Yabanci: Grimorium

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In uscita in questi giorni il debut album di un progetto italo-svizzero, gli Yabanci. Grimorium segue l’EP Birth, pubblicato nel febbraio dello scorso anno, che conteneva sette tracce ed era stato accolto con un certo interesse come esempio di gothic rock dai canoni classici. Nel full length, ai brani dell’Ep sono stati aggiunti altri cinque pezzi. Doveroso spiegare che il monicker del progetto, Yabanci, è il termine turco per ‘stranieri’ e, a detta degli interessati, conterrebbe un riferimento alla letteratura di Lovecraft. Già questo la dice lunga sulle atmosfere che la musica della band sa evocare: ombre sinistre, sonorità vicine al goth degli anni ’80 – Fields of the Nephilim in primis ma, soprattutto per quanto riguarda le parti vocali a cura di Laura LadyGhost, anche la fase più gloriosa di Siouxsie and the Banshees – testi piuttosto elaborati, legati principalmente al simbolismo esoterico. La prima traccia contiene anche “Birth”, che già apriva il precedente EP, ma viene ora ampliata in “Birth – Procession – Lemegeton”, dilatandosi in ben nove minuti di chitarra tormentosa e parte ritmica convulsa, mentre la voce della scatenata LadyGhost tira subito fuori le sue carte migliori. Segue “Ars Nova”, a mio avviso uno degli episodi più validi, molto vicina al sound dei Fields of The Nephilim, in cui si apprezza soprattutto il lavoro del basso; sulla stessa linea anche “Solve Et Coagula”, incalzante nel ritmo ‘affannato’, dettato da basso e batteria davvero ‘cattivi’, fino al clima ‘apocalittico’ del finale. “The Covenant” cavalca l’onda drammatica con la chitarra frenetica, talvolta ‘ribollente’, mentre la bellissima “The Bless”, pur non cambiando ‘ricetta’, sembra pervasa di echi indecifrabili ed inquietanti. “Fear” esordisce con un bel basso new wave dal colore nerissimo che poi ‘cola’ ovunque, in note di pura dannazione. Delle rimanenti cito l’intensa “The Absolute”  e la strumentale “Last Page”, che chiude l’album con un momento di ‘nevrotica’ suggestione. Gli Yabanci, in sostanza, dicono la loro in modo apprezzabile all’interno di una tradizione ormai collaudata,che però ha ancora tanto da offrire.

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