Ulterior: The Bleach Room

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Gli inglesi Ulterior, attivi ormai fin dal 2006, sono giunti al secondo album, The Bleach Room, uscito già da alcuni mesi. Il precedente, Wild In Wildlife, del 2011 aveva generalmente fatto capire che la band intendeva porsi nel solco tracciato, tanto per fare un nome a caso, dai Sisters Of Mercy, proponendosi con il classico look nero ed inquietante che faceva presagire un revival dark in piena regola. The Bleach Room riconferma l’impostazione post-punk ed uno stile oscuro ma impetuoso. Apre “Fun Gun” che introduce subito un’atmosfera cupa e drammatica, fra concessioni ‘industrial’, tastiere aggressive e voci quasi ‘robotiche’. Subito dopo “Zero Over Two” è un omaggio alla tradizione post-punk: dopo l’inizio elettronico ben cadenzato,  il suono si arricchisce di tonalità plumbee e diviene incalzante, grazie anche al canto, davvero peculiare, di Paul McGregor (Honey). “Psychic chic” ci fa assaggiare un ritmo frenetico sulle orme dei migliori Sisters Of Mercy: al rapido esordio elettronico si unisce una chitarra ‘cattiva’ e sferzante, mentre il clima risulta diabolicamente potente. Con “Skydancing” si materializzano incubi metropolitani attraverso il riff ipnotico fino all’angoscia, mentre “Cool TV” è un inno al gothic rock in cui la chitarra spacca ed il nostro Honey dispiega tutte le potenzialità della sua voce, un po’ come succede poco più in là con “Body Hammer” e “Motorin’”, davvero scatenate ed energiche. “In Vitro” omaggia decisamente i Sisters of Mercy anche nel canto. Chiude la bella “The Locus of Control”, drammatica e trascinante, in cui, ancora una volta, Honey si comporta benissimo, dosando intensità e feeling.

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