Siren’s Cry: Scattered horizons

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Attivi fin dal 1999 (il chitarrista Phillip R. Porter è l’unico membro superstite dalla fondazione), i viennesi Siren’s Cry si accodano al nutrito corteo dei sympho-metallers, vantando la volonterosa Katie Joanne alla voce, e suggellando con Scattered horizons il sospirato esordio ufficiale. Disco onestissimo, per carità, ma siamo ben lungi da quell’agognato miracolo che i più accorti, ed esigenti estimatori del genere attendono ormai da anni. Sia ben chiaro che i primi passi dei Nightwish già denotavano la devastante potenza (allora espressa solo in nuce) che i finnici avrebbero dispiegato nel corso della prima parte della loro onorata carriera, in questo caso ci troviamo per l’ennesima volta dinanzi ad una pattuglia di bravi soldatini ligi nel compiere il loro servizio, ma ancor incerti se compiere qualche passo più deciso verso una auspicabile autonomia, per lo meno stilistica. In somma, non che manchino spunti interessanti (quando power e progressive si amalgamano meglio in un impasto che vede nella componente sinfonica l’ingrediente più utilizzato), ma il chitarrismo esposto da Porter non esalta certo, la sezione ritmica è sì rocciosa, ma scontata nei suoi affondo, le tastiere ovviamente non mancano, ma i migliori del genere sono distanti diverse leghe, e raggiungerli non sarà facile. Scattered horizons è disco gradevole che vi farà (se siete interessati al settore) trascorrere qualche diecina di minuti in compagnia di buona musica, ma per il resto siamo costretti a rimandarli ad ulteriori prove, si spera più incisive.

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