La Playlist 2013 della Redazione

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È curioso leggere le opinioni della redazione a fine anno; ogni volta si dividono sempre in chi ha apprezzato molto le uscite dei dodici mesi precedenti e chi invece è rimasto deluso. Pur con queste differenze alla fine si riesce sempre a riconoscere un “fil rouge” di artisti e opere che sono rimasti impressi nell’anno appena trascorso. Come leggerete, nomi come Camerata Mediolanense, Lycia, Depeche Mode, Pankow, Savages, Soviet Soviet, Skinny Puppy, Nine Inch Nails, Teho Teardo & Blixa Bargeld nonché pellicole come Cloud Atlas, La vita di Adele o Solo Dio Perdona ricorrono più volte fra le scelte dei redattori.

E la vostra playlist del 2013 che titoli presenta? Fateci sapere le vostre opinioni commentando qui sul sito o sul nostro gruppo Facebook, che ha quasi raggiunto quota 1.000 iscritti!

Buon anno a tutti!

La redazione di Ver Sacrum

Ankh | Caesar | Christian Dex | DJ Lovv | Grendel | Hadrianus | Lenora | Mircalla | Mrs. Lovett | Softblackstar
Ankh
La storia della musica è spesso strana: se il 2012 si era rivelato un anno sorprendente dal punto di vista musicale, il 2013 mi ha lasciato decisamente più tiepido. Pur avendo ascoltato numerosi gruppi per me nuovi, nessuno di questi è riuscito a colpirmi realmente, al punto che la mia playlist è costituita praticamente solo da grandi rientri o quasi. Sul gradino più alto la Camerata Madiolanense, di cui si sentiva, secondo me, la mancanza e che rientra con un lavoro di altissimo livello. Molto bello anche il CD degli Helium Vola che ha continuato a colpirmi malgrado i numerosi ascolti. Piacevole sorpresa è stato l’abbandono, da parte dei Rajna, delle velleità “pop”, che ha consentito loro di concentrarsi su ciò che sanno fare meglio e di salire sul podio della mia personale classifica. Il progetto di collaborazione tra Teho Teardo e Blixa Bargeld ha regalato buona musica e anche qualche sorriso; molto piacevole anche il loro concerto al Circolo degli Artisti. Infine i Lycia, altro gruppo di cui, non posso negarlo, sentivo la mancanza: la loro musica allo stesso tempo soffusa e solida, asfittica e a tratti glaciale continua ad esercitare su di me un gran fascino. Qualche altro CD vorrei però citarlo, come suggerimento per l’ascolto: “The trusted language” degli UUVVWWZ, combo dedito a suoni avanguardistici con il gisto per tempi sincopati; The revolution is never coming dei The Red Paintings, che riescono a miscelare elementi art rock quasi progressive con influenze grunge; e poi ZENNTH, Dismal e Gogol Bordello, da me recensiti.

Il film che metto in classifica credo sia dell’anno scorso ma io sono riuscito a vederlo solo alla fine di quest’anno e non posso fare a meno di citarlo.

Per il miglior libro, accenno all’unico libro di quest’anno da me letto: le capacità letterarie di Arturo Perez-Reverte dimostrano sempre che si può far Letteratura anche scrivendo un best seller.

Come miglior concerto, quest’anno, non cito i Dead Can Dance, anche se mi sono piaciuti tantissimo, solo perché la loro esibizione era troppo simile a quella dell’anno scorso. E allora non posso non nominare i divertentissimi e coinvolgenti Gogol Bordello, visti abbastanza di recente a Ciampino in una piacevolissima serata.

Non mi resta che augurare a tutti i lettori di Ver Sacrum un buon 2014 ricco di ascolti, letture e visioni interessanti.

Album

Camerata Mediolanense - Vertute, honor, bellezza

  1. Camerata Mediolanense: Vertute, honor, bellezza
  2. Helium Vola: Wohin?
  3. Rajna: Babel
  4. Teho Teardo e Blixa Bargeld: Still Smiling
  5. Lycia: Quiet moments

Concerto

Gogol Bordello
Gogol Bordello a Ciampino (RM)

Libro

Arturo Perez-Reverte - Il tango della vecchia guardia
Il tango della vecchia guardia di Arturo Perez-Reverte

