Gary Numan: Splinter (Songs From A Broken Mind)

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Splinter (Songs From A Broken Mind) è il primo album di Gary Numan – dopo più o meno sette anni – che contenga brani del tutto nuovi, diversamente dal precedente Dead Son Rising del 2011, ove invece si trovava materiale risalente a tempi passati. Numan non è uno sprovveduto e ormai la musica darkwave la sa fare: questo ultimo lavoro è davvero di classe, semplice ed oscuro come le atmosfere cui ci aveva abituato negli ultimi anni, e testimonia di una creatività mai realmente mancata e di una maturità decisamente raggiunta. Apre la bella “I Am Dust” che inizia ben ‘tosta’, anticipando l’elemento industrial che caratterizza non solo questa traccia ma anche altre. “Here In The Black”, come la successiva “Everything Comes Down To This”, colora di nero il paesaggio, tirando il suono a tal punto da far pensare che l’influenza che Trent Reznor ha dichiarato di aver ricevuto da Numan sia stata in realtà reciproca. In “The Calling”, l’arrangiamento elettronico quasi ‘cinematografico’ disegna paesaggi notturni che sanno di sgomento e disperazione, mentre la title track, uno degli episodi migliori, sembra un viaggio a ritroso nello splendido mondo della new wave: lenta, quasi sacrale, è interamente dominata dalla voce avvolgente di Numan cui fanno eco variegati cori. La suggestione della seguente “Lost”, poi, sta nella morbidezza di una ballata inaspettatamente melodica, tutta impostata sul canto alla tastiera, con poche intriganti variazioni come lontani riverberi che esaltino la magia dell’insieme. “Love Hurt Bleed” rappresenta il ‘synth pop’ del Newman di oggi: raffinato ma non levigato, accattivante ma non da canticchiare sotto la doccia, è un ascolto certo soddisfacente. Da menzionare anche la tenebrosa “Where I Can Never Be” le cui cupe dissonanze soprattutto in chiusura sembrano trasmettere ondate di ansia e, infine, l’ultima traccia, “My Last Day”, malinconica e dai toni un po’ nostalgici: in ogni caso Splinter (Songs From A Broken Mind) va ascoltato per intero e più di una volta per apprezzarne il valore nel suo complesso.

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