Hypnos. Rivista di letteratura weird e fantastica

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Hypnos, leggendaria fanzine dedicata alla letteratura fantastica dimenticata e da disseppellire dall’oblio con 9 numeri all’attivo, cambia formato e si trasforma in una e vera e propria rivista. Nel frattempo, alla rivista si è affiancata una casa editrice che ha ormai in catalogo autori del calibro di Robert W. Chambers,  Jean Ray e Robert Aickman presentati, a onor del vero, con una grafica troppo spartana che ha diviso i giudizi. Diciamo subito che il salto di qualità, rispetto al formato precedente della fanzine che pure era molto dignitoso e gradevole per una pubblicazione amatoriale, è evidente. Il progetto grafico è stato affidato a Ivo Torello, scrittore e artista che, ricordiamo, con Hypnos ha pubblicato un romanzo “lovecraftiano” intitolato “Predatori dall’abisso”. La copertina è in effetti raffinata, vero e proprio esempio di arte “weird” e anche i caratteri utilizzati sono indubbiamente efficaci. Sulla copertina sono subito evidenziati quelli che sono i nomi forti di questo primo numero (è mantenuta però la doppia numerazione per mantenere la continuità con la “vecchia” Hypnos”) ovvero il nume tutelare H.P.lovecraft (di cui si presenta “Hypnos”, un racconto scelto non a caso considerando l’estetica e la filosofia della rivista presentato anche in passato) e scrittori di culto come Oliver Onions e T.E.D. Klein oltre a Giuseppe Lippi, nome storico del fantastico italiano che, in “The Darker Light”, indaga i rapporti fra lo stato di veglia e quello onirico. L’introduzione di Andrea Vaccaro (che ha abbandonato il “nom de plume” di Andrea Giusto) è breve ma chiarisce subito come lo spirito originario è rimasto esattamente lo stesso (d’altronde è ripresa la stessa citazione di Walter de la Mare che già introduceva il primo numero della fanzine). Altra notizia positiva è rappresentata dalla presenza in redazione di Andrea Bonazzi, uno dei maggiori esperti di narrativa fantastica  in Italia che cura una rubrica dedi cata alle novità editoriali “weird”, proncipalmente “lovecraftiane in lingua inglese. Il pezzo forte di questo numero è la presentazione al pubblico italiano, per la prima volta (finora era rimasto inspiegabilmente inedito nel nostro paese), del racconto capolavoro di T.E.D. Klein “I fatti di Poroth Farm”. Si tratta di un autentico gioiello e di una sorta di manifesto dell’orrore soprannaturale in letteratura: le vicende narrate sono infatti inserite dentro a una cornice in cui il protagonista (alter  ego dello stesso T.E.D. Klein) legge avidamente testi di narrativa gotica dando giudizi spesso condivisibili (come nel caso del “Dracula” di Bram Stoker di cui viene elogiata la prima parte e criticato il resto del romanzo considerato troppo sentimentale e “vittoriano”). T.E.D. Klein è un amante della letteratura “weird” pura , quella di Lovecraft e Chambers, quindi il suo giudizio sull’horror psicologico di Shirley Jackson può apparire un po’ ingeneroso. Questo racconto è poi stato utilizzato come base del romanzo “Cerimonia di sangue”. Di Oliver Onions ci parla invece Giuseppe Lo Biondo, esperto di ghost-stories. Onions è uno dei grandi del genere ed è un vero peccato che in Italia sia stato tradotto molto poco su questo autore. Il racconto qui presentato (“Benlian”) è di altissimo livello, una e vera e propria indagine sulla natura controversa e sfuggente dell’arte e dell’artista. Di Onions è anche tradotta la sua introduzione al volume “Collected Ghost Stories” intitolata “Credo”, altra chicca imperdibile per i cultori del fantastico. Come tradizione non manca il racconto italiano scritto a 4 mani da Andrea Jarok e Giovanni De Matteo: “Cumhu, oltre la soglia dell’ignoto” è un vero e proprio trip Cosmico al di là del tempo e dello spazio che unisce la mitologia “lovecraftiana” con le visioni e gli incubi mentali generati dalla droga di William S. Burroughs. Sicuramente di qualità sono anche gli altri due scrittori scelti ovvero John Berwick Harwood, di cui ci parla con competenza Claudio Di Vaio che traduce ottimamente il racconto “L’orrore” e la scrittrice francese Hélène de Nyevelt Zuylen che viene presentata dall’immancabile penna di Gino Carosini. Le illustrazioni interne di Ivo Torello, Gino Carosini, Cristiano Sili e Frankin Booth sono di buona qualità e in linea con lo spirito e le tematiche della rivista e contribuiscono ad arricchire un numero con molta carne al fuoco. Una rivista obiettivamente essenziale che colma un vuoto parlando di scrittori sepolti e dimenticati dall’editoria di genere in Italia. La rivista può essere acquistata direttamente sul sito  di Hypnos o sul Delostore.

Hypnos. Rivista di Letteratura Weird e Fantastica, Vol. 1
Edizioni Hypnos, Primavera 2013
brossura, 124 pagine, €9.90
ISBN 9788896952115

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