Film

Sugar Man di Malik Bendjelloul
Sugar Man di Malik Bendjelloul

Caesar
Musica:
Annata musicale piuttosto interessante in cui non sono mancati i dischi di valore. In particolare ci sono stati due graditi ritorni ovvero Il Segno del Comando con Il volto verde, un album oscuro ed esoterico, vero e proprio omaggio a certa cultura horror italiana dei ’70 (quella degli sceneggiati fantastici e di gruppi come i Goblin e gli Jacula) e i redivivi gotici e neo-folk Ordo Equitum Solis con Killing Time Killing Love. Da segnalare, sempre in ambito neo-folk, anche l’album degli Spiritual Front di Simone Salvatori (Open Wounds) di cui segnalo anche l’interessante Black Hearts In Black Suits, progetto in collaborazione con il musicista Stefano Puri. Ottimi davvero gli Hautville (della SPQR) con Le Moire, un gruppo italiano di folk popolare che conferma una buona vena ispirativa con un album ricco di significati mitologici. Infine ricorderei anche i fiorentini Deadburger con il monumentale box La fisica delle nuvole, un lavoro che dimostra un approccio eclettico in cui vengono esplorati più generi con competenza e passione. Ma non vorrei dimenticare, anche se rimangono fuori dalla lista, gli psichedelici italiani Mushroom’s Patience (Road To Nowhere) e i mitici The Legendary Pink Dots (The Curse Of Marie Antoinette).

Concerto:
Molti sono stati i concerti indimenticabili (ricordo i Dead Can Dance a Firenze) ma indubbiamente quello che mi è rimasto nel cuore è quello dei grandissimi Van Der Graaf Generator a Pistoia il 5 luglio, un gruppo che ha scritto la storia della musica e che continua ad avere qualcosa da dire ancora oggi.

Film:
Anche in questo caso ho molte difficoltà a fare una scelta. Numerose sono state le pellicole di valore fra cui ricorderei l’intramontabile Polanski con il grande Venere in pelliccia e il nostro Giuseppe Tornatore con La migliore offerta. Alla fine scelgo La vita di Adele di Abdetallif Kechiche, struggente storia d’amore e di solitudine fra due ragazze.

Libro:
Fra i libri pubblicati quest’anno segnalo ancora la piccola e meritoria casa editrice milanese Hypnos che continua a proporre e a disseppellire dall’oblio autori fantastici di razza come nel caso del belga Jean Ray con l’antologia I racconti del Whisky.

Una canzone…

Il Segno del comando Chider il verde

Album

Il Segno del Comando - Il Volto Verde

  1. Il Segno del Comando: Il Volto Verde
  2. Ordo Equitum Solis: Killing Time, Killing Love
  3. Spiritual Front: Open Wounds
  4. Hautville: Le Moire
  5. Deadburger Factory: La Fisica delle Nuvole

Concerto

Van Der Graaf Generator a Pistoia
Van Der Graaf Generator a Pistoia

Libro

Jean Ray - I racconti del Whisky
I racconti del Whisky di Jean Ray

Film

La vita di Adele di Abdetallif Kechiche
La vita di Adele di Abdetallif Kechiche

Christian Dex
Dal punto di vista musicale per me questo 2013 è stato davvero straordinario: moltissime sono le uscite che mi hanno convinto pienamente e con enorme difficoltà ho scelto i cinque titoli da inserire in playlist. Da una parte c’è una generazione di artisti contemporanei che interpreta la musica degli anni ’80 e ’90 in modo convincente e personale, allontanandosi dal mero citazionismo; dall’altra le “vecchie glorie” sono ben lungi dal mollare la scena e producono opere di tutto rispetto. Le mia playlist è la sintesi di questo dualismo. Chi mi conosce non si stupirà più di tanto per la scelta delle “vecchie glorie”, quantomeno per Skinny Puppy e Nine Inch Nails, che al di là dei miei gusti personali (feticismo?) sono tornati con degli eccellenti album. I Lycia sono stati una vera sorpresa, riuscendo dopo anni di silenzio a ritornare ai fasti di A day in the stark corner. Citazione doverosa per gli album di Pankow, Depeche Mode, Front Line Assembly, Ministry, nonché per il “dinamico duo” Teho Teardo e Blixa Bargeld. Fra i nomi nuovi, oltre alle stupende Savages e alla conferma Soviet Soviet, segnalo l’album dei Pop. 1280 Imps of perversion, che davvero a malincuore lascio fuori dalla mia rosa di nomi. Menzione doverosa poi per i CD di Tropic of Cancer, Kill Your Boyfriend, Chelsea Wolfe nonché per i turchi She Past Away.
Infine due-parole-due per la delusione assoluta del 2013, ovvero il nuovo Editors, che segna la maldestra svolta del gruppo verso un suono mainstream.

