Blixa Bargeld e Teho Teardo

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Blixa Bargeld e Teho Teardo a Roma – foto di Ankh

Non posso nascondere che, alla vigilia di questo concerto, ho fugacemente contemplato l’idea di cercare di scrivere questa recensione senza citare gli Einstürzende Neubauten… Il fatto stesso che io, invece, scriva il loro nome nelle primissime righe di questo articolo è legato al fatto che, fin dalle primissime note, mi sono reso conto del fatto che sarebbe per me stata una prova impossibile; più o meno come recensire un concerto di Lisa Gerrard senza citare i Dead Can Dance. La voce e la presenza fisica di Blixa Bargeld sono così intimamente legati all’essenza degli Einstürzende Neubauten che non citarli sarebbe quantomeno impossibile.

Arrivo al Circolo degli Artisti piuttosto presto, nel timore che potessero esaurirsi i biglietti, per scoprire che il concerto inizierà almeno un’ora più tardi rispetto all’orario preventivato, visto che nella stessa serata c’è una partita della Roma… Potere del calcio! Per nulla scoraggiato, una volta assicuratomi l’ingresso, vado al Pigneto, che si trova a due passi, per prendermi una birra come si deve prima del concerto. Quando ritorno, la partita non è ancora finita ma non manca poi molto, perciò, dopo qualche chiacchiera all’aperto, entro e mi metto in attesa dell’inizio dell’esibizione. La formazione è composta da Teho Teardo, che gestisce l’elettronica e suona la chitarra baritona, Martina Bertoni al violoncello e Blixa Bargeld che, a prima vista, sembrava essere impegnato solo alla voce anche se per tutto il concerto mi sono chiesto cosa fosse quell’oggetto bianco che teneva in mano e, a un certo punto, ho avuto l’impressione che si trattasse di un piccolo telecomando con il quale, probabilmente, gestiva gli effetti sulla voce e forse anche qualche base.

Il trio attacca con “Nur zum Erinnerung” ed è già qui che mi sono reso conto che l’idea di non citare il gruppo storico fondato da Bargeld sarebbe stata irrealizzabile: la voce, aspra e unica, del cantante è troppo associata al sound dei Neubauten. Certo, la struttura dei brani è enormemente lontana da quella dei dischi storici del gruppo, ma non poi così lontana dai brani più tenui e minimali dei lavori recenti e il ricordo di opere come Silence is sexy o Alles Wieder offen invade quasi inconsapevolmente la mia mente. A dir poco eccellente è il contributo che Martina Bertoni dà all’amalgama sonoro, suonando il suo violoncello che, di fatto, crea un’atmosfera piacevolmante malinconica a molti brani ma che, a tratti, viene utilizzato anche per sorreggere la ritmica; la musicista sembra divertirsi molto durante l’esecuzione dei brani, dimostrandolo con i frequenti sorrisi scambiati con Teardo. Il quale suona costantemente con il sorriso sul volto, emotivamente coinvolto dalla musica che suona. Lo stesso Blixa Bargeld, malgrado il suo carattere, che alcuni dicono essere non semplicissimo (cosa che è emersa nei gesti di stizza indirizzati all’ingegnere del suono, probabilmente a causa di qualche imperfezione nella resa delle spie che, per nostra fortuna, non si è assolutamente notata in sala), risulta simpatico nel suo rapporto con il pubblico, al quale talvolta cerca di rivolgersi in italiano anche se, per discorsi un po’ più articolati, passa all’inglese. Durante l’esibizione viene eseguito praticamente tutto il CD Still Smiling più qualche extra inedito, come “Millions of eels” o la cover del brano di fine anni ’60 “Soli si muore”.

Si è trattato, nel complesso, di un concerto molto piacevole e sicuramente molto fruibile dal folto pubblico: non so se la sala era esaurita ma se non lo era ci è mancato poco. Pubblico che era, come si conviene nel caso di musicisti di questa storia e caratura, estremamente eterogeneo sia come età sia coma estrazione e aspetto estetico. Un’ottima performance, quindi, e una buona risposta di pubblico che, spero, lasciano presagire ulteriori collaborazioni tra i due musicisti.

Blixa Bargeld e Teho Teardo a Roma – foto di Ankh

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