Bloody Mary: Anno zero

0
Condividi:

Anno zero come ridefinizione dei propri obiettivi, meglio focalizzati su di una formula che permetta di giuocare alla pari in un mercato ove tutti possono concorrere, liberi da vincoli e da regole. Non facile proporsi come gothic-metal-band senza rischiare di scivolare lungo una china che inesorabilmente porta alla massificazione, alla confusione. Ci vogliono personalità e determinazione (quante volte l’ho scritto?), e pure coraggio. Anno zero scava in profondità, le atmosfere goth a la HIM/The 69 Eyes (“Chase the nowhere”, “Judith”) sono ancora presenti, ma Zeromancer e Deathstars possono essere identificati quali autorevoli compagni di viaggio. In un ipotetico presente/futuro sul quale incombe l’apocalisse nucleare, si vivono giorni convulsi, gli stessi che sta subendo il music-biz. Ed allora necessitano sì le ballatone orchestrali come “Did you let me down”, ma sono altre le carte che si devono calare sul tavolo. Si chiude una trilogia (quella iniziata con l’acerbo “”Blood’n’roll” del 2005 e proseguita con “Party music for graveyards” del ’10), spalmata in un decennio scarso, ma si lasciano intravedere interessanti margini di sviluppo. Sicuramente Anno zero non sfigura al cospetto di produzioni ben più scintillanti, con il cantante Aldebaran a guidare con polso fermo un gruppo che sa proporsi con disinvoltura sia implementando l’apparato electro, sia ponendo più enfasi alla componente rock, anche nello spazio limitato di due brani, senza che venga meno la consistenza complessiva del disco, e di questo si deve dar loro merito. Rinnovarsi senza stravolgersi, i BM ce l’hanno fatta, e che vadano avanti così.

Per informazioni: http://www.valeryrecords.com
Web: http://www.bloody.it
Condividi:

Lascia un commento

*