Assimilate – A critical history of Industrial Music di S. Alexander Reed è per me, appassionato del genere, l’indubbio libro dell’anno. L’autore mescola sapientemente, con uno stile piacevole, una narrazione avvincente piena di aneddoti ad analisi esaurienti ed erudite (non a caso si tratta di un’opera di ricerca, edita dalla Oxford University Press). Il punto di vista è sempre quello americano, e quindi abbraccia una vastità di artisti che non tutti (sicuramente non gli ottimi Ankh e Softblackstar…) classificherebbero come puramente “industriali”. Un libro che consiglio senza indugio a chi vuole approfondire la storia e le evoluzioni di questo stile.

Sebbene non abbia visto tantissimi film, diverse uscite del 2013 mi hanno colpito molto. Il film di Salvatores è visivamente e narrativamente potente e lo scelgo come pellicola dell’anno, ma cito anche l’avvincente Cloud Atlas, il toccante Wolf Children e l’elegante Stoker.

I Nine Inch Nails dal vivo riescono ancora a sorprendermi, anche dopo averli visti 11 volte. Menzione per i Roma Amor a Modena,nonché per gli Swans a Parma, con il loro live “intenso” sia dal punto di vista emozionale che per la quantità di decibel profusi sugli ascoltatori.

Una canzone in breve: “Diese Kalte Nacht” dei Faun, un pezzo tanto leggero quanto kitsch, ma che conquista e convince ascolto dopo ascolto.

Buon anno lads and lasses!
Una canzone…

Faun Diese Kalte Nacht

Album

Savages - Silence Yourself

  1. Savages: Silence Yourself
  2. Skinny Puppy: Weapon
  3. Nine Inch Nails: Hesitation Marks
  4. Soviet Soviet: Fate
  5. Lycia: Quiet Moments

Concerto

Nine Inch Nails a Milano
Nine Inch Nails a Milano

Libro

Assimilate – A critical history of Industrial Music di S. Alexander Reed
Assimilate – A critical history of Industrial Music di S. Alexander Reed

Film

Educazione Siberiana di Gabriele Salvatores
Educazione Siberiana di Gabriele Salvatores

DJ Lovv
L’anno 2013, pur non esaltante, si è caratterizzato per una serie di uscite discografiche di un certo rilievo ed è stato, per quanto mi riguarda, un anno all’insegna del ritorno di alcune bands che mancavano dalle scene da anni.
Al primo posto della mia playlist i Lycia, che dopo una lunga assenza hanno dato alle stampe Quiet Moments, album che ho apprezzato molto fin dal primo ascolto. Seguono gli IAMX, che con The Unified Field ci regalano nuovamente un gran bel lavoro, dopo il mezzo passo falso della precedente uscita. A ruota Tomb for Two, terzo full-lenght (in due anni) dei Lebanon Hanover, band che si sta dimostrando valida sia in studio, con dei lavori convincenti, che nella dimensione live – le tappe italiane del tour all’indomani dell’uscita del debut album l’hanno ampiamente dimostrato. Delle ultime uscite discografiche di Nick Cave, Push the Sky Away è quella che mi ha convinto maggiormente ed infine ultimo posto della mia personale classifica per Bloodsports dei Suede. La rock band inglese, tornata con un nuovo album dopo oltre un decennio, non ha deluso le attese.

Annata molto positiva in tema di concerti; il migliore è stato senza ombra di dubbio quello dei Dead Can Dance al teatro romano di Fiesole, con una performance letteralmente da brividi. Non posso però non menzionare anche le ottime esibizioni dei Kirlian Camera all’edizione 2013 del M’Era Luna e dei Suede a Bologna.

Per quanto riguarda i libri, Banchieri di Federico Rampini ci dà una visione interessante su diversi aspetti che hanno interessato l’economia italiana – e non – in questi ultimi anni.

