Torsten Krol: Il libro segreto delle cose sacre

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Un romanzo davvero curioso questo di Torsten Krol, misterioso autore australiano talmente riservato da tener nascosto a tutti anche il suo aspetto.  Il libro segreto delle cose sacre  si inserisce – ma con molte caratteristiche proprie – nella letteratura distopica/apocalittica ed è stato presentato, forse per stimolare maggiormente la curiosità, come la cronaca di un’ipotetica società futura retta esclusivamente dalle donne. In realtà le velleità ‘femministe’ sono del tutto assenti, anzi, l’immagine della donna che è alla base del  libro può a tratti infastidire. Il dato più interessante qui è a mio avviso, la visione cupa e pessimistica del nostro mondo a venire, compromesso in modo irreparabile dal genere umano nel suo complesso: maschi e femmine, uniti o separatamente, sono parimenti responsabili della rovina che viene descritta, con un linguaggio giustamente disadorno ed essenziale, dalla voce di una ragazzina di soli dodici anni.

Ci troviamo di fatto sulla terra all’indomani della catastrofica caduta di un meteorite che, fortunatamente è stata attenuata dalla luna trovatasi casualmente in posizione intermedia al momento dell’impatto; le conseguenze dell’evento sono state comunque pesanti. La luna ora è posizionata molto più vicino al nostro pianeta e dunque ne influenza le sorti in modo più diretto. Per questa ragione è divenuta oggetto di culto da parte di un gruppo di donne che si sono ribellate alla pressione esercitata su di loro dagli uomini, colpevoli, con il loro atteggiamento autoritario ed aggressivo verso l’altro sesso, di aver suscitato l’irritazione degli elementi provocando in sostanza il disastro. Il tipo di società che queste donne hanno fondato si incentra dunque sull’adorazione di ‘Selene’ che viene venerata in forme spesso totalmente puerili: esse credono, per esempio, che scrivere il nome di ‘Selene’ migliaia di volte al giorno su di un apposito album serva a tener desta l’attenzione della dea inducendola a mantenere intorno alla terra la sua ‘aura’ protettrice. Quanto il sostegno della luna possa rivelarsi deludente apparirà ben presto chiaro: la struttura creata da queste donne in antitesi all’oppressione del maschio si dimostra decisamente non all’altezza ed è destinata a naufragare contro ogni genere di ostacoli. Le stesse donne dedite al culto di ‘Selene’ sono soddisfatte soltanto in apparenza delle loro scelte. La loro visione non è propriamente ‘matriarcale’ e non si basa sulla peculiarità della femmina ‘portatrice’ della vita, bensì sull’idea che gli uomini ‘cattivi’ abbiano fatto ‘arrabbiare’ gli elementi della natura: una sorta di ‘animismo’ superelementare cui la terra sarebbe approdata dopo il fallimento della civiltà tecnologica basata su valori vuoti e fittizi. Che un gruppo solo femminile possa trovare la propria realizzazione occupandosi esclusivamente di attività pedestri, nella convinzione che questo possa garantire sicurezza e tranquillità, sembra poco plausibile e non si può non chiedersi se una società creata dalle donne non potrebbe essere in grado di fare di meglio. Le ‘sorelle’ del romanzo sembrano presumibilmente riprodurre l’atmosfera asfittica e chiusa dei conventi o dei collegi femminili: rapporti interpersonali insoddisfacenti, il dilagare di invidie, sospetti e rancori, il prevalere della solitudine interiore. Tutto questo si esprime chiaramente nelle confessioni della protagonista, la ‘scriba’ Rory che, cresciuta ed educata in quell’ambiente, è caratterizzata da una grettezza e da un egoismo come poche altre figure letterarie: benchè faccia esperienza dell’amore con la ‘sorella’ Willa, il sentimento non la rende più generosa, ma le è utile solo per comprendere infine la sostanza e la verità di quel culto che tutte loro seguono acriticamente e per vederlo per ciò che è realmente: una credenza di nessun aiuto per la vita, che ha generato altre erronee ed insensate convinzioni. Rory racconta in prima persona la sua storia redigendo un libriccino segreto al quale dice tutti i pensieri e quel che accade intorno a lei: molte le pagine disturbanti che vengono stese dalla sua penna e che hanno lo scopo di testimoniare come è finita questa civiltà gestita completamente dalle donne. Ma Il libro segreto delle cose sacre contiene molte verità non tanto sull’universo femminile, di cui riconosce un solo aspetto certo non esaustivo dell’argomento, quanto piuttosto sulla fede religiosa imposta in modo irrazionale e sull’affermazione di credenze lontane dall’evidenza scientifica che spesso trovano seguito in momenti critici e drammatici per l’umanità. A tali credenze, appunto, comunità in pericolo o sotto pressione possono aggrapparsi per cercare delle risposte che si dimostrano una minaccia ancora più grave dei problemi cui si tenta di sfuggire. E’ qui, in sintesi, la vera lezione del libro, sulla quale, di questi tempi, vale davvero la pena di riflettere.

Torsten Krol “Il libro segreto delle cose sacre”, Isbn edizioni 2012,  € 16,90, pag.352

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