Der Noir (+ Winter Severity Index)

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Winter Severity Index

Winter Severity Index a Prato, foto di DJ Lovv

Questo nuovo anno, per il sottoscritto, ha inizio con un appuntamento musicale che vede esibirsi dal vivo all’Exenzia rock club di Prato due formazioni italiane, Der Noir e Winter Severity Index. Non posso che ribadire che è sempre un piacere essere presenti a serate come questa, dove viene dato spazio a promettenti formazioni musicali del nostro paese, che si sono comunque già distinte per la validità e la qualità della loro proposta musicale.

Winter Severity Index, primo gruppo in scaletta, capitanato dalla singer/chitarrista Simona Ferrucci, si presenta in formazione a tre in questa data pratese, con una componente a tastiere/programming (a sostituire Valentina “Mushy”, assente in questa serata) ed un bassista.

Fin da subito veniamo catturati dall’atmosfera delle composizioni della band – dedita a sonorità darkwave – ricercate e coinvolgenti. Ottima l’esecuzione dei brani da parte del gruppo, che ha proposto canzoni tratte dai due EP finora pubblicati, “Blue Bird” e “Vesperbild” da Survival Rate – uscito nel 2013 – ed una trascinante versione di “Severity”, dal precedente omonimo EP.

Molto belli anche gli altri brani proposti, in particolare “No Will” ed “Embracing the void”, con Simona sempre in primo piano a voce e chitarra. Il gruppo si congeda con un’ultima canzone, molto bella e suggestiva, con la singer/guitarist – per questo brano – alla sola voce. Un gran bel concerto per questa formazione, che spero di vedere esordire presto con un vero eproprio full-lenght.

E’ l’ora dei Der Noir e con la band romana passiamo a sonorità più prettamente post-punk e wave. Pur avendo apprezzato i due lavori in studio finora pubblicati dal gruppo, in particolare il debut-album A Dead Summer, devo riconoscere che l’esibizione di questa sera, seppur discreta, non mi ha convinto del tutto. Superati i problemi tecnici iniziali al microfono, la band ci propone in sequenza “Private Ceremony” e “Done”, tratte dal primo album, per poi passare a “Carry On”, opener dell’ultima fatica Numeri e Figure.

L’impressione iniziale, confermata con il prosieguo del concerto, è che il gruppo, pur impegnandosi e presentando i brani in versione tutto sommato fedele all’originale, non riesca a mio avviso a coinvolgere dal vivo come su disco. Il singer/bassista, in particolare, pur non cantando certo male, credo possa fare decisamente meglio da un punto di vista dell’interpretazione dei brani, rispetto a quanto visto questa sera a Prato. Tutti aspetti questi che, viste le potenzialità della band, possono senz’altro essere risolti con il tempo ed un numero maggiore di esibizioni live alle spalle.

Delle canzoni eseguite, molto più convincenti “Lontano Dalle Rive”, uno dei brani che ritengo migliori del gruppo romano, così come “L’Inganno”, eseguita in chiusura, decisamente piacevoli da ascoltare. La band, da quel che abbiamo avuto modo di capire, per motivi di orario sembra che abbia dovuto anche tagliare parte del live-set (i concerti, oggettivamente, erano iniziati con un certo ritardo rispetto all’orario stabilito).
In definitiva una bella serata, per un evento live che, considerazioni personali a parte, ha riscontrato i favori del pubblico presente.

Der Noir

Der Noir a Prato, foto di DJ Lovv

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