Una canzone…

Lycia The Visitor

Album

Lycia – Quiet Moments

  1. Lycia: Quiet Moments
  2. Iamx: The Unified Field
  3. Lebanon Hanover: Tomb for Two
  4. Nick Cave & The Bad Seeds: Push the Sky Away
  5. Suede: Bloodsports

Concerto

Dead Can Dance a Fiesole (FI)
Dead Can Dance a Fiesole (FI)

Libro

Banchieri di Federico Rampini
Banchieri di Federico Rampini

Grendel
Anno ricco di uscite interessanti questo 2013, che ha segnato il ritorno sulle scene di una delle industrial-metal band più estreme di sempre, gli Psyclon Nine. Il loro Order of the shadow: act I è al primo posto della mia personale classifica dei dischi migliori, subito seguito dal nuovo album degli AFI, che mescola sapientemente sonorità punk rock e new wave risultando però più oscuro del suo predecessore, non troppo apprezzato dai fan più integralisti del gruppo californiano. La terza posizione è occupata dai nostrani Death SS, tornati sul mercato discografico dopo parecchi anni di silenzio con una line-up leggermente rinnovata e un cd ricco di brani davvero belli ed efficaci, mentre alla quarta ho inserito il disco dei Funker Vogt, a mio giudizio assai gradevole anche se non proprio perfetto. Chiudono i Mesh con il loro Automation baby, ovvero synthpop ben strutturato e di pregevole fattura, che non è niente di nuovo ma si ascolta con gran piacere.

Come canzone dell’anno segnalo uno dei miei pezzi preferiti del già citato album dei Death SS, ovvero “Eaters”, del quale è uscito da pochi giorni anche il video ufficiale, da consigliare a tutti gli appassionati di splatter e zombie-movies.

Per quanto riguarda il miglior film del 2013, ho scelto Frankenstein’s Army di Richard Raaphorst, opera non priva di difetti la cui prima metà non è particolarmente esaltante, ma che invece sorprende molto nella seconda, soprattutto quando entrano in scena uno dopo l’altro i famigerati “zombots”, che da soli valgono la visione del lungometraggio.

Se per la categoria dei film non ci sono stati dubbi, devo ammettere di aver avuto non poche difficoltà nello scegliere il concerto più bello perché questo è stato un anno ricco di eventi di un certo spessore, basti pensare agli spettacoli offerti da artisti come Nick Cave e Rammstein, oppure a show memorabili come quelli di My Bloody Valentine e PiL. Devo però dire che i Ghost sono la cosa più bizzarra che mi è capitato di vedere: Papa Emeritus II e i suoi Nameless Ghouls sono senz’altro kitsch, pacchiani e furbamente commerciali, ma dal vivo suonano davvero bene, hanno un appeal e un’immagine che molte band si sognano, e come si suol dire “spaccano”.

Una canzone…

Death SS Eaters

Album

Psyclon Nine  - Order of the Shadow: Act I

  1. Psyclon Nine: Order of the Shadow: Act I
  2. AFI: Burials
  3. Death SS: Resurrection
  4. Funker Vogt: Companion in crime
  5. Mesh: Automation baby

Concerto

Ghost a Bologna
Ghost a Bologna

Film

Frankenstein's Army di Richard Raaphorst
Frankenstein’s Army di Richard Raaphorst

Hadrianus
Musica
The Eden House: Half life. All’operina assemblata dal quartetto Carey/Rippin/Jackson/Pettitt spetta il primo posto, per il parterre di ospiti illustri che vi hanno partecipato (Phil Manzanera, Simon Hinkler, la divina Monica Richards…) e soprattutto per il peso specifico che queste canzoni possiedono. Raffinato ed elegante, Half life apre una nuova via al goth-rock, evitando di cadere nel troppo facile citazionismo o nella rappresentazione calligrafica di una era alla quale siamo sì ovviamente legati, ma che risulta francamente esausta da lustri. “Bad men”, “Wasted on me” o “The empty space” possiedono tutto l’appaeal del quale un brano necessita per inserirsi a pieno merito nelle playlist delle emittenti più accorte… Mi espongo, questo è Adult Oriented Goth! I britannici hanno la meglio, di misura, su d’un altro super-gruppo, i doom-masters scandinavi Avatarium. Esaltante il debutto omonimo, impressionante anche in questo caso i curricula vantati dai partecipanti all’operazione: Leif Edling, Lars Skold, Marcus Jidell, Carl Westholm, questa è gente che ha suonato con Candlemass, Tiamat, Evergrey, Royal Hunt, Krux, Witchcraft… Eppoi la voce su-bli-me di Jennie-Ann Smith, la nuova musa del doom, che i Signori delle Tenebre l’abbiano in gloria: come intepreta “Boneflower”, “Pandora’s egg”, “Moonhorse”… coinvolgimento totale, in bilico fra folk britannico alla Reinassance e la più cupa tetraggine evocata da tanti illustri predecessori. Non c’è mai stata una via più dolce a condurci all’Inferno… Terzo posto: Belladonna (Shooting dice with God). Quarto posto: A Pale Horse Named Death (Lay my soul to waste). Quinto posto: Purson (The circle and the blue door).

