Fauns: Lights

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I Fauns – da non confondere con i tedeschi Faun! – sono una band di Bristol attiva dal 2007, portavoce significativa del più recente revival shoegaze. Lights è il loro secondo full-length dopo che il primo, The Fauns del 2009, aveva riscosso un certo interesse: orientamento invariato ma maggiore accuratezza nella confezione, i Fauns proseguono nella direzione intrapresa e, anche con questo secondo lavoro, pubblicato dalla Invada Records di Geoff Barrow dei Portishead, fanno centro. La prima traccia, “Point Zero”, introduce sonorità elettroniche ‘atmosferiche’ ma, insieme alla settima “Rise” che, comunque, è strutturata in modo più ricco e vario, rappresenta un po’ un’eccezione e infatti fa da premessa a “Seven Hours” che, invece, è parecchio diversa e rivela il legame con gruppi della tradizione come My Bloody Valentine, nonostante la voce della frontwoman sia molto ‘sui generis’. Le successive “Ease Down” e “In Flames”  sono l’evoluzione di shoegaze in pop elegante mentre “Nothing Ever” pone nuovamente in prima fila la chitarra, forte e distorta.  Assai graziosa la title track, impostata su tastiera e chitarra con la voce in ‘lontananza’ che favorisce il clima un po’ ‘incantato’; poco più in là, uno dei pezzi forti del disco: “4 a.m.” è un bellissimo, malinconico brano pop romantico di grande suggestione grazie anche al canto di Alison Garner, qui davvero coinvolgente. Subito dopo, “With You” accentua i toni malinconici che divengono cupi per il ritmo più sostenuto e chitarra e basso distorti. Da menzionare, infine, “Give Me Your Love” che chiude l’album con colori tenui e morbide note di chitarra, concedendoci un ultima immersione nel romanticismo più sognante. Lights conferma così l’abilità di una band che aveva iniziato la sua carriera un po’ in sordina ma continua con serietà il suo percorso, sfornando dischi piacevoli di cui, ogni tanto, si ha proprio bisogno.

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