Ayria: Plastic Makes Perfect

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Di Jennifer Parkin alias Ayria abbiamo già parlato a proposito del mcd The Gun Song che anticipava l’uscita del full length Hearts for Bullets: ci riferiamo al 2008. Ora, dopo cinque anni di pausa che sarebbero potuti servire per sviluppare idee nuove, preceduto come d’abitudine da un EP, Plastic and Broken, ecco Plastic Makes Perfect, pubblicato da poco sempre dalla Alfa Matrix. Le idee nuove sfortunatamente latitano ancora: la Parkin si attesta sulle scelte già in precedenza evidenti e ci ammannisce la solita combinazione ballabile di EBM/electro-pop piuttosto ingenua e adatta per i palati meno raffinati. L’opener “Hunger”, uscita anche come singolo, risulta tutto sommato gradevole: il ritmo è, giustamente, sostenuto ma la Parkin è abile a sfruttare le potenzialità della sua voce servendosi ora dei toni più aggraziati, ora di quelli più impetuosi. Subito dopo, “Big Plans”, inizia invece la discesa verso la banalità: le sonorità divengono sempre più senz’anima, letteralmente ‘plastificate’, elettronica molto convenzionale che, a parte il dancefloor, sembra non avere altro scopo. “All That Glitters” tenta di ‘caricare’ l’elemento ‘industrial’ introducendo anche una lieve distorsione della voce ma la riuscita non è entusiasmante. Saltando a piè pariGames”, del tutto irrilevante, la title track si distingue per il groove accattivante ed il gioco di sovrapposizioni della voce, ma nulla che non sia stato già sentito in qualunque discoteca senza troppe pretese. Per il resto, a mio avviso, non c’è altro da segnalare. I fan della bionda Jennifer possono comunque approfittare della versione deluxe dell’album con remix e bonus assortiti o, addirittura di un’edizione tripla in confezione digipack, limited edition, una vera abbuffata di plastica

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