Libro
John Taylor: Nel ritmo del piacere – Amore, morte & Duran Duran. Perché per chi, come il sottoscritto, si appresta a varcare la soglia del mezzo secolo, i DD qualcosa hanno rappresentato. E poi la lettura è piacevole, qualche aneddoto non conosciuto si rivela fra gli agili capitoletti, e se i nostri suonano e producono ancora dischi (e di qualità) è evidente che non era sono fashion.

Film
Per quest’anno passo…

Concerto.
Sarebbe appannaggio dei The Cult, se non altro perchè la venue era quella prestigiosa del Fillmore di San Francisco, ma la serata (con Astbury palesemente fuori forma e Duffy che si è limitato all’ordinario) è stata letteralmente salvata dai comprimari Wyse/Tempesta, affidabili non solo come sezione ritmica… Molto meglio gli umilissimi Threshold che a Gradisca d’Isonzo hanno suonato (gratis) per una lodevole iniziativa. Un concerto eccellente, tecnica e passione fuse in un tutt’uno, terminato solo per l’incombere della mezzanotte, altrimenti chissà per quanto ancora si sarebbe protratto…

Una canzone…

Avatarium Moonhorse

Album

The Eden House - Half life

  1. The Eden House: Half life
  2. Avatarium: Avatarium
  3. Belladonna: Shooting dice with God
  4. A Pale Horse Named Death: Lay my soul to waste
  5. Purson: The circle and the blue door

Concerto

Threshold a Gradisca d'Isonzo (GO)
Threshold a Gradisca d’Isonzo (GO)

Libro

John Taylor
Nel ritmo del piacere – Amore, morte & Duran Duran di John Taylor

Lenora
Anno quasi irripetibile il 2013! La mia playlist musicale è lietamente dominata dell’elettronico-industrial, che musicalmente prediligo e che mi induce a mettere sul podio i tre gruppi che più amo. Primo posto quindi a Hesitation Marks che segna il ritorno dei Nine Inch Nails, con un Trent Reznor sempre capace di rinnovarsi e stupire. A seguire, Weapon, l’oscuro e sinistro album degli Skinny Puppy e poi metto altri due grandi ritorni, quello dei Pankow, con And Shun The Cure They Most Desire e Gary Numan con Splinter (Songs From A Broken Mind).

Come libro, inserisco una graphic novel, un genere che mi appassiona moltissimo, e che seleziono anche quest’anno con un reportage di Guy Delisle, su uno dei paesi più misteriosi ed inaccessibili del mondo, la Corea del Nord.

Il più bel concerto di quest’anno? decisamente i NIN a Milano con un trascinante Reznor in una performance live perfetta.

Il più bel film di quest’anno per me è stato Cloud Atlas, molto emozionante seppure imperfetto.

Una canzone…

Gary Numan I Am Dust

Album

Nine Inch Nails - Hesitation Marks

  1. Nine Inch Nails: Hesitation Marks
  2. Skinny Puppy: Weapon
  3. Pankow: And Shun The Cure They Most Desire
  4. Savages: Silence Yourself
  5. Gary Numan: Splinter (Songs From A Broken Mind)

Concerto

Nine Inch Nails a Milano
Nine Inch Nails a Milano

Libro

Pyongyang di Guy Delisle
Pyongyang di Guy Delisle

Film

Cloud Atlas
Cloud Atlas. di Tom Tykwer, Andy Wachowski, Lana Wachowski

Mircalla
Annata piuttosto ricca dal punto di vista musicale, sia tra le vecchie glorie che tra le nuove uscite: ho molto amato il ritorno dei Camerata Mediolanense con la loro opera (e uso il termine non a caso) Vertute, Honor, Bellezza che dimostra tutta la qualità espressiva di questo gruppo italiano e la sua capacità di rinnovarsi nel corso del tempo. Stessa cosa potrei dire anche per i Depeche Mode, inossidabili e sempre sulla cresta dell’onda, mentre tra le nuove scoperte sicuramente sono stata colpita dall’energia delle Savages, che mi hanno subito conquistato. Due lavori estremamente intriganti, raffinati, intelligenti ma anche con una indomita forza sono quelli dei Sigur Ros con l’immaginario nordico di Kveikur e quello di Teho Teardo, autore italiano davvero interessante e che ho apprezzato molto anche recentemente dal vivo, in compagnia del grande Blixa alla voce.

