Ivories: In Between

0
Condividi:

Che un gruppo emblematico della New Wave italiana degli anni ‘80, i milanesi Jeunesse d’Ivoire, fosse sparito di scena senza far fruttare quell’avventura indimenticabile quanto breve non era semplicemente giusto. Il ricordo ancora presente della loro stagione giovanile da parte dei fan, insieme alla voglia di cimentarsi in qualcosa di nuovo ha spinto due di loro, la luminosa vocalist Patrizia Tranchina e il polistrumentista Danilo Carnevale, a misurarsi con la realtà di oggi, arricchiti dell’esperienza di ieri: più conoscenza, più maturità, ancora più passione ma anche la consapevolezza di aver contribuito ad uno degli ultimi, veri fermenti musicali che si siano visti. Inutile riepilogare gli anni del passato: ne abbiamo parlato qui in diverse occasioni, per esempio commentando l’uscita di antologie come Danza Meccanica 1 e Danza Meccanica 2 a cura di Mannequin oppure New Wave Italiana (MinimalSynth, No Wave & Post Punk Sounds from the80’s Italian Underground) per Spittle Records. In due dei casi citati, i Jeunesse d’Ivoire erano presenti con “A Gift Of Tears”, forse il loro pezzo più noto ed anche uno dei più belli in assoluto di quella stagione, che ricordo con commozione di aver ballato decine di volte. Ma ecco, la suddetta vocalist nel 2010 ha dato vita,  insieme a Danilo Carnevale, già chitarrista dei Jeunesse d’Ivoire nonché di un’altra band milanese dell’epoca, gli Other Side, ed il bassista Francesco Sindaco ad un nuovo progetto, gli Ivories: ne è scaturito In Between, un EP con quattro brani. Come abbiamo appreso leggendo una recente intervista al gruppo, l’ispirazione non è venuta a mancare con il trascorrere del tempo, tanto è vero che, entro la fine del 2013, è prevista l’uscita di un full-length. I pezzi che compongono In Between non ripresentano in tutto e per tutto lo stile che caratterizzava i Jeunesse d’Ivoire anche se sono palesemente ‘figli’ della tradizione New Wave: il suono è molto più nervoso che malinconico, più ‘tirato’ e moderno; perfino la voce di Patrizia pare meno ‘elfica’ e più corposa e le melodie catturano subito! La prima traccia, “Kill By Silence” è un opener decisamente brillante: inizio cupamente scandito, con basso e chitarra efficacemente in risalto, atmosfera tesa, per intenderci stile Diaframma del tempo che fu – di certo non quelli di ora! – e il canto si leva subito alto e ricco di sfumature, vigorosa pienezza ma anche oscurità quasi drammatiche. “Landed”, subito dopo, ‘tira’ ancora di più con la chitarra in bella mostra e la voce di Patrizia che letteralmente irrompe come un fiume in piena. “Humdrum” è un denso pezzo elettrodark dal ritmo sostenuto mentre l’ultima, “As Blind As We Are Now” rallenta appena virando inaspettatamente verso sonorità più limpide e rilassate e facendo così riemergere il filo di continuità con i vecchi Jeunesse d’Ivoire, ma non manca una chiusa potente con una grande chitarra. In sostanza, In Between è talmente promettente da farci sperare di poter presto ascoltare gli Ivories dal vivo.

Condividi:

Lascia un commento

*