Luceed: Voodoo pop

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Lussemburghesi con marcate influenze goth teutoniche, i Luceed propongono in Voodoo pop tredici tracce di guitar driven rock, blandamente obscuro e sporcato d’alternative e da elettronica, che comunque rimangono sottotraccia, intervenendo in ogni singolo brano più come ornamento che come elemento portante. Ne deriva un’operina godibile e sufficientemente fresca, anche se fa decisamente difetto la personalità, che avrebbe, questa sì, garantito più corpo a canzoni che a tratti appaiono come una rivisitazione più leggera del songbook di artisti quali, a.e., Whispers in the Shadow. A volte tendono ad assomigliare agli ultimi Placebo, e non so se questo può davvero giocare a loro favore. Nel loro Paese sono assai noti, ma vantano numerose esperienze pure oltre gli angusti patri confini, tant’è che si sono esibiti di spalla a Garden of Delight, HIM, Mandria, The Cruxshadows, White Lies e… Toto! Menzione particolare per i titoli esotici “El-Xyr” e “Koh-i-noor, Part I”, eccellenti anche dal punto di vista dei contenuti espressivi.

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