Atmosfere nordiche anche nella scelta del libro: la Byatt è una delle mie scrittrici preferite e questa sua rivisitazione dei miti norreni mi ha aperto un mondo “oscuro” davvero affascinante.

Al cinema ho visto moltissimi film interessanti, ne dovrei citare davvero troppi (Only god forgive di Refn? Venus in furs di Roman Polanski? Confessions di Tetsuya Nakashima? ecc… ecc..) ma alla fine il film che mi ha più conquistato è stato Cloud Atlas dei fratelli Wachowski e Tom Tykwer, a tal punto da volerlo rivedere una seconda volta (ma anche una terza ci starebbe) e da leggerne il libro da cui è stato tratto. E’ stato amore a prima vista, potrei dire, e questo non mi capita certo di frequente!

Tra i concerti (pochi, ahimé) ho ancora un ottimo ricordo dell’intensa performance offerta dai Roma Amor in quel di Modena all’interno dell’evento Il castello dei destini incrociati organizzato da La Rose Noire.

Molta più difficoltà mi crea invece citare una singola canzone; escludendo i gruppi già citati in precedenza opterei allora per il brano di un’artista relativamente nuova, Chelsea Wolfe, il cui ultimo album mi ha piuttosto convinto.

E 2014 sia…

Una canzone…

Chelsea Wolfe Feral Love

Album

Camerata Mediolanense – Vertute, Honor, Bellezza

  1. Camerata Mediolanense: Vertute, Honor, Bellezza
  2. Savages: Silence Yourself
  3. Depeche Mode: Delta Machine
  4. Sigur Ros: Kveikur
  5. Teho Teardo & Blixa Bargeld: Still smiling

Concerto

Roma Amor a Modena
Roma Amor a Modena

Libro

A.S. Byatt - Ragnarök
Ragnarök di A.S. Byatt

Film

Cloud Atlas
Cloud Atlas di Tom Tykwer, Andy Wachowski, Lana Wachowski

Mrs. Lovett
Musica
Non accetto accuse di parzialità e dichiaro che l’ultimo album dei DM a me è piaciuto tantissimo, l’ho ascoltato decine di volte trovandolo sempre valido e piacevole. 2013 = Depeche Mode, ecco la mia base di partenza! Tuttavia mentirei se non ammettessi che quest’anno ha prodotto molta bella musica, tanto che i cinque posti della nostra classifica, ancora una volta, mi vanno stretti. Tra l’altro, mi rendo conto che posizionare l’ottimo disco di esordio delle Savages al secondo posto appare un po’ ingiusto, ma se il primo è occupato… Subito dopo, via alla musica italiana, con Fate, il debut album dei Soviet Soviet, And Shun The Cure They Most Desire dei Pankow e La fisica delle nuvole di Deadburger Factory: per le motivazioni rimando alle recensioni pubblicate sul sito nel corso dell’anno. Lascio fuori con dispiacere Still Smiling di Teho Teardo & Blixa Bargeld e Pieces Of Us Where Left On The Ground dei JoyCut, entrambi validissimi: viva l’Italia, insomma! Ometto poi di parlare delle splendide ristampe di dischi degli anni’80 uscite recentemente: non mi sembrava giusto annoverarle fra la musica del 2013…

Concerto:
Che dire? A questo punto chi segua Ver Sacrum non può non sapere che il mio concerto del 2013 è quello dei Depeche Mode allo Stadio Olimpico di Roma. Mi sembra ancora un sogno essere riuscita ad andarci! Ma i lettori si tranquillizzino: non ho preso i biglietti per le date del 2014, quindi, il prossimo anno, dei DM si parlerà di meno. Forse.

Film

Decisione ardua anche in questo caso! Tuttavia, dopo lunghe riflessioni, pur riconoscendo che La vita di Adele di Abdellatif Kechiche è il più significativo, scelgo Confessions di Tetsuya Nakashima per come mi ha fatto sentire…

Libri
Considerato il numero limitato di libri usciti nel 2013 che – troppo presa dalle mie saghe fantasy! – mi è capitato di leggere, segnalo Una piccola stella di John Ajvide Lindqvist, forse non il suo migliore ma senz’altro un bel romanzo.

Canzone
Non sono entrati nella classifica ma saranno…la canzone! Ecco “Save”, da Pieces Of Us Where Left On The Ground dei JoyCut

Una canzone…

JoyCut Save

Album

Depeche Mode - Delta Machine

  1. Depeche Mode: Delta Machine
  2. Savages: Silence Yourself
  3. Soviet Soviet: Fate
  4. Pankow: And Shun The Cure They Most Desire
  5. Deadburger Factory: La fisica delle nuvole

Concerto

Depeche Mode a Roma
Depeche Mode a Roma

Libro

Una piccola stella di John Ajvide Lindqvist
Una piccola stella di John Ajvide Lindqvist

Film

 Confessions di Tetsuya Nakashima
Confessions di Tetsuya Nakashima

Softblackstar
Musica
1) Ulver – Messe I.X – VI.X
Il disco che non mi aspettavo. Dopo il capolavoro Shadow of the Sun pensavo che agli Ulver fosse rimasto ben poco da dire, considerando che subito dopo abbiamo avuto il pessimo War of the Roses, un discreto album di cover di classici della psichedelia (!!!) e una raccolta di outtakes, e invece il gruppo norvegese tira fuori un disco composto insieme a una intera orchestra classica. Album maestoso e solenne, curatissimo nella produzione e negli arrangiamenti ma non pomposo e prolisso come tanti album simili – il minutaggio si mantiene sotto i 50 minuti. Da brivido “As Syrians pour in […]”. Sorprendente.
2) Fuck Buttons – Slow Focus
Una bella riconferma. I FB si autoproducono il terzo album e sebbene manchi di un brano come “Surf Solar”, Slow Focus è un altro centro pieno
3) Youth Code – Youth Code
Finalmente un po’ di EBM old style come si deve. Sporca e senza compromessi.
4) Swans – Not Here / Not Now
Gli Swans che preferisco. Decisamente il loro miglior live dai tempi dell’inarrivabile Swans Are Dead. Vale la pena anche solo per la versione da 44 minuti di “The Seer”.
5) Skinny Puppy – Weapon
Ho trovato davvero esaltante l’ultimo Skinny Puppy, soprattutto per via del ritorno a sonorità tipiche del periodo Remission.
Menzione per: The Knife, Boris, James Blackshaw & Lubomyr Melnyk.

Concerto:
Kraftwerk 3D a Dublino

1 libro:
N/A. Ultimamente recupero solo classici, non ho letto niente uscito nel 2013.

1 film:
Only God Forgives
Molti l’hanno odiato, per me resta uno dei migliori film di Refn.

Davvero una buona annata per la musica, sia in studio che live. Tra i concerti memorabili senza dubbio My Bloody Valentine, Swans, Chris & Cosey e soprattutto i Kraftwerk in 3D, con tanto di occhialini dati al pubblico e due ore abbondanti di classici.
Per gli album qualche sorpresa e diverse riconferme. E poi Dead Can Dance con la redazione di Ver Sacrum: bellissimo concerto in una splendida cornice. Non va sul podio per l’unico motivo che a parte 2-3 pezzi il resto della scaletta era identica al concerto visto l’anno prima a Dublino.
Sòla dell’anno il solito Death In June che tenta di rifilare ai polli col portafogli pieno un disco di demo a quasi 40€. Sarà ma ho preferito investire 50$ per finanziare su Kickstarter una ristampa in vinile deluxe di Remnants of Deeper Purity dei Black Tape For A Blue Girls che dare soldi all’ipocrita “australiano”.

1 brano (non canzone!): Ulver con “As Syrians Pour In, Lebanon Grapples With Ghosts Of A Bloody Past”

Una canzone…

Ulver As Syrians Pour In, Lebanon Grapples With Ghosts Of A Bloody Past

Album

Ulver - Messe I.X - VI.X

  1. Ulver: Messe I.X – VI.X
  2. Fuck Buttons: Slow Focus
  3. Youth Code: Youth Code
  4. Swans: Not Here / Not Now
  5. Skinny Puppy: Weapon

Concerto

Kraftwerk a Dublino
Kraftwerk a Dublino

Film

Solo Dio perdona di Nicolas Winding Refn
Solo Dio perdona di Nicolas Winding Refn

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