The Shade: Through distant times

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Un disco che suona incredibilmente early-eighties, tale è l’aderenza di “Xs on my eyes” ai canoni in voga nella prima metà di quel decennio, quando un manipolo di gruppi tentò (alcuni pure riuscendoci) la scalata al successo. Partiture ariose e gradevolissime dettate dalle onnipresenti tastiere, sezione ritmica essenziale, chitarra pronta a fare la sua parte, voce ben impostata, ecco che lo spettro di OMD, New Order, John Foxx/Ultravox più leggieri ed altri compagni d’avventura dell’epoca si materializza. Anche con buoni risultati, come confermato da “Maximize”, “A calling spaceship” e da “Dawn of life”, perchè i The Shade non sono degli esausti epigoni, bensì manifestano una apprezzabile determinazione nell’elaborare con personalità uno scritto altrui utilizzandolo solo come manuale. In alcune situazioni fanno capolino pure i Duran Duran, tanto per incrementare la componente glamour di un albo piacevole e ben assemblato, anche se a tratti ripetitivo. Forse ai The Shade occorrerà una più abbondante dose di coraggio per sfidare un mercato che non ammette debolezze, la basi apiono comunque sufficientemente solide per dar corso alla sfida. Produzione eccellente e libretto info professionale, Through distant times conclude alla grande il mio 2013!

Per informazioni: http://www.facebook.com/theshadeband
Web: http://www.theshade.eu
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