sole quelle descritte dal quartetto, ove una apparente staticità parrebbe dominare incontrastata. Ma le dinamiche presto sono disvelate, ed un senso di incombente minaccia si fa strada nell’animo col peso ineludibile della sua presenza: un suono maestoso, tumultuante s’espande su questo deserto d’ossa frantumate, e l’accecante luce del sole si rifrae in mille rivoli fra la polvere sollevata dal vento secco che spira incessante (la splendida traccia di chiusura “That day I will disappear into the sun”). A quiet land of fear è disco di qualità, di non facile assimilazione che, ascolto dopo ascolto, cresce fino a conquistare definitivamente i favori dell’ascoltatore. Richiede attenzione ed impegno, e proprio per questo pochi sapranno apprezzarlo. Ma quel manipolo potrà fare vanto del risultato conseguito!

Per informazioni: http://www.blackwidow.it
Web: http://www.demetrasinedie.com
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