LowCityRain: LowCityRain

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Molto interessante questo album rilasciato da LowCityRain,  progetto di Markus Siegenhort, detto Herbst, anima della band black metal tedesca Lantlôs. Diversamente dai suoi interessi abituali, LowCityRain rappresenta un appassionato omaggio del nostro alla tradizione new wave e post-punk anni ’80: con la collaborazione di alcuni fidati ‘habitués’ delle sue produzioni, Siegenhort non si è limitato a sfornare l’ennesima celebrazione del tempo che fu, ma ha  fatto un lavoro niente male, piacevole da ascoltare e dai toni nostalgici ed evocativi. Apre “You Are Everyone, You Are Everywhere”, che affascina fin dalle prime malinconiche note di chitarra, disegnando scenari ben più britannici che tedeschi. Segue la bellissima “Grey View” e siamo in piena new wave, con la chitarra che gocciola pioggia e quella voce romantica ed introspettiva che letteralmente conquista. “I Don’t Know Myself” si colora di shoegaze ma è con “Numb” che si sfiora il capolavoro: tastiera ben presente, chitarra vellutata, molti echi ipnotici e malinconia lieve ma penetrante, con un effetto alla fine quasi sperimentale, per quanto seducente. Anche “Phantom” è davvero magica: lo stile cupo ed intimista e l’uso – ancora una volta! – della chitarra mi hanno ricordato gli Interpol migliori. In “Nightshift”, il ritmo incalza e l’attitudine è assai più ‘rock’: ecco che la voce di Andy Julia dei Soror Dolorosa ci sta veramente a pennello. “Vulnerable Now” ci riporta alla new wave da ‘umidità” britannica e, in chiusura, “Your Eyes And The Sea”, esemplare del synth-pop più nobile, ci lascia sognanti ed in preda ad un sottile desiderio: quello di rimettere il disco, ovviamente. Markus Siegenhort dovrebbe divertirsi più spesso in questo modo…

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