Crystal Castles

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Crystal Castles a Bologna. Foto di DJ Lovv

A distanza di meno di un anno, tornano ad esibirsi in Italia i Crystal Castles. Dopo aver visto la band di Alice Glass e Ethan Kath come supporto ai Cure lo scorso anno ed avuto una buona impressione sulla loro esibizione, decido di non perdermi la tappa di Bologna a supporto nel nuovo album III, di recente uscita.

Serata a dir poco invernale quella del 23 febbraio, con una Bologna coperta dalla neve. Estragon, nonostante le condizione climatiche avverse, soprattutto per chi è giunto da fuori, che presenta comunque una buona cornice di pubblico. Pubblico senza dubbio eterogeneo, sia per estrazione musicale che per età, quello che si presenta a questa nuova esibizione live sul suolo italico del gruppo canadese. La proposta musicale della band – un’elettronica associata a influenze più svariate (reminescenze wave e di stampo ’80 non mancano nella musica del gruppo canadese) – è senz’altro accattivante e non stupisce, perlomeno il sottoscritto, l’interesse nei loro confronti: uso massiccio di sintetizzatori, atmosfere talvolta lancinanti, talvolta eteree, una singer davvero eclettica, che vediamo passare con disinvoltura da vocalità aggressive, con uso anche di voce filtrata, ad altre più intimiste, fermo restando che è comunque è nella dimensione live che dà il meglio di sé.

Un’ovazione accoglie l’ingresso della band sullo stage, con un pubblico in visibilio e che si dimostrerà veramente caloroso per la durata dell’intero concerto. Si parte con “Plague”, l’opener del nuovo disco e l’impressione è subito quella di trovarsi di fronte a una band in grande spolvero, con la cantante Alice al centro della scena e molto abile nel coinvolgere i presenti. Si prosegue con “Baptism”, uno dei pezzi a mio avviso migliori del gruppo, con i fans che cantano dall’inizio alla fine il brano, rendendo anche difficile in certi momenti sentire la voce della singer. Sempre accompagnata dall’entusiasmo del pubblico, la band, oltre a brani tratti dell’ultima fatica – tra i quali spicca una movimentata “Black Panther” – ci regala anche perle tratte dagli degli album precedenti. Al riguardo non posso non menzionare “Celestica”, altra song che reputo tra le più belle dei Crystal Castels, con una Alice Glass davvero sopra le righe e “Suffocation”; anche “Alice Practice” e “Crimewave”, entrambe dal primo album, sono riproposte in maniera trascinante con la cantante ancora una volta protagonista assoluta.

Non poteva infine mancare l’esecuzione di “Not in Love”, bella cover dei Platinum Blonde e brano che, nella versione che vede la collaborazione con Robert Smith alla voce, ha portato il nome dei Crystal Castles a circolare più frequentemente nei locali alternative anche della nostra penisola. La band risale sul palco per il bis di fronte a un pubblico davvero stremato, che non si è fermato un attimo.

Bel concerto, frenetico, senza un attimo di respiro, che credo non abbia assolutamente deluso le aspettative delle persone accorse in queste gelida serata invernale.

Crystal Castles a Bologna. Foto di DJ Lovv

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