Der Noir: Numeri & Figure

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Siamo al secondo album di una band che qui su Ver Sacrum abbiamo seguito con grande interesse fin dai primordi: A Dead Summer è stato per me uno dei dischi del 2012 e alcune sue tracce le ho sentite e risentite. I Der Noir hanno continuato con coerenza il loro discorso, senz’altro confortati dai positivi riscontri avuti ed in questi giorni hanno rilasciato Numeri & Figure, che contiene nove brani nuovi, e che si avvale di collaborazioni di ‘lusso’, come per esempio Die Selektion, Anna Martino e Pierluigi Ferro della Macelleria Mobile di Mezzanotte. Lo stile dei nostri non è in sostanza mutato rispetto al primo album, anche se l’impostazione appare ancora più elettronica, le atmosfere sono sempre oscure e tormentate ed i testi in italiano sono più numerosi. Apre la fredda e minimale “Carry On” che, con il drumming nervoso ed una straordinaria chitarra  a far da sfondo alla suggestiva voce di Manuele Frau, realizza il primo ‘centro’. Subito dopo la title track inizia cupamente con un bel basso rimbombante, ma anche la tastiera wave fa proprio una splendida figura: con il canto grave e introspettivo l’atmosfera si fa davvero dark; “Zero” strizza invece l’occhio agli anni ’80. “L’inganno” è forse uno degli episodi migliori: il paesaggio da oscuro diviene desolato, il testo è parte in italiano parte in tedesco ed è rilevante la collaborazione di Luca Gillian dei Die Selektion, l’interludio con la tromba conferisce un tocco di ‘agilità’ e leggerezza che non può non piacere. La strumentale “Sunrise” è un elegante esempio di classica coldwave efficacemente ritmato, mentre “Kali Yuga” suona impetuosa e drammatica grazie a lievi tocchi industrial che appaiono qua e là, come del resto in “She’s The Arcane”, cui attribuiscono tonalità da angoscia metropolitana. Chiude “The Forms” in modo abbastanza ‘sui generis’: tutta incentrata sul sassofono sensuale e raffinato di Pierluigi Ferro, evoca un indefinito struggimento che lascia languidi e nostalgici. I Der Noir riconfermano così in tutto e per tutto la loro classe. Mancano in Numeri & Figure i pezzi memorabili presenti in abbondanza in A Dead Summer, ma è un lavoro valido ed armonioso ed un ascolto davvero piacevole.

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