La Cuenta: Litanie Divorate

0
Condividi:

Il progetto fiorentino dei La Cuenta – Matteo Gigliucci e Nicola Savelli – ha da poco rilasciato il suo terzo full-length: dopo La Gentilezza Del Serpente: Prima Senti i Sonagli, Dopo Arriva il Veleno, i due riconfermano la strada difficile intrapresa fin dal principio, fatta di sonorità vicine al doom o, addirittura, allo sludge con momenti lenti e solenni alternati a passaggi distorti animati da grida angosciose: le atmosfere sono lugubri e visionarie, vi si respira un clima davvero apocalittico ed è quindi comprensibile che si tratti di una scelta stilistica non accessibile a tutti e presumibilmente destinata ad avere scarsa risposta commerciale. Litanie Divorate è composto da due sole tracce, entrambe molto lunghe; i testi sono scritti in italiano e, in sostanza, ‘urlati’ da Andrea Bertelli degli Spettro. Il primo brano è  “Litanie”, introdotto da minacciosi suoni ‘rumorali’ – ma si distinguono anche i rintocchi di una campana! – prima che la batteria cupa e severa e una chitarra maestosa diano inizio alle vere e proprie ‘danze’. Ad interrompere il fluire delle note, qua e là rumori elettronici, mentre in chiusura il riff minaccioso è sorretto dall’imponenza della batteria. Una nota di encomio anche alla voce che risulta a tratti ‘abrasiva’, altrove rotta e disperata, altre volte ancora pervasa da una rabbia che, ad ogni minuto, sembra investire il mondo con la sua violenza: evitatene l’ascolto se siete assillati da qualche pensiero. Della Madre Divorata, il secondo brano, segue un po’ lo stesso schema, ma inizia in modo ancora più lento e, dopo l’innesto della voce, il suono si arricchisce gradatamente e nel finale cresce in potenza fino all’atteso apice: forse sonorità più convenzionali ma un po’ più afferrabili e meno allucinate, nell’ambito di un’esperienza che comunque vale la pena di fare. Ricordo che il lavoro dei La Cuenta è interamente disponibile su bandcamp.

Condividi:

Lascia un commento

*