Led Er Est: The Diver

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I Led Er Est sono al secondo full-length, dopo Dust on Common del 2009. Il gruppo di New York è quindi già noto agli estimatori del genere darkwave e questo The Diver – il primo per l’etichetta Sacred Bones –  non può averli delusi: musica elettronica fortemente sostenuta dal drumming, passaggi ‘rumoristi’ e ‘industrial’ un po’ ostici, atmosfere dark in stile wave anni ’80 che forse non brilleranno per originalità ma hanno sempre qualcosa a dire. L’opener “Animal Smear” non risparmia certo sul ritmo che sembra addirittura far rivivere il punk, mentre la voce ‘ulula’ e ‘graffia’ con notevole efficacia. Subito dopo, in “Housefire at Zumi’s”, proprio la voce invece scompare, soppiantata da suoni cupissimi, decisamente più ‘industrial’ e poi arriva anche “Kayio Maru”, un pezzo darkwave da ballare dove  il canto di Kklovenhoof è tornato ‘sotto controllo’. Segue la title track che incede lenta ed oscura, pervasa da un clima drammatico, mentre “Bladiator” è un bel brano strumentale – solo un confuso vociare si percepisce sullo sfondo – in cui il ritmo si fa rombante ed ossessivo, quasi techno, e vi si sperdono gradevolmente note minimali di chitarra. Segnalo infine “Divided Parallel”, uno dei brani più pop e gradevoli, dove il suono è molto ‘vintage’, legato alla New Wave classica e “La Lluvia y Memoria” che, cupa ed incalzante, suscita inquietanti visioni metropolitane grazie anche al canto di Kklovenhoof, nuovamente ‘urlato’ ed ansimante. Chiude la suggestiva ed ‘atmosferica’ “Sanetta”, che non ci si aspetterebbe davvero di trovare in una collezione di sonorità dark come questa: del resto la volontà di sperimentare cose nuove è il segno della vitalità di una band e ai Led Er Est la vitalità sembra non mancare affatto.

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