DPERD: Kore

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La rotondità perfetta di “Non è il cielo” ci accoglie, mettendoci a nostro agio e rendendo immediatamente familiare l’atmosfera che permea il nuovo lavoro del duo siculo. E’ come fare visita ad un vecchio amico, che non vedevamo da anni, e col quale si rivive e condivide frammenti della propria esistenza. Inevitabilmente, sono i più tristi ad occupare maggiore spazio, ma la presenza del sodale ci solleva, rendendoci meno mesta la rimembranza. Un appuntamento che si rinnova dal 2003, anno di uscita della prima testimonianza di questa sigla che ha saputo consolidare nel tempo la propria riputazione, ed è giusto che Valeria Buono e Carlo Disimone raccolgano i frutti di tanto lavoro. Hanno saputo coltivare con pazienza e determinazione i loro talenti, come il contadino che segue giorno dopo giorno il lento crescere e maturare del grano, e queste dieci tracce ne sono la più chiara e lampante testimonianza. Mi piace l’accostamento che viene fatto con insiemi che rispetto quali Mira e Lycia, e col progetto This Mortal Coil, è corretto, ma nel loro caso emerge quella peculiare vena mediterranea che scalda, di quel calore che sale dal petto e che s’impossessa del nostro animo; come la fragranza del pane appena sfornato e la freschezza del frutto colto direttamente dal ramo. La voce di Valeria evidenzia una maturità ormai conseguita, e ben s’accompagna ai ricchi, ma mai ridondanti, arrangiamenti di Carlo, l’affiatamento è perfetto, una comunione artistica che si produce in prove mirabili come “Tree song” e “Train song” (alcuni titoli sono riportati in lingua anglo-sassone, ma i testi sono tutti in italiano). Kore è delicato come la tela intessuta dal laborioso ragno, ma nello stesso tempo può resistere alle intemperie. Tra i suoi fili si rapprende la brina mattutina, le gocce della quale, liquidi cristalli, rifrangono i raggi obliqui del sole nascente. La melancholia che accompagna la veglia, alle prime ore dell’alba, scivola nei recessi più ascosti dell’anima, liberando un sentimento di rinascita, il ritmo scandito da “Catena cieca” è quello del cuore afflitto che sa reagire alle avversità palesando una forza vitale inaspettata. Kore compone un terzetto inappuntabile con “Regalerò il mio tempo” e con “Io sono un errore” che lo precedono, chiudendo un lustro di grandi soddisfazioni sia per i creatori di queste opere, sia per noi ascoltatori che possiamo bearci di cotanta opulenza. “Risalgo il buio”, col suo andamento dinamico, testimonia inoltre il senso di omogeneità che caratterizza Kore, i suoi tasselli possono venir scambiati tra loro, ma non muta il risultato finale; dischi come questo dovrebbero accompagnarci più spesso nel corso delle nostre peregrinazioni alla ricerca del bel suono e del bel canto. La Musica che si riappropria della sua più intima valenza, donare allo spettatore un ruolo attivo, compartecipe di quella gioia profonda, di quella pura beltà che essa genera.

Per informazioni: http://www.mykingdommusic.net
Web: http://www.facebook.com/dperd
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