Heavenshine: Black Aurora

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Parrebbero di recentissima formazione, i partenopei Heavenshine, ma la fondazione datata 2013 trae in inganno, provenendo quattro dei sei componenti la formazione dagli storici Marshall, attivi fin dal 1986 (e con tre full-lenght all’attivo, possiedo una copia di “Pages from the past: Tome I” che mi sono riascoltato proprio dopo aver fruito dell’ottimo e presente Black Aurora), in principio devoti ad un hard’n’heavy che poi maturò in un progressive metal elegante e roccioso, dal quale trae origine il nuovo progetto. La voce del soprano Miriam Cicotti connota brani di spessore quali la title-track e le magniloquenti “Atlantis reloaded” (su “Garden of Atlantis” del 2006 compariva una canzone titolata “Atlantis”, indagherò al proposito) e “Dreamscape”, episodi devoti sì al metallo progressivo, ma mai soggiogati all’esibizione tecnica fine a se stessa. Facendo tesoro dell’esperienza trascorsa, gli HS in fatti evitano con cura le esagerazioni al quale il genere ammicca troppo spesso, sovente per mascherare (e nemmeno con troppa arguzia) carenze espressive manifeste (perché la melodia non deve mancare mai, ma distribuirla con sapienza è arte di pochi, in questo genere!). Eccellenti musicisti ed interpreti, ci concedono un disco godibilissimo; è ben vero che le scorte di sympho-metal sono ancora abbondanti, ma basta l’ascolto di una “When the father lion mirrors the stars” per convincerci ch’è ancora impossibile rinunziare a cotanta opulenza!

Per informazioni: http://www.redcatpromotion.com
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