Current 93: I Am The Last Of All The Field That Fell: A Channel

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Il prolifico David Tibet fa uscire un nuovo album dei Current 93 dall’evocativo titolo di I Am The Last Of All The Field That Fell: A Channel. L’album è stato presentato a Londra in un memorabile concerto alla Union Chapel con un’ospite d’eccezione come la leggendaria folk singer Shirley Collins che, per l’occasione, ha accettato di riapparire sulle scene su richiesta dello stesso Tibet. Devo ammettere che ero rimasto deluso dalle ultime pubblicazioni dei Current ovvero Baalstorm, Sing Omega e HoneySuckle Aeons, un disco quest’ultimo non disprezzabile ma troppo minimale e con una scarsa ispirazione di fondo. Il menestrello folk ha però avuto l’indubbia capacità di sapersi circondare, nel corso del tempo, di validi collaboratori a differenza del suo ex amico Douglas P. come dimostra in questo I Am The Last Of All The Field That Fell: A Channel. Il disco si avvale infatti dell’apporto di nomi come Tony McPhee – storico chitarrista dei Groundhogs, vecchio gruppo inglese di blues e psichedelia dei ’70 -, Nick Cave (voci), John Zorn (sassofono) e Antony Hegarty (voci). Non c’è questa volta Baby Dee, sostituita al piano da Reinier van Houdt mentre sono presenti i fedeli James Blackshaw al basso, Ossian Brown alla ghironda e Andrew Liles all’elettronica oltre ad altri nomi di rilievo come Jon Seagroatt al clarinetto e flauto e Jack Barnett all’organo e Carol Stokes alle percussioni che contribuiscono ad arricchire il sound con inedite colorazioni . Tibet è in forma e spiritato come ai vecchi tempi come si può ascoltare nell’iniziale e decadente “The Invisible Church” in cui è presente anche la nuova e suadente voce femminile Bobby Watson. Le sonorità dell’album si riallacciano sempre più ad atmosfere prog e psichedeliche del passato – come già in in Aleph At Hallucinatory Mountains – grazie all’uso delle tastiere e in virtù degli incisivi interventi alla chitarra di Tony McPhee  in tracce come “Those Flowers Grew” (con John Zorn!), “The Heart Full Of Eyes” e “And Onto Picknickmagick”. “Why Did The Fox Bark?” e “With The Dromedaries” sono invece splendide ballate al pianoforte che riportano alla luce i fasti di un disco come Soft Black Stars. Antony canta nella sublime “Mourner Winter Then” mentre Nick Cave nella conclusiva e malinconica “I Could Not Shift The Shadow”. L’impressione è che si tratti di un ottimo album che riporta i Current al loro livello. Il rituale continua.

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