Wh†p Me: L‡VE OR SΔΔELL THE ▼▼C

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Il moniker Wh†p Me cela due musicisti della scena underground fiorentina, Naotodate e XXX, già impegnati in altri progetti, che fanno capo alla giovanissima etichetta Dio)))Drone, un collettivo di artisti di vario genere dediti alla ricerca e sperimentazione sonora. La label si pone a tutela di quelle realtà musicali ‘altre’ che rappresentano tendenze nuove e particolari e non troverebbero, diversamente ‘udienza’; i suoi criteri sono quindi molto lontani dalle categorie prestabilite ed insofferenti delle limitazioni poste dal mercato e si basano sulla condivisione di un’idea di libertà quasi inimmaginabile nell’attuale panorama musicale nostrano. Delle realtà insolite di certo fa parte anche Wh†p Me,  di cui è uscito un EP con quattro brani live, L‡VE OR SΔΔELL THE ▼▼C. L’area in cui si colloca la musica oscilla fra il dark ambient, la witch house, il noise e l’industrial: essa trae elementi da tutti questi generi e li rielabora, indirizzandoli verso uno spazio forse non del tutto inesplorato, comunque oscuro e misterioso, frutto di un’interiorità tormentata che anela a mondi arcani ed ultraterreni: ne risulta un amalgama di ascolto non facile ma ricco di fascino. La forma canzone risulta in parte destrutturata, cedendo il passo a composizioni  estreme che paiono provenire da profondità impenetrabili o da visioni allucinate: rumori inquietanti che giungono d’improvviso, brandelli di melodie, grida, un canto femminile potente che squarcia il buio; questa è musica che non si può tenere in sottofondo facendo altro, ma occorre prestarvi attenzione, minuto per minuto, perché ogni nota che sopravviene può riservare una sorpresa o prendere una direzione imprevedibile. Improntata ad un minimalismo di fattura particolare, essa utilizza il rumore per trasmettere valori e significati, costruendo moduli di armonie singolari e mai uditi prima. La prima traccia, “▼▼E, THE ▼▼ORLD DO▼▼N”, è forse quella più definibile perchè disegna variazioni su di una struttura costante, inserendovi suoni, rumori, cori lontani e bellissime fantasie vocali; “You Never Should Be PsychiΔtrised” è dominata dalla recitazione appassionata e concitata di un testo davvero impressionante, ma la più choccante è senza dubbio  “PERDUR∆BΘ”,  un autentico viaggio all’inferno, pervasa com’è di un’atmosfera allucinante e ‘malata’, con effetti rumoristici estremamente inquietanti – vogliamo dire da brivido? – e una delle voci più straordinarie che ci siano in circolazione qui da noi che sconvolge dentro ed emoziona profondamente. Chi avrà il coraggio di affrontare l’esperienza che, per altro, consiglio caldamente, troverà tutte le necessarie informazioni al seguente link: http://whpme.bandcamp.com/

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