In Gowan Ring: The Glinting Spade

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La Merlin’s Nose Records, label dedita alla diffusione del folk contaminato (psych-folk, pagan-folk, neo-folk) ristampa – sia in CD sia in vinile limitato con un artwork raffinato e psichedelico – The Glinting Space degli In Gowan Ring, una gemma sepolta del neo-folk anni ’90. In realtà è improprio parlare di neo-folk in quanto il progetto di B’Eirth – che ha collaborato anche con i Blood Axis con il gruppo Witch-Hunt nell’album limitatissimo The Rites Of Samhain – è palesemente influenzato dai gruppi tradizionali di folk psichedelico e deviato di fine anni ’60 inizio anni ’70 come C.O.B. Incredible String Band e Pearls Before Swine. In effetti sembra di ascoltare un album fuori dal tempo, si tratta di una musica ricca di echi antichi e esoterici. Indubbiamente anche i Current93 o gli Unto Ashes (due gruppi attuali cin cui è possibile fare paragoni) hanno pubblicato album visibilmente ancorati a sonorità folk tradizionali ma nel caso degli In Gowan Ring l’approccio è ancora più calligrafico. Nelle sette tracce di The Glinting Space si ascoltano rituali folk di tempi dimenticati dove i ricami acustici si alternano a momenti di etereo minimalismo. L’iniziale ballata “Two Wax Dolls” è un piccolo classico, commovente nella sua purezza e essenzialità. “To Thrum Glassy Stem” è un’altra traccia ispirata mentre la lunga “Cipher’s String On Tje Tree In The Dream Of The Queen” è sospesa in una dimensione atemporale e irreale in cui la voce declama litanie segrete accompagnata dalla chitarra acustica e dall’arpa. “A Bee At The Dolmen’s Dell” prosegue nel mood del disco con preziosi intrecci acustici. Infine “Bow Star” e “Milk Star” sono tracce rituali e mistiche dove la musica è caratterizzata dall’utilizzo di bordoni. The Glinting Spade è un album da custodire e conservare gelosamente contro il caos della civiltà moderna.

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