Neon: Crimes of Passion Redux

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Parlare ora di un CD uscito nel 2011 può sembrare un controsenso: lo faccio senza remore intanto perché si tratta della riproposizione di canzoni pubblicate oltre 20 anni fa e poi perché Crimes of Passion Redux è purtroppo una vera e propria delusione. Da grande appassionato delle ristampe degli anni ’80, nonché da fan dei Neon, aspettavo con trepidazione la riedizione su CD del progetto Crimes of Passion della band fiorentina, un trittico di 3 mini-album (più il 12″ di “I am on my way”) pubblicato tra l’87 e l’88. Quella manciata di vinili segnò nel giro di pochi mesi da una parte il rafforzamento nella musica dei Neon di sonorità sempre più propriamente rock, e dall’altro, purtroppo, la fine del gruppo, prima ovviamente della reunion dell’inizio degli “anni zero”. Se la produzione dei Neon precedente al 1987 è oggigiorno abbondantemente disponibile in ristampe e compilation, per ascoltare i brani di Crimes of Passion l’unica alternativa finora era quella di tirare fuori gli ormai consunti vinili, alternativa ancora valida nonostante l’uscita di questa versione “Redux”. Proprio la presenza di questo suffisso deve far pensare male: dalla scaletta infatti mancano ben tre pezzi della trilogia, ovvero “Lady in Black” e “Untitled” da Crimes of Passion I e la cover di “Venus” da Crimes of Passion III (invero fra tutti l’episodio più “perdibile”). Già questo, da collezionista un po’ rompicoglioni come sono, è una mancanza non da poco, ma ahimé non è l’unica nota negativa del CD. Che dire infatti della track-list in cui i pezzi della trilogia sono mescolati un po’ a casaccio? Pessima e francamente incomprensibile è poi la nuova masterizzazione dei brani, che pompa in modo assurdo la batteria e il basso ma riduce drammaticamente la dinamica del suono, tanto che sembra di ascoltare il tutto dentro una scatola di cartone. Segno sommo di cialtroneria è poi l’intro strumentale di “Sacrifice” (originariamente nell'”episodio II”) che viene tagliato di netto a 5 secondi dalla fine. Dire che è un’occasione mancata è poco: peccato, in primis per la musica dei Neon, che avrebbe meritato (vista la qualità dei pezzi – soprattutto del primo episodio della trilogia –) ben altro trattamento. Sorprende poi che la normalmente attenta Spittle Records abbia licenziato un’opera così raffazzonata (anche nella copertina, che mi si è scollata appena ho aperto il CD!). Non mi resta che sperare di vedere prima o poi una nuova ristampa delle tre parti di Crimes of Passion, stavolta in una veste completa e ben curata.

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1 comment

  1. hadrianus 15 marzo, 2013 at 12:59

    Condivido, anche la mia cofezione s’e’ scollata appena aperta, la scaletta poi in questa successione non permette di apprezzare i singoli episodi e sopra tutto il loro senso “temporale”. Peccato….

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