Bohémien + Confusional Quartet

0
Condividi:

Bohémien live a Roma. Foto di !!!crazy diamond!!!

Era un po’ di tempo che i Bohémien non si vedevano live. L’occasione offerta dalla presentazione del loro ultimo album omonimo, il 6 marzo, era quindi da prendere al volo. La location, il Circolo Degli Artisti, storico locale romano alternativo, che da sempre offre serate interessanti. Il tempo, inclemente, pioggia costante tutto il giorno non lascia presagire nulla di buono dal punto di vista dell’affluenza. Ma le difficoltà non scoraggiano gli audaci. Al mio arrivo già un sostanzioso ed oscuro manipolo di soggetti migrava dal bar al settore marchandising e viceversa. Il parterre è rigorosamente vestito in nero ed anche il sottoscritto è in divisa di ordinanza. L’impressione è quella di aver tirato fuori del cassetto e ripristinato un vecchio calendario anni ’80.  Ma se l’ambientazione risulta un po’ tenebrosa, il clima è allegro. E’ quello della festa, come quando sai di dover rincontrare dei vecchi amici.

L’apertura della serata è affidata ai Confusional Quartet, mitica band bolognese dell’inizio degli anni ’80, dai trascorsi No-Wave/demenziali e futuristi, a mio parere troppo presto dimenticata. Ma ad ascoltarli, purtroppo, non siamo in tantissimi. Il pubblico è distratto, tutti nella attesa della band romana, sono loro il pezzo forte della serata e non solo perché giocano in casa.

Puntuali alle 23.00 i Bohémien entrano in scena. Capelli cotonati e inchini alla Robert Smith. L’ovazione è di rito. Ho visto gente cercare un qualsiasi punto di appoggio ed abbandonare incautamente bicchieri colmi per partecipare all’applauso iniziale. Subito si parte con la sconsolata “Petruska”, a seguire la nebbiosa “Come un Gas” (La Canzone di Clara), l’isterica “Attacco Psichico”, la nervosa “La Macchina del Tempo”, la cupa “Gli Occhi degli Amanti”, l’incalzante “Lo Spettro della Rosa”, la tenebrosa “Natura Morta” ed ancora l’emozionante “Un Altro Sabato Ancora”, tutti estratti dal nuovo album Bohémien. E per finire “Eclissi (dell’Anima)” tratto invece dal vecchio lavoro Danze Pagane per soddisfare i desideri dei più nostalgici. Come è già finito? Questo è il mormorio della sala. Il pubblico a malincuore accetta la fine della loro performance, ma si è fatto tardi e devono ancora suonare i Nadar Solo che chiudono la serata, non c’è tempo per il bis. Altra nota degna di rilievo, l’annuncio di Buccini che vista la situazione di crisi economica, per questa sera, il CD è venduto ai disoccupati (tanti) ad un prezzo politico, come si diceva un tempo. Piccoli gesti di altruismo che fanno sempre piacere.

Tutto il gruppo è in gran forma. Luciano (Lou) Liberatore impeccabile con la sua chitarra, Giampaolo (JeanPaul) Cesarini preciso con il suo basso e Valentina (Vale) Larussa tostissima con la sua batteria. Special guest Libero Volpe ai synth, aggiunta d’obbligo visto la gamma di suoni del nuovo lavoro. E su tutto Alessandro (Alex) Buccini che con la sua voce sempre teatrale, spazia dalle tonalità più morbide a quelle più graffianti, restando sempre fedele al clima grottesco della commedia dell’arte. Come un folletto dispettoso, uscito da una fiaba di Robert Browning, si appropria del palco, lo fa suo e coinvolge lo spettatore. E come in un gioco delle parti il pubblico lo accoglie e gli restituisce calore.

Serata veramente gradevole, chi può vada a vederli il 26 Aprile al Villa Festival di Magione (PG), Alex preannuncia uno spettacolo tutto nuovo e sorprendente. E se lo dice Alex……

Condividi:

Lascia un commento

*