AA.VV.: Gaderung - A Tribute to Sixth Comm

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L’idea non è certamente originale, ma contano lo spirito col quale si affronta l’iniziativa e, sopra tutto, il contenuto. Bella compilazione, in download gratuito, tributante i Sixth Comm/Mother Destruction di Patrik Leagas, patrocinata dalla label (nonchè web-radio) teutonica Body Music. All’indirizzo indicato troverete l’ampio ventaglio di possibilità che il sito vi offre, ed ovviamente potrete scaricare pure tutti i trenta uno brani di Gaderung ovvero selezionare quelli che preferite. E’ stato il buon Nico Solito dei Lia Fail a fornirmi le preziose indicazioni nonchè il materiale, ammetto che non ne sarei probabilmente nemmeno venuto a conoscenza, posso così documentarmi su di una realtà assai solida e professionale, tipico d’altronde dell’approccio tedesco a qualsiasi materia, figuriamoci poi, limitandoci all’ambito musicale che ci compete, quando trattasi delle amate (in quelle lande) sonorità EBM, neo-folk, ritual (e le ramificazioni infinite, mi ci perdo…). Per quanto riguarda i singoli episodi, sono presenti le versioni di classici del complesso britannico capitanato dall’ex Death In June (ma sarebbe ora, io per primo, di levargli di dosso questa appiccicosa etichetta), fra i quali “Drown by faith” e “Serpent dance” (in versione strumentale) elaborate rispettivamente da Lia Fail e da Ain Soph, con ottimi risultati, essendo le due proposte personali ma rispettose della fonte originale (ballata umbratile la prima, rito sciamanico la seconda, la quale ci trasporta idealmente negli sconfinati spazi del deserto, di dove provengono il rullare ipnotico dei tamburi). Piacevole “Doubt to death” di David E. Williams (fresco di nuovo albo su Old Europa Cafè), poi voglio citare “Calling” de Les Affres de la Mort, ma le altre non difettano certo qualità ed applicazione (anche se alcune risultano a tratti forzate) segno che l’iniziativa è stata ampiamente condivisa dai convenuti. Il risultato finale è corposo ma soddisfacente, di certo quando si giunge al termine dell’ascolto (ma appunto si può operare una cernita in base ai propri gusti) non si prova senso di spossatezza. Forse anche in virtù dell’attenzione che è stata riservata alle singole esposizioni, poi è davvero questione di gusti e di inclinazioni, quivi non mi intrometto: se si amano gli originali, e gli estensori sopra tutto, si potrà giudicare in base all’esperienza ed alla conoscenza, e pure, sopra tutto, alle aspettative riposte nell’operazione. Per iniziati al verbo sonico di O’ Kill sopra tutto, ma non solo.

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