Gardens & Villa: Dunes

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Dunes è il secondo album di una band californiana, i  Gardens & Villa che, per il suo primo lavoro, Gardens & Villa, del 2011 aveva ricevuto ottima accoglienza. La sua musica gravita nell’ambito del synth-pop di cui accentua sì l’aspetto leggero, ma con sfumature malinconiche ed una certa ricercatezza del suono, caratteristiche che la rendono gradevole per quanto decisamente poco impegnativa. Con la presenza dei synth, ma anche del ‘bansuri’, con la voce accattivante del frontman Chris Lynch che spesso non disdegna l’uso di un delicato falsetto, i Gardens & Villa propongono la formula di uno stile pop-wave che, alla fine, risulta vincente. Lo dimostrano, ad esempio, l’opener “Domino” caratterizzata da una graziosa melodia resa originale dalle note di flauto di cui si diceva, o anche “Colony Glen” che invece punta proprio sul synth per rivisitare lo stile anni ’80 rifacendosi ai suoi aspetti più malinconici. Subito dopo il brano uscito anche come singolo, “Bullet Train”, non è, in verità, che un altro gradevole esemplare di synth-pop in cui abbiamo un saggio del falsetto di Lynch. Anche la successiva “Chrysanthemums” è fra gli episodi migliori, giocata fra il tocco di flauto ed il piano, mentre il cantante duetta con una voce femminile in modo assai convincente. Delle restanti, alcune rientrano in ambito dream-pop, come “Purple Mesas”, dalla melodia lieve e il canto languido, altre sono più ritmate ed elettroniche (“Avalanche”, “Thunder Glove”) finchè l’ultima, “Love Theme”, non chiude le danze con il suo minuto abbondante di fluttuanti note da sogno. Ogni tanto può far piacere lasciarsi